Pubblicato il

Weekend etiope da GRIOT, mercatino di artigianato tessile e cena gustosa!

Sabato 2 e domenica 3 dicembre torna il nostro appuntamento con l’Etiopia: 2 giorni di mercatino seguiti da una cena a base di piatti vegetariani della cucina tradizionale etiope

Nelle giornate di sabato 2 e domenica 3 dicembre GRIOT ospiterà il mercatino di artigianato tessile etiope dell’Associazione Culturale Panafrica, provenienti direttamente dall’Etiopia o elaborati dal laboratorio WUBETU: sciarpe, borse, portafogli, tovaglie, copriletto, cinture ricamate e numerosi bellissimi Gabi, tessuti da mani esperte su antichi telai.

I prodotti, coloratissimi e gioiosi,  sono lavorati in modo artigianale utilizzando esclusivamente cotone e fibre naturali.

Domenica sera dalle ore 19,30, Aster, l’insegnante di lingua amarica di GRIOT, porterà succulenti piatti della cucina etiope per una cena vegetariana.

Il menu della serata ethiopian-foodsarà composto da shiro a base di legumi, misirna ater wot a base di lenticchie e ceci, atikilt wot a base di verdure e insalata. Il tutto sarà accompagnato dall’injera e da bevande.

Costo della cena, quale sostegno all’Associazione Culturale Panafrica: 15€. Prenotazione richiesta, entro giovedì 30 novembre: [email protected]

Pubblicato il

Presentazione del libro "Anche questa è Tehran, credetemi!" a cura di Leila Karami (Schena Editore)

Sabato 2 dicembre alle 18 GRIOT presenta la raccolta di racconti “Anche questa è Tehran, credetemi!”, curata da Leila Karami
A discutere del libro assieme alla curatrice ci saranno Luciana Borsatti (Ansa) e Deborah Scolart (Università degli Studi RomaTre)

Il libro è una raccolta di quattordici racconti tradotti dal persiano dalla studiosa Leila Karami che li ha selezionati tra le opere maggiori delle scrittrici più insigni dell’Iran. Alba De Cespedes, Grazia Deledda e Natalia Ginzburg sono le scrittrici italiane che più influenzano il panorama letterario contemporaneo delle scrittrici iraniane. Queste sanno adattare alla propria cultura ciò che hanno imparato dalle loro maestre, facendo emergere un vissuto, quello delle donne, assai trasversale. Ciascun racconto offre uno spaccato, vuoi sociale vuoi politico, della realtà iraniana, con puntuale attenzione alla condizione femminile. Ogni racconto inoltre propone una fisionomia particolare, offrendo al lettore uno sguardo complessivo sulla multiforme funzione della compresenza di più generazioni di donne sulla scena storica. “Anche questa è Tehran, credetemi!”, come ci rivela la stessa scelta del titolo, si contrappone alla rappresentazione – egemonica nello scenario editoriale occidentale – delle donne musulmane come sottomesse, veicolando l’idea che c’è un altro mondo a cui si può e si deve tendere lo sguardo.
Leila Karami è nata a Tehran nel 1971. Si è laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato, e dove si occupa di studi di genere e teologia femminile nell’Islam. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste specializzate e ha curato insieme a Biancamaria Scarcia Amoretti il testo “Il protagonismo delle donne in terra d’Islam” (Ediesse 2015).
Vi aspettiamo sabato 2 novembre alle 18 per la presentazione della raccolta di racconti “Anche questa è Tehran, credetemi!” a cura di Leila Karami, con la curatrice, la giornalista Luciana Borsatti (Ansa) e la professoressa Deborah Scolart (Università degli Studi “Tor Vergata”).
Pubblicato il

Presentazione del romanzo "Migranti. Il rapporto alfa" di Henri Michel Boccara (Di Felice Edizioni)

Venerdì 1° dicembre alle 18,30 GRIOT vi invita alla presentazione del romanzo “Migranti. Il rapporto alfa” dello scrittore franco-tunisino Henri Michel Boccara

Assieme all’autore interverranno la scrittrice Toni Maraini, la traduttrice Ileana Marchesani e l’editrice Valeria Di Felice.

