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Presentazione di "Terra, mare e altrove" di Giovanna Pandolfelli (2017, Cosmo Iannone editore)

Venerdì 14 luglio, alle 18,30 GRIOT ospita la presentazione di “Terra, mare e altrove” di Giovanna Pandolfelli (Cosmo Iannone). Insieme all’autrice parteciperà Cristina Mauceri, docente di italiano presso l’università di Sydney e codirettrice della collana editoriale Kumacreola. 

La terra, il mare, l’altrove sono i luoghi in cui l’autrice conduce il lettore facendolo viaggiare, facendogli scoprire paesi e posti diversi e aprendolo a nuove realtà. Un viaggio che ci permette di esplorare noi stessi e i nostri atteggiamenti verso gli altri. Un libro che parla di migrazione, di ieri e di oggi, di luoghi fisici e metaforici e di scontri. Non più confini nazionali, ma orizzonti culturali, non più punti di partenza e di arrivo, ma luoghi di passaggio e di attraversamento, non più emigrati e immigrati, ma migranti. L’autrice da anni residente all’estero è ben consapevole di cosa significhi vivere altrove e racconta con grande empatia le difficoltà ma anche le speranze degli stranieri che vivono in Italia e degli italiani che vivono all’estero. Questi racconti ci fanno riflettere e ci aiutano a capire quanto sia importante aprirsi verso gli stranieri e cercare di vedere la realtà attraverso i loro occhi.

Giovanna Pandolfelli, scrittrice, linguista specializzata in bilinguismo, vive in Lussemburgo dove presiede la Società Dante Alighieri locale. Già docente di italiano per stranieri e traduttrice, è autrice di narrativa, saggi, poesie e articoli. Si occupa di transculturalità, multilinguismo, migrazione, arte, musica e cultura femminile. Ha pubblicato Guanti bianchi -racconti dedicati a tutti i bilingui nell’anima (DrawUp 2016) e, per bambini, Le avventure di Arpetta in versione bilingue (Didattica attiva 2017).

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I consigli di GRIOT per l'estate 2017!

Anche questa estate GRIOT vi propone la lista con le migliori pubblicazioni degli ultimi mesi. Romanzi, saggi e fumetti, la lista è lunga!  Tutti i titoli saranno disponibili in libreria fino al 4 agosto con il 10% di sconto.
 
I NOSTRI PREFERITI
 

Hisham Matar, “Il Ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro” (Einaudi, 2017). Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia, è il “racconto struggente e potente di un ritorno in patria, quello dell’autore stesso, dopo un esilio durato più di trent’anni, e della ricerca di un padre scomparso, il suo. Ma è anche un’autobiografia, un diario, una cronaca giornalistica, un giallo, un lungo poema in prosa e un volume di storia recente sulla Libia.” (Chiara Comito “Internazionale”).  Qui il video di Hisham Matar che legge alcune del libro pagine da GRIOT 

James Baldwin, Raoul Peck, “I’m not your negro”- libro e dvd (Feltrinelli, 2017)

Ispirandosi a uno scritto di James Baldwin sul progetto di un libro sulla vita di Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King jr., Raoul Peck crea un documentario che è uno schiaffo agli spettatori. Partendo dal passato del movimento per i diritti civili degli americani neri arrivando fino al presente di #BlackLivesMatter, Peck mette in relazione le parole di Baldwin di 50 anni fa con quello che gli Stati Uniti e il mondo occidentale sono diventati oggi.

Giulia Caminito, “La grande A” (2016, Giunti).

Giada, dalla pianura padana in cui imperversa la II guerra mondiale, raggiunge la madre camionista e contrabbandiera in Eritrea, dove vivrà fino all’età adulta insieme alla comunità italiana delle ex-colonie. “Romana al suo esordio, Giulia Caminito non ha ancora trent’anni ma è tra i pochi scriventi degni di essere chiamati scrittori, ché la sua è una scrittura originale e sicura, frasi brevi, continui a capo, osservazioni che vengono da azioni, concretezza e curiosità da adolescente, qui per la storia di famiglia e per quella più grande, vista bensì dalle vicende di una famiglia (o stirpe) non rara.” (Goffredo Fofi, Internazionale)

Teju Cole, “Città aperta” (Einaudi, 2013)

Il romanzo d’esordio che ha reso lo scrittore nigeriano una delle voci più promettenti dello scenario letterario contemporaneo. Julius, figlio di madre tedesca e padre nigeriano, si è trasferito a New York da adolescente e guarda la città, le sue strade, i suoi abitanti con gli occhi di un outsider. Di casualità in intenzione, Julius si muove nelle geografie newyorchesi incontrando persone di ogni classe e cultura, lasciando che ogni impressione si depositi sul fondo della coscienza e da lì, come cerchio in uno stagno, si propaghi ad altri cerchi, ad altre impressioni.

