Sabato 1 dicembre, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “Migrazioni. Dal lato dell’Africa”, a cura di Alice Bellagamba
Assieme alla curatrice Alice Bellagamba interverranno Luca Ciabarri e Giulia Ferrato, autori di due dei saggi inclusi nel volume. Modera Alessandro Triulzi
L’Africa è speso descritta come il continente più mobile del mondo, ma di quali circolazioni migratorie si sta esattamente parlando? La convinzione che nel prossimo futuro una parte consistente della popolazione africana si riverserà in Europa ha un qualche fondamento concreto? Rispondere a queste domande è meno facile di quanto si potrebbe pensare. Ci provano gli autori di questa raccolta di saggi, che intrecciano nei loro interventi percorsi che vanno dal Sahel alla Somalia, dal Bénin all’Uganda fino al Sudafrica, e chiamano in causa questioni complesse, dal disagio mentale al capitale sociale, dalle reti familiari al rapporto tra rimesse e sviluppo, dal lavoro minorile all’urbanizzazione e alle politiche migratorie. I saggi che compongono il volume “Migrazioni. Dal lato dell’Africa” (Edizioni Altravista) si sforzano di collocare l’analisi della migrazione nel tessuto quotidiano delle società africane e di restituirci l’esperienza concreta di donne e uomini a vario titolo coinvolti nell’avventura migratoria.
Sabato 1 dicembre, alle 18.30, GRIOT presenterà il libro, ospitando gli interventi di Alice Bellagamba, curatrice del volume e docente di Antropologia Politica e Antropologia dei processi migratori all’Università di Milano-Bicocca, Luca Ciabarri, ricercatore presso l’Università Statale di Milano, e Giulia Ferrato, dottore di ricerca in Africanistica presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Modererà l’incontro Alessandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa all’Università di Napoli “L’Orientale”.
Presentazione del documentario e del progetto "Punishment Island"
Domenica 25 novembre, alle 18.00, GRIOT presenta il progetto “Punishment Island. Sedotte e abbandonate sull’isola del castigo”, a cura di Laura Cini
Interverranno alla presentazione Laura Cini, autrice e regista del documentario, Antonella Bondinone dell’Università di Firenze e Maria Cristina Mencato, coordinatrice della campagna di crowdfunding
“Punishment Island” racconta la storia di un’isoletta nel cuore dell’Uganda rurale. Akampene, nel mezzo del lago Bunyonyi, ha una storia particolare e sinistra. Il suo nome nell’idioma locale significa “punizione”, ed è qui che venivano confinate le ragazze che in seguito a rapporti sessuali prematrimoniali restavano incinte al di fuori del matrimonio. Fortemente stigmatizzate dalla comunità e dalle loro famiglie, queste ragazze venivano abbandonate su quest’isola, un fazzoletto di terra sulla quale non cresceva niente e che per la maggior parte di loro diventava una tomba. Poche si sono salvate da questa pratica. Sono quelle prese in sposa da uomini talmente poveri da non disporre di beni sufficienti per pagare una dote e che venivano sull’isola a scegliersi una moglie per la quale nessuna famiglia avrebbe mai reclamato un prezzo.
Venuta a conoscenza di questa storia straordinaria, l’autrice e regista Laura Cini ha sentito il bisogno di raccontarla con un documentario, facendo parlare in prima persona le poche sopravvissute di questa pratica e le loro discendenti. La storia di Akampene è una delle tante storie di donne discriminate, ed è così estrema da poter essere usata efficacemente per sensibilizzare altre donne a prendere maggiore coscienza dei propri diritti.
“Punishment Island” è un progetto in fieri: Laura Cini lo presenterà da GRIOT, attraverso la proiezione di un trailer e di altri materiali. Per completarlo, Laura e il suo staff chiedono il sostegno di una comunità di piccoli donatori attivati attraverso la piattaforma di crowdfunding Ulule. A questo link tutti i dettagli: http://it.ulule.com/punishmentisland/.