“Da questo libro si alza un coro di voci. Voci di persone che migrano da un luogo all’altro, in cerca di lavoro o, più spesso, in fuga da situazioni drammatiche sul cammino d’un impossibile ritorno. Dire ‘coro di voci’ non significa sincronia di destini e di parole, o armonia di fondo. Qui, la metafora musicale – geometrica e minimale – ricorda piuttosto uno spartito dodecafonico dove, su scenari aspri e oscuri, e in luoghi ed epoche diverse, ogni voce è sola, ineluttabilmente sola. Anche quando s’accompagna ad altre voci. Ogni voce ci consegna frammenti di messaggi, tasselli di esistenza. I percorsi talvolta conducono a una vita migliore, altre volte si dispiegano come ‘un bollettino di guerra’. Guerra per l’esistenza del corpo che migra; il suo destino affronta grandi prove, sacrifici, separazioni e, quando subisce ingiustizie e violenza, è attorniato di silenzio”. (Toni Maraini)

Henri Michel Boccara, di origini francesi, è nato a Tunisi nel 1935. Pur seguendo studi di arte drammatica presso il Centre d’expression d’art dramatique di André Voisin, e l’IDHEC, si laurea in medicina, senza tuttavia abbandonare il teatro e la scrittura. Stabilitosi a Marrakech nel 1964, dove esercita tuttora l’attività di medico, crea e dirige la troupe “Le groupe des Neuf”. Parallelamente alla sua attività teatrale, ha pubblicato numerosi romanzi e novelle, pubblicati in Francia e in Marocco. 

Vi aspettiamo venerdì 1° dicembre alle 18,30 per la presentazione del libro “Migranti. Il rapporto alfa” di Henri Michel Boccara, con l’autore, Toni Maraini, Ileana Marchesani e Valeria di Felice.

Pubblicato il

Presentazione del libro "Il lungo cammino della Palestina. 1917-2017" a cura di Alessandra Mecozzi (Edizioni Q)

Domenica 26 novembre alle 18 GRIOT presenta il libro “Il lungo cammino della Palestina. 1917-2017” a cura di Alessandra Mecozzi
A discuterne assieme alla curatrice ci saranno Cecilia Dalla Negra (Osservatorio Iraq) e Wasim Damash (Edizioni Q)


“Il lungo cammino della Palestina” esce in corrispondenza con il centenario della Dichiarazione di Balfour (2 novembre 1917), che ha segnato l’inizio della immigrazione ebraica in Palestina e le successive tappe del furto di terra e dell’occupazione dei territori Palestinesi. Il libro è utile per ricordare le origini della situazione attuale della Palestina, informare attraverso schede tematiche e mappe storiche e attuali, e far riflettere sulle responsabilità di una politica coloniale europea che ha stimolato e rafforzato la perdurante colonizzazione israeliana.
L’appuntamento è per domenica 26 novembre alle 18 per la presentazione del libro “Il lungo cammino della Palestina. 1917-2017” curato da Alessandra Mecozzi. All’incontro saranno presenti la curatrice, Cecilia Dalla Negra e Wasim Damash. Vi aspettiamo!

Pubblicato il

Presentazione e reading del romanzo "Fuori da Gaza" di Selma Dabbagh (Il Sirente)

Sabato 25 novembre alle 19 GRIOT ospita la presentazione del romanzo “Fuori da Gaza” di Selma Dabbagh

A dialogare con la scrittrice anglo-palestinese ci sarà Chiara Comito (Editoriaraba).
Reading a cura di Chiarastella Campanelli (Il Sirente). Traduzione a cura di Fouad Roueiha.

Gaza è sotto bombardamento israeliano, sono le 8:00 di sera e Rashid sta fumando uno spinello sul tetto della casa di famiglia, ha appena ricevuto una notizia importante: ha vinto una borsa di studio a Londra, la via di fuga che stava aspettando. Iman, sua sorella gemella, è un’attivista, molto rispettata per il suo impegno sul campo, viene contattata dall’ala islamica del centro culturale che frequenta, le propongono di farsi esplodere in un attento suicida… Fuori da Gaza, ambientato tra Gaza, Londra e il Golfo, segue le vite di Rashid e Iman che cercano di costruirsi un futuro nel bel mezzo dell’occupazione, il fondamentalismo religioso e le divisioni tra le varie fazioni palestinesi. Ci svela segreti di famiglia, improbabili storie d’amore e tragedia. Questo libro cattura le frustrazioni e le energie del mondo arabo contemporaneo. Scritto con un’incredibile umanità e senso dello humor, Fuori da Gaza ridefinisce la Palestina e il suo popolo, e dà al lettore la possibilità di vivere una storia di “ordinaria” vita palestinese. (Dalla quarta di copertina)