Dany Laferrière, “L’arte ormai perduta del dolce far niente” (66th and 2nd, 2016)
Scriviamo proprio per uscire dal nostro corpo e dal posto da cui viviamo. Per essere un’altra persona. Io scrivo nella lingua di chi mi legge». Così Laferrière abbatte le barriere tra popoli, tra lettore e scrittore. E, come un Diderot contemporaneo, si concede il tempo di divagare sugli argomenti più disparati – il corpo e i cinque sensi, l’amore e la guerra, la musica e la pittura, la Storia – ma soprattutto riflettere sulla vita, perché l’arte del dolce far niente altro non è se non l’arte di vivere.
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LE NOVITA’ DALL’AFRICA 
 
Chimamanda Ngozi Adichie “Quella cosa intorno al collo (Einaudi, 2017)

Raccolta di dodici racconti pubblicati nel 2009, finalmente pubblicati, “Quella cosa intorno al collo” esplora il tema dell’emigrazione dalla Nigeria agli Stati Uniti, tema che sarà fondamentale in “Americanah”, successivo romanzo della scrittrice nigeriana. Adichie esplora i problemi di chi rimane in Africa e i problemi che affrontano quelli che riescono a trasferirsi oltreoceano con lucidità e compassione.

 

José Eduardo Agualusa, “Teoria generale dell’oblio” (Neri Pozza, 2017)

Durante la liberazione dell’Angola dal Portogallo la portoghese Ludo Fernandes Mano si rinchiude per 28 anni in un palazzo di Luanda annotando e disegnando le sue infinite giornate. Il prolifico scrittore angolano Agualusa traduce questi diari in un romanzo, storia di una follia e di una intera nazione, confermandosi uno dei più importanti autori di lingua portoghese.

Odafe Atogun, “Un canto libero” (Frassinelli, 2017)
Il famoso musicista Toduno torna in Nigeria dopo alcuni mesi di esilio per combattere una personale battaglia contro un dittatore sanguinario che ha appena preso il potere nel suo paese. Lo scrittore nigeriano Odafe Atogun debutta con una storia chiaramente ispirata all’epopea di Fela Kuti, scritta con toni kafkiani, una prosa divertente e un impegno dirompente.
 

Gael Faye, “Piccolo paese(Bompiani, 2017)

Romanzo di esordio di Gael Faye, rapper franco-burundese, è la storia Gabriel, bambino africano che durante la guerra tra tutsi e hutu scopre di essere un meticcio, non classificabile nella spietata economia del genicidio. La guerra renderà scontata la scelta tra due continenti e tra due destini: il padre lo porta in Francia, la madre distrutta dai lutti resterà in Burundi, ma per lui ci sarà il tempo di tornare nel “piccolo paese” dove prima della guerra erano gli affetti.

Yaa Gyasi, Non dimenticare chi sei (Garzanti, 2017)

Giovanissima autrice americana di origini ghanesi, Yaa Gyasi con questo libro ha già vinto numerosi premi ed è stata pubblicata in tutto il mondo. Storia di due sorelle che non si conoscono e dei loro discendenti che ricostruiranno le loro radici intrecciate, grazie a una collana sopravvissuta nei secoli a migrazioni, sterminio e schiavitù.

 
 
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CLASSICI
 
Joseph Ki-Zerbo, “Storia dell’Africa nera” (Ghibli, 2016).  Ki-Zerbo, intellettuale, sindacalista e politico burkinabé, negli anni settanta ha curato una monumentale storia dell’Africa per l’Unesco. E’ considerato l’iniziatore degli studi storici africani. Il volume di Ghibli è la riedizione di un suo testo pubblicato da Einaudi nel 1972.
 
 

Chinua Achebe, “Le cose crollano” (La nave di Teseo, 2016). Ritradotto e finalmente ripubblicato, il classico di Chinua Achebe “Things fall apart” è considerato il primo romanzo africano in lingua inglese. Un libro che non deve sfuggire, non solo agli appassionati di Africa. Primo libro di una trilogia, è la storia di un guerriero Ibo il cui orizzonte personale e culturale viene completamente messo in crisi dall’arrivo degli europei.

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SAGGI 

Collettivo Idrisi, “Prima che parli il fucile” (Mesogea, 2017)

Nel 2011, nel primo periodo della rivolta siriana, Omar Aziz torna nella sua città di origine, Damasco, dopo un lungo periodo passato all’estero. Normale cittadino sessantenne e borghese, scrive un manifesto teorico-pratico sulla rivoluzione non violenta e in pochi mesi organizza e promuiove la nascita dei Consigli Locali nei quartieri di Damasco. E’ stato imprigionato dal regime di Assad nel 2012 ed è morto in carcere in circostanze non chiare nel febbraio del 2013. Questo libro, frutto di un lavoro collettivo di esperti, ricostruisce il suo pensiero e la sua storia.

Achille Mbembe, “Necropolitica” (Ombre Corte, 2017)

Scritto nel 2003, il saggio del più importante filosofo africano, è – se possibile – ancora più attuale e fondamentale oggi rispetto a quando è stata pubblicata la sua versione originale. Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Foucault, Gilroy, traccia la genealogia dei poteri di morte che esprimono nella nozione di sovranità la loro essenza più cupa.