Presenteranno il progetto, assieme a Laura Cini, Antonella Bondinone dell’Università di Firenze e Maria Cristina Mencato, coordinatrice della campagna di crowdfunding
(Immagine: Comfort Abemigisha)
Allegro, Massimo | Les Dogon, il popolo della Falesia | Punto Marte 2012
Lettura performance del libro "La migrazione dei muri", del poeta haitiano James Noel
Domenica 18 novembre, alle 18.00, il poeta James Noel sarà ospite di GRIOT per una lettura performance del suo libro “La migrazione dei muri”
Parteciperanno alla serata anche Mia Lecomte, Fanette Mellier e Gaia Riposati
“La migrazione dei muri” è un libro costruito per frammenti, concepito come risposta deflagrante, un’apologia della caduta dei muri. Un’opera intima e potente del poeta haitiano James Noel, che animerà una intensa performance assieme a Mia Lecomte, Fanette Mellier e Gaia Riposati.
L’autore: nato nel 1978, James Noël è un poeta di Haiti. Scrive in due lingue, il creolo con la mano sinistra e il francese con la destra. E’ autore di una decina di libri, tra cui: Le sang visible du vitrier (Vents d’Ailleurs), Des Poings chauffés à blanc (Ed. Bruno Doucey) e Kana sutra (Ed. Vents d’Ailleurs). I suoi testi sono cantati da diverse voci, come Wooly Saint-Jean, James Germain, Robenson Auguste, Tamara Suffren, e recitati da Pierre Brisson e dal celebre cantante e poeta Arthur H, nel suo spettacolo, L’OR NOIR.
Attualmente borsista a Villa Medici, lavora sul suo primo romanzo, Pornoville, presentato come un andirivieni nel tempo e nello spazio di due città siamesi nella disgrazia, Pompei e Port-au-Prince. Dirige dal 2012 la rivista Intranqu’îlités.
Presentazione della rivista "Intranqu’îllités", a cura degli artisti haitiani James Noel e Pascale Monnin
Sabato 17 novembre, alle 18.00, GRIOT presenta una performance polifonica della rivista “Intranqu’îllités”, a cura degli artisti haitiani James Noel e Pascale Monnin
Alla presentazione parteciperanno, oltre ai curatori della rivista, Laurence Durand e Gaia Riposati
“Non fidatevi dell’isola, che salta agli occhi come offerta di sole, cliché di sabbie fini. Si è spesso tentati di sentirla come un territorio ripiegato sui propri confini, dove basterebbe piroettare su un piede per chiuderne il periplo. Il prefisso “In” di “Intranqu’îllités” potrebbe anche rinviare alla negazione dell’insularità. Questo titolo è un modo, un trucco per apostrofare tutti gli immaginari del mondo, penetrare negli interstizi e navigare nell’aria/èra di un’isola-mondo” (James Noel)
“Prodotto da James Noel e Pascale Monnin ad Haiti, il lussureggiante numero inaugurale della rivista IntranQu’illités è giunto in porto. Testimonianza dell’Associazione “Passagers des Vents”, la prima struttura di residenza artistica e letteraria dell’isola di Haiti, la rivista formicola di contributi, veri fanali di speranza che danno luce al lungo e stretto cammino che deve obbligatoriamente ricondurre Haiti al “focolare della mondialità”, come espresso dall’antenato René Depestre”. (Patrice Beray – Mediapart)
Sabato 17 novembre, a partire dalle 18.00, GRIOT è lieta di ospitare la presentazione del primo numero della rivista “Intranqu’îllités”. Sarà James Noel, poeta, borsista in residenza a Villa Medici, a presentare la rivista con letture “intranquille”, chiamando a raccolta voci vigorose: Laurence Durand, Pascale Monnin, Gaia Riposati.
La rivista è disponibile in Italia presso la Libreria GRIOT (potete ordinarla anche online) e scaricabile in version Pdf dal sito di Mediapart
Presentazione del documentario "Aulò: Roma postcoloniale", con la scrittrice italo-eritrea Ribka Sibhatu e il regista Ermanno Guida
Domenica 4 novembre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “Aulò: Roma postcoloniale”
Introdurranno il documentario Ribka Sibhatu, scrittrice di origine eritrea, ed Ermanno Guida, uno degli autori del documentario
Chi sei? Rispondendo a questa domanda, la scrittrice e saggista italiana di origine eritrea Ribka Sibhatu presenta la storia del suo paese d’origine nella città in cui vive, Roma. Ad ascoltare il racconto di Ribka ed accompagnarla nel suo viaggio a ritroso nella memoria è un giovane ragazzo che come lei e grazie alle sue parole s’interroga sul rapporto tra identità e territorio. La storia di migrazione di Ribka si interseca alle storie collettive della diaspora del popolo eritreo, e mostra non solo il colpevole lascito del colonialismo italiano nel suo paese natale, ma come la mancata decolonizzazione della memoria influenzi la percezione che gli italiani hanno dell’immigrazione. Il documentario “Aulò: Roma postcoloniale” (di Simone Brioni, Ermanno Guida e Graziano Chiscuzzi) mette in discussione il concetto stesso di confine non soltanto inteso in senso geografico, ma anche in termini culturali, politici ed identitari.
Domenica 4 novembre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “Aulò: Roma postcoloniale”. Saranno presenti la scrittrice Ribka Sibhatu e l’autore del documentario Ermanno Guida
Presentazione del libro "Ebrei arabi. Terzo incomodo?", a cura di Susanna Sinigaglia
Sabato 27 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il saggio “Ebrei arabi. Terzo incomodo?”, a cura di Susanna Sinigaglia
Interverranno, oltre alla curatrice del volume, anche Claudia De Martino, ricercatrice di UNIMED, e Wasim Dahmash, scrittore e poeta
Nelle analisi sulla questione israelo/palestinese prodotte in Occidente, ma spesso anche in Israele e in molti paesi arabi, si omette in genere di rilevare che nel conflitto entrano in gioco i meccanismi legati alla gestione sociopolitica dell’intera area mediorientale. Chi sono i veri attori del conflitto israelo-palestinese e perché la soluzione “due popoli due stati” non è realizzabile? Perché non si è mai arrivati a un accordo che sancisse l’assetto definitivo dei territori della Palestina storica? Quale regime vige in Israele e da chi è composta la sua leadership? L’occupazione schiaccia solo i palestinesi o la sua pervasività siespande ben oltre le loro terre? E ancora, attraverso quali meccanismi si è realizzato e si realizza l’esproprio territoriale e culturale di spazi e popolazioni? Una raccolta di autori inediti cerca di dare qualche risposta al complesso e irrisolto conflitto che sconquassa da anni quell’area chiave del Medioriente. Paradossalmente, come viene sottolineato in vari saggi, l’attacco ai palestinesi è anche, seppure in funzione vicaria, un attacco contro gli strati insofferenti e “sofferenti” della società israeliana.Presentazione dei corsi 2013 della Scuola di specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale e orientamento etno-sistemico-narrativo
Venerdì 26 ottobre, alle 18.00, presso la Libreria GRIOT verranno presentati i corsi per il 2013 della Scuola di specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale e orientamento etno-sistemico-narrativo
Attraverso un workshop esperenziale, la Scuola di Psicoterapia Etno-Sistemico-Narrativa presenterà i suoi corsi per il 2013. L’orientamento della Scuola sarà esposto attraverso un intreccio di esperienze narrative che rappresentano diversi modi di costruire storie che curano con migranti e non solo.