Selma Dabbagh (Dundee, Scozia, 1970) è una scrittrice britannica di padre palestinese e madre inglese. La parte palestinese della famiglia di Selma viene da Jaffa, dove suo nonno è stato arrestato numerose volte dagli inglesi per le sue opinioni politiche. La famiglia fu costretta a lasciare Jaffa nel 1948, quando suo padre, allora un ragazzo di dieci anni fu colpito da una granata gettata dai gruppi sionisti. La famiglia si è rifugiata in Siria per poi trasferirsi in diverse parti del mondo. Selma Dabbagh ha vissuto in Arabia Saudita, Kuwait, Francia e Bahrein e ha lavorato come avvocato per i diritti umani a Gerusalemme, Il Cairo e Londra. “Fuori da Gaza” è il suo primo e acclamato romanzo,  Guardian Book of the year nel 2012 è stato tradotto in francese e arabo.

Vi aspettiamo sabato 25 novembre alle 19 per la presentazione del romanzo “Fuori da Gaza” con l’autrice Selma Dabbagh, Chiara Comito, Chiarastella Campanelli e Fouad Roueiha.

Pubblicato il

Presentazione del libro "Discordia concors" di Sebastian Schwibach (Stamen)

Venerdì 24 novembre alle 18,30 GRIOT presenta il libro “Discordia concors. La «perennis philosophia» tra crisi del mondo moderno e Rinascenza” di Sebastian Schwibach

A discutere del libro assieme all’autore ci saranno il professor Luciano Albanese ed Emanuele Dattilo

Una articolata, e filologicamente accorta, ricostruzione dell’affascinante sviluppo concettuale di una delle più complesse tradizioni filosofico-teologiche occidentali, che va dal Neoplatonismo alla Rinascenza sino ai mistici moderni: l’idea di “filosofia perenne”.

«È caratteristico dell’idea di filosofia perenne il non fermarsi alla scissione tra teologia e filosofia, magari con la pretesa di fare dell’una l’arbitro della validità dell’altra, ma di considerarle come due manifestazioni della verità così intrinsecamente legate da far sì che i loro relativi linguaggi si intreccino costantemente. il discorso filosofico è discorso teologico, in quanto si occupa dell’essere supremo e fornisce una via per la sua contemplazione, così come il discorso teologico è eminentemente filosofico, in quanto si preoccupa di guidare, attraverso la razionalità, all’intuizione sovrarazionale dell’unica verità. Teologia e filosofia hanno la loro origine entrambe dall’intuizione mistica, di cui sono un riverbero, capace di guidare altri uomini verso tale intuizione. Che il linguaggio assuma dei connotati dal carattere più strettamente filosofico o maggiormente teologico non è, dunque, indice del mutamento del significato di fondo, quanto piuttosto dell’adeguamento dei significanti alla cultura e alla vita di chi scrive. L’idea di una filosofia perenne afferma, dunque, che l’unica verità può essere espressa in molti modi, che ogni espressione, pur sempre parziale, coglie un aspetto dell’Assoluto indicibile e può guidare alla sua conoscenza».

Sebastian Schwibach dopo una laurea in scienze forestali e ambientali presso l’Università della Tuscia, ha intrapreso studi filosofici presso l’Università di Roma La Sapienza, dove ha conseguito il titolo triennale a seguito di una ricerca sulla origine mistica della sapienza greca.  Nel 2017, dopo aver studiato un anno a Jena, si è laureato con una tesi magistrale sulla crisi del mondo moderno e la filosofia perenne, di cui questo libro costituisce la rielaborazione.

Vi aspettiamo venerdì 24 novembre alle 18, 30 per la presentazione del libro “Discordia Concors” con Sebastian Scwibach, Luciano Albanese ed Emanuele Dattilo. L’incontro sarà seguito da un piccolo rinfresco offerto dall’autore.

Pubblicato il

L’aventure est dure: Naby Eco Camara ci parla di Africa e di musica attraverso le note del suo balafon

Giovedì 23 novembre alle 18,30 una singolare presentazione-spettacolo, dove Naby Eco Camara, Paolo Mastromo e il pubblico si alterneranno nella musica, nel canto e nella lettura di brani del libro: “L’Aventure est dure”.