Chimamanda Ngozi Adichie “Cara Ijeawele. Ovvero quindi consigli per crescere una bambina femminista” (Einaudi, 2017) 

Chimamanda Ngozi Adichie dopo aver spiegato “perché” dovremmo essere tutti femministi in questo nuovo libro ci suggerisce “come” esserlo. Manifesto scritto in forma di lettera a un’amica neomamma, ha uno sguardo confidenziale eppure politico. La sua voce, che sa essere intima e allo stesso tempo universale, ha saputo dare vita a un manifesto necessario in un presente in cui dobbiamo imparare a vivere la differenza per poterci ancora dire umani.

Ta-Nehisi Coates, “Un conto ancora aperto” (Codice Edizioni, 2017)

L’acclamato giornalista e saggista Coates, dopo aver analizzato la precaria condizione del corpo dei neri negli Stati Uniti in “Tra me e il mondo”, in questo libro affronta un tema mai affrontato nello scontro razziale americano: il risarcimento ai neri che hanno affrontato una storia di schiavitù, di negazione dei diritti elementari e dell’identità personale. Ancora oggi alcuni di questi diritti non vengono garantiti, anche quelli che hanno fondato gli Stati Uniti come la proprietà di un’abitazione.

Marina Calculli e Francesco Strazzari, “Terrore sovrano” (Il Mulino, 2017)

Il libro ricostruisce l’emergere delle reti jihadiste in Europa e in Medio Oriente, evidenziando i legami tra terrorismo e sovranità nazionale in territori smembrati e perduti. Secondo la tesi dei due esperti di Medio Oriente e Relazioni Internazionali si sta superando l’approccio multilaterale ai conflitti internazionali per entrare in una fase postliberale.

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FUMETTI 

Ta-Nehisi Coates, “Pantera nera. Vol. 1 e 2” (2016/7 Panini Comics)

Lo scrittore americano Ta-Nehisi Coates scrive le nuove avventure di Pantera Nera, supereroe Marvel nato nel 1966. Sovrano, protettore e leader religioso del Regno di Wakanda, nazione dell’Africa subsahariana tra le più ricche e tecnologicamente avanzate della Terra, è uno degli uomini più intelligenti del mondo, un veterano dei Vendicatori, uno dei più influenti vertici politici globali e un membro degli Illuminati che ha deciso di mettere la sua vita, il suo genio, la sua fortuna, e i suoi poteri al servizio dell’umanità. Il personaggio è stato il primo supereroe nero della Marvel.

Laura Silvia Battaglia e Paola Cannatella, “La sposa Yemenita” (Becco Giallo, 2017) 

Laura Silvia Battaglia, giornalista freelance e documentarista di base a Sana’a, racconta in forma di fumetto la sua storia personale e soprattutto racconta di un paese, lo Yemen, poco rappresentato in Italia. La cultura, le donne, i legami famigliari, il rapporto con i non musulmani, la guerra, tutto entra in questo reportage a fumetti di una delle più brave giornaliste italiane nell’area.

Zeina Abirached, “Il piano orientale” (BAO, 2016)

Il nuovo fumetto dell’ acclamata autrice libanese Abirached è l’intreccio delle storie del libanese Abdallah Kamanja – ovvero di Abdallah Chahiné, creatore negli anni Cinquanta del “piano orientale”, cioè un pianoforte capace di riprodurre i quarti di tono necessari a suonare la musica mediorientale – e di Zanzoun, pronipote di Abdallah e alter-ego dell’autrice, che vive divisa tra Parigi e Beirut oggi, e sperimenta il mescolarsi delle sue due identità.

Takoua Ben Mohamed, “Sotto il velo” (Becco Giallo, 2016)

Divertente e ironico resoconto a fumetti di cosa voglia dire essere una giovane donna musulmana (per di più velata!) in Italia ai giorni nostri. Takoua Ben Mohamed è cresciuta a Roma e fin da adolescente si è occupata di dialogo interculturale e interreligioso, anche attraverso l’arte del fumetto.

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CANTARE IL MONDO | Laboratorio di canti, polifonie e ritmi dal mondo, a cura di Laure Gilbert

Domenica 25 giugno Laure Gilbert, polifonista e direttrice del coro Zenzerei, propone da GRIOT un laboratorio di ricerca sulla voce come strumento espressivo, attraverso canti africani e di altre tradizioni musicali dei popoli del mondo.
Laure lavora con la trasmissione orale (non è quindi necessario saper leggere la musica), allo scopo di sviluppare l’ascolto e le competenze canore di ogni partecipante. Il suo insegnamento si basa sul divertimento e sul piacere del canto corale, capace di creare naturalmente l’armonia tra le persone. Uno dei numerosi valori trasmessi da questa esperienza è quello dell’incontro attraverso l’aspetto universale della musica, un “viaggio” attraverso paesi e culture di tutto il mondo, un lavoro di ricerca e sperimentazione volto a superare i confini della parola per fare del canto uno strumento di comunicazione non mediata di emozioni e sentimenti.
Il laboratorio prevede un incontