Domenica 28 maggio alle 18,30 GRIOT presenta “Prima che parli il fucile. Omar Aziz e la rivoluzione siriana” del Collettivo Idrisi, pubblicato da Mesogea. Partecipano Lorenzo Declich, esperto di mondo islamico e Claudia Avolio, arabista, traduttrice e giornalista.
Nel 2011, nel primo periodo della rivolta siriana, Omar Aziz torna nella sua città di origine, Damasco, dopo un lungo periodo passato all’estero . La sua è la storia di un normale cittadino sessantenne e borghese che dopo anni di lontananza e di indifferenza verso quello che accade nel suo paese natale scrive un manifesto teorico-pratico sulla rivoluzione non violenta. In pochi mesi ha organizzato e promosso la nascita dei Consigli Locali nei quartieri di Damasco e le sue idee di rivoluzione dal basso si sono diffuse in tutta la Siria. E’ stato imprigionato dal regime di Assad nel 2012 ed è morto in carcere in circostanze non chiare nel febbraio del 2013. Questo libro, frutto di un lavoro collettivo di esperti, ricostruisce il suo pensiero e la sua storia.
Fanno parte del Collettivo Idrisi: Claudia Avolio arabista, traduttrice e giornalista; Lorenzo Declich giornalista ed esperto di mondo islamico contemporaneo, Andrea Glioti giornalista freelance; Caterina Pinto, docente di lingua araba all’Università di Bari; Lorenzo Trombetta giornalista e studioso di affari siriani contemporanei.

In una Milano onirica e nevrotica si intrecciano le vite di Luisa, Simona, Seedia, Assane e Rodrigo tra le note di tango fusion e jazz manouche. A suggerirci che forse, alla fine, siamo tutti migranti. La capra è uno dei segni dello zodiaco cinese. Ce ne parla un violinista romeno appassionato di astrologia. C’è poi una coppia italo-gambiana: lei suona al piano le Variazioni Goldberg imitando Glenn Gould, lui è arrivato in Europa con un barcone sfidando la morte. Hanno problemi di comprensione. Ma quale coppia non ne ha? Il romanzo di Irene Chias è un libro policentrico: sullo sfondo della metropoli tra partite di volley, film di Fellini, innamoramenti e agende, riflessioni sulla vita di coppia, viaggi a Zanzibar, discorsi profondi con un intellettuale fricchettone che vende vinili si riflette su cosa sia davvero l’amore, quello vero, capace di coprire ogni distanza.
a de “Il pugile del Duce” di Tony Saccucci, GRIOT presenta il libro da cui il documentario è stato tratto. Mauro Valeri, sociologo, esperto di storia del razzismo, ha ricostruito la biografia di Leone Jacovacci, pugile di padre italiano e madre congolese che negli anni ’20 e ’30 ha mandato in crisi l’idea fascista di italianità con la sua pelle nera e la sua forza. Trapiantato a Roma da bambino, Jacovacci gira l’Europa finché non diventa un pugile professionista in Francia con il nome di Jack Walker; tornato in Italia ci mette quattro anni per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. Dopo la vittoria del titolo di campione d’Italia e d’Europa dei pesi medi nel 1928 su di lui cadde l’oblio per opera del regime che cercò di sopire il più possibile la sua popolarità in favore di atleti più conformi all’ideologia fascista. Mauro Valeri ricompone la sua storia attraverso testimonianze e documenti, ai quali il film di Saccucci aggiunge dei bellissimi filmati dell’epoca.
rontiera con la Somalia. In questo territorio poverissimo, fortemente segnato da carestie e siccità, i Camilliani hanno realizzato numerosi progetti, dal supporto medico ospedaliero, ai programmi alimentari, alla costruzione di serre e di pozzi d’acqua. Il libro è il racconto di Luna in prima persona del viaggio nella missione del CTF, attraverso gli scatti in bianco e nero e, grazie alla realtà aumentata, attraverso numerosi filmati realizzati al momento dello scatto, visibili sullo smartphone grazie a un QR Code.

L’Africa è sempre più ‘nostra’. Le migrazioni, la globalizzazione e la crisi economica, il terrorismo jihadista: tutto spinge a superare i confini, a rendere permeabili le frontiere, a unire Europa e Africa. L’Europa non può più essere altra rispetto all’Africa, e viceversa: i destini sono interconnessi, il rapporto è e sarà sempre più stretto, tra grandi difficoltà e altrettanto grandi opportunità. Troppe sono le cause comuni che ci interpellano. L’Africa è il nostro grande Sud, l’Europa è il grande Nord dell’Africa. Il grande obbiettivo, ‘in direzione ostinata e contraria’, è quello di un’Africa che vinca la povertà senza subire le ferite irreversibili dell’invasione ‘sviluppista’. L’idea di ‘una cooperazione per domare il demone dello sviluppo’, che unisca i popoli del Sud e del Nord del mondo, comincia lentamente a farsi strada. Sembra un appello a fare cose impossibili. Eppure se il futuro ci riserva qualcosa di diverso dalla infinita ripetizione dello sviluppo e dei suoi miti qualcosa di questo impossibile non è destinato a rimanere per sempre tale. “Sao Tomè e Principe. Diario do centro do mundo” è il diario dell’esperienza dell’autore come cooperante nelle isole di Sao Tomé e Principe tra il 2015 e il 2016, diario scritto e diario fotografico con oltre 100 immagini dell’arcipelago. Inoltre, il volume contiene il saggio introduttivo “La ‘nostra’ Africa”, l’ultimo scritto del grande africanista Gian Paolo Calchi Novati, e i contributi di Mario Giro, Viceministro agli Affari Esteri, e dei rappresentanti delle associazioni e Ong con cui l’autore ha collaborato in questi anni: Januaforum, Euro African Partnership, Forum delle Attività Internazionali della Toscana, Funzionari senza Frontiere, Alisei.