Portano a memoria, da generazioni, le storie delle famiglie e quella, collettiva, della Nazione; officiano le cerimonie civili e si offrono come mediatori nei conflitti. E soprattutto sono artisti: cantanti, musicisti, spesso ballerini. I Griot sono ancora oggi una sorta di memoria vivente dell’intera Africa equatoriale occidentale e per questo, come disse lo storico maliano Hampáté Bá durante una conferenza all’Unesco negli anni Sessanta, “ogni Griot che muore è come una biblioteca che brucia”.

Negli ultimi venti anni, grazie all’avvicinamento fra la cultura africana e quella europea, i Griot hanno portato in Occidente la musica nera, riscuotendo straordinario e crescente successo. Il Griot Naby Eco Camara, trentasei anni, appartenente a una delle famiglie artistiche più note della Guinea, è da dodici anni in Italia. Suona il balafon e canta, insieme con il suo complesso Les Amis d’Afrique. Oggi tiene concerti in tutta Europa ma gli inizi furono difficili. Li racconta nel libro che ha scritto insieme con il giornalista Paolo Mastromo e che, non a caso, ha voluto intitolare L’aventure est dure, un libro nel quale ripercorre, insieme, la storia delle sue origini e la sua evoluzione personale e artistica, così che questo libro – come Naby stesso racconta – è al tempo stesso la sua vita a anche “un pezzo d’Africa”, dove si racconta anche di un mondo antico che cambia, della emancipazione femminile, dell’economia che stenta a decollare, della religione e della tradizione, della tolleranza e dell’ospitalità.

Naby Eco Camara ha lavorato e collaborato artisticamente con personaggi del calibro di Youssou N’Dour e Ludovico Einaudi ma non si considera affatto “arrivato”; suoi riferimenti sono il fratello-zio Alkhali Camara, virtuoso internazionale del balafon, e Mamady Keïta, che ha fatto conoscere in tutto il mondo il Djembe, il tamburo africano. “Io voglio fare per il balafon – Dice Naby Eco Camara – quello che Mamady Keïta ha fatto per il djembe, diventare una sorta di ambasciatore artistico di questo strumento, antenato del pianoforte, che è tanta parte della cultura, non solo musicale, dell’Africa”.

 

Pubblicato il

Incontro con l'artista libanese Mazen Kerbaj

Giovedì 9 novembre alle 18,30 GRIOT è lieta di ospitare l’artista libanese Mazen Kerbaj

A dialogare assieme a lui ci sarà la giornalista Maria Camilla Brunetti

Mazen Kerbaj (Beirut, 1975) è uno dei principali artisti libanesi contemporanei. Caratterizzato da un profondo eclettismo, Kerbaj è disegnatore, fumettista, musicista e intellettuale estremamente critico dell’attualità libanese, mediorientale e araba. Autore di graphic novel, strisce a fumetti, vignette, è anche uno dei fondatori del festival di musica indipendente libanese Irtijal.
Attualmente vive a Berlino, dove di recente ha presentato la versione inglese del suo primo graphic novel, Beirut won’t cry, originariamente pubblicato a puntante sul suo blog nel 2006, durante la guerra israelo-libanese. In quei 33 giorni, in cui Beirut e il Libano sono squassati dai bombardamenti israeliani, Mazen racconta la cronaca nerissima della guerra attraverso i disegni che pubblica sul suo blog (WAR’S) KERBLOG. Scritto in arabo, inglese e francese, il blog diventa famosissimo, unico testimone di una guerra non coperta dai giornalisti internazionali e Mazen diventa un cronista inconsapevole ma prezioso per i media occidentali.
Nei suoi fumetti c’è tutta l’ironia e l’amarezza di cui è capace un artista sensibile e critico che si interroga sul presente, sui problemi del suo Paese e su quelli della regione mediorientale.

Maria Camilla Brunetti è una giornalista, capo redattrice della rivista Il Reportage per cui si occupa prevalentemente di cultura e società del Medio Oriente.

Pubblicato il

La "crisi migrante" fuori dai luoghi comuni: Incontro con Fabrice Olivier Dubosc

Domenica 12 novembre alle 16,30 GRIOT vi invita ad un incontro con Fabrice Olivier Dubosc, autore di “Approdi e Naufragi” e “Piccolo Lessico del Grande Esodo” (scritto insieme a Nijmi Edres)

A discutere con lui dei suoi ultimi due libri ci sarà la giornalista Annalisa Camilli (Internazionale)

Due libri per ragionare sulla crisi migrante senza cedere ai luoghi comuni. Ripensare e immaginare l’appartenenza come co-abitazione e co-vulnerabilità in un mondo che la stessa catastrofe climatica ci mostra essere comune.  Per non rinunciare alla riflessione critica senza cedere all’ipnotismo paranoide dell’orticello da difendere, all’indifferenza depressiva o alla retorica infelice del risentimento.