La partecipazione al workshop è gratuita, anche se è consigliabile prenotarsi inviando una mail a [email protected]
Per maggiori informazioni ed iscrizioni:
visita il sito www.etnopsi.it
scrivi a [email protected]
oppure telefona al numero 331 7149736
Presentazione del libro "Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all'Europa", di Annamaria Rivera
Domenica 28 ottobre, alle 18.30. GRIOT presenta il libro “Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa”, dell’antropologa Annamaria Rivera
Oltre all’autrice, interverranno alla discussione Andrea Billau, giornalista, Enrico Pugliese, sociologo, e Giovanni Russo Spena, giurista e politico
Nel suo saggio “Il fuoco della rivolta. Torce umane dal Maghreb all’Europa” l’antropologa Annamaria Rivera analizza, in modo rigoroso e con una scrittura nitida e coinvolgente, un tema spinoso, poco indagato dalle scienze sociali negli anni recenti: il fenomeno delle autoimmolazioni, pubbliche e di protesta, in alcuni paesi del Mediterraneo, prima e dopo la più celebre, quella di Mohamed Bouazizi. La sua ipotesi è che questi suicidi col fuoco, accomunati dalla rivendicazione della dignità, non siano un’espressione alternativa o surrogata del conflitto sociale e della rivolta, ma appartengano in fondo alla stessa categoria fenomenica. Sulla scia dei più classici studi sociologici sul suicidio (quelli di Durkheim e Halbwachs), l’autrice mostra come un tal genere di morte volontaria, la più atroce e spettacolare, sia un fatto eminentemente sociale. Esso chiama in causa i nodi irrisolti della transizione tunisina: le gravi disuguaglianze economiche e sociali, la struttura autoritaria del potere, la comparsa di ideologie religiose che esaltano la violenza e il martirio. Ma non solo: le torce umane, che ora ardono anche in alcuni paesi europei e in Israele, rivelano un malessere che non riguarda esclusivamente le società “asiatiche” e quelle a maggioranza musulmana, ma pure le nostre, colpite da una crisi economica che è anche sociale e politica
Presenteremo il libro di Annamaria Rivera domenica 28 ottobre alle 18.30. Assieme all’autrice, interverranno Andrea Billau, giornalista, Enrico Pugliese, sociologo, e Giovanni Russo Spena, giurista e politico
Proiezione del documentario "La Quarta Via. Mogadiscio, Italia", tratto da un racconto di Kaha Mohamed Aden. Con Simone Brioni e Ermanno Guida
Domenica 21 ottobre, alle 18.30, GRIOT presenta il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia”, realizzato a partire da un racconto orale di Kaha Mohamed Aden
Saranno presenti alla proiezione Simone Brioni e Ermanno Guida, autori del documentario
La scrittrice italo-somala Kaha Mohamed Aden racconta di Mogadiscio, sua città natale, e ne ricostruisce la storia a Pavia, luogo in cui Kaha attualmente risiede. Nel suo immaginario, la capitale della Somalia è divisa in cinque vie, che corrispondono a diversi periodi storici. La quarta via simboleggia l’attuale guerra civile, che nega i periodi precedenti e rende necessaria la speranza in una quinta via. Il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia”, realizzato a partire da un racconto di Kaha Mohamed Aden da Simone Brioni, Graziano Chiscuzzi e Ermanni Guida, risolleva l’attenzione verso un paese che ha condiviso molte relazioni storiche con il nostro, ma che viene puntualmente dimenticato dai media italiani. La storia di Mogadiscio fa sorgere alcune domande fondamentali sulla storia d’Italia, lasciando intravedere come quest’ultima possa risultare limitata, se non distorta, se si omette la storia delle colonie, sulla quale esiste tuttora una colpevole amnesia. “La Quarta Via” vuole presentare la storia di una ‘nuova cittadina’ di un paese che spesso appare sempre più intollerante e xenofobo.
Domenica 21 ottobre, alle 18.30, proietteremo il documentario “La Quarta Via. Mogadiscio, Italia” da GRIOT. Saranno presenti Simone Brioni e Ermanno Guida
La Quarta Via. Mogadiscio, Italia. (ITA, 2012, 38′). Da un racconto orale di Kaha Mohamed Aden. Regia di Simone Brioni, Graziano Chiscuzzu e Ermanno Guida. Aiuto-regia: Isacco Chiaf. Colonna sonora originale: Giovanni Ferliga. Scritto da Kaha Mohamed Aden e Simone Brioni. Vincitore del primo premio Libero Bizzari, categoria ‘Mediaeducazione’.