“Approdi e naufragi” – Dal culto brasiliano di Nostra Signora di Lampedusa alle carrette affondate nel Mediterraneo Fabrice Olivier Dubosc ricostruisce la ‘costellazione storica’ con cui il Grande Esodo Migrante mette alla prova la coscienza contemporanea e i suoi fantasmi. Se il ‘museo delle mancate sepolture’ accomuna moltitudini di subalterni, nella ‘poetica della relazione’ la connessione tra elaborazione del lutto, creatività e resistenza culturale emerge con grande carica simbolica. Intrecciando filosofia e psicoanalisi, antropologia e storia, pratiche e pensieri, Approdi e Naufragi esplora le strategie etiche ed estetiche volte a ‘immaginare l’altro’ partendo dalla comune vulnerabilità dell’essere umano ma senza assimilare o ridurre la ricchezza inconciliabile del mondo. Un libro illuminante per meglio comprendere i fenomeni migratori contemporanei e il mondo che cambia, con tutte le sue paure e contraddizioni. (Dalla quarta di copertina)

……………………………………………………………………………………………………………………………………

Piccolo Lessico del Grande Esodo – La crisi migrante si è ormai trasformata in un Grande Esodo continuo e apparentemente inarrestabile. Un tema che mette in gioco i confini esterni e quelli interni dei paesi coinvolti, costringendo i governi ma soporattutto i cittadini a fare i conti con nodi irrisolti ereditati dalla Storia del secolo precedente: il razzismo e la guerra, le politiche identitarie e la paura del diverso. Con questo Piccolo lessico del Grande Esodo i curatori, uno psicoanalista e un’arabista, hanno tentato di costruire un vocabolario della crisi migrante attraverso ottantatré lemmi che spiegano la migrazione economica e quella dei rifugiati, quella della Storia e quella delle storie delle persone, esplorandone l’impatto e le sfide psicologiche e politiche, ma anche le dinamiche e le procedure con cui l’Europa e l’Italia affrontano la crisi: dagli hotspot ai trattati di Dublino, dalla paghetta dei rifugiati alle seconde generazioni, dall’incidenza economica del lavoro migrante ai fantasmi dell’islamismo radicale. Uno strumento di consultazione e di riflessione agile per il vasto pubblico interessato a comprendere uno dei fenomeni cruciali della contemporaneità. (Dalla quarta di copertina)

…………………………………………………………………………………………………………..
Fabrice Olivier Dubosc si è formato come psicologo analista. La sua pratica al confine tra più discipline si interroga sulle possibili forme di una psicologia postcoloniale.

Pubblicato il

Presentazione del libro "Sangue giusto" di Francesca Melandri

Sabato 11 novembre alle 18 GRIOT ospita la presentazione di “Sangue Giusto” di Francesca Melandri
A dialogare del libro assieme all’autrice ci sarà il professor Sandro Triulzi

Stremata da una giornata di traffico, afa e inconvenienti, Ilaria arranca su per i sei piani senza ascensore fino alla porta di casa sua, sperando di poter finalmente riposare. Speranza vanificata da un giovane alto e allampanato, dalla pelle scura e le gambe lunghissime che la informa senza troppi fronzoli di essere suo nipote. “Tu sei mia zia”. Nel suo nome il ragazzo porta le tracce del padre di Ilaria, un anziano e smemorato signore dal passato pieno di chiaroscuri, di non detti, di rimossi. Ilaria si trova in bilico tra l’incredulità e la voglia di scoprire chi fosse veramente suo padre, e alla fine si imbarca in un viaggio nello spazio e nel tempo che la condurrà – e condurrà il lettore – indietro nella sua storia familiare, indissolubilmente intrecciata alla storia del nostro paese e del suo rimosso coloniale. “Sangue giusto” è un libro necessario, frutto di anni di ricerche e approfondimenti e attraversato da una tensione morale tanto più forte in un momento in cui Roma e il Mediterraneo sono teatri di una narrazione tossica su una “crisi dei migranti” apparentemente senza storia e senza vere cause.

Sabato 11 novembre, alle 18, Francesca Melandri, al suo terzo romanzo, sarà ospite di GRIOT per un incontro con Sandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli e presidente di AMM – Archivio delle memorie migranti. Vi aspettiamo!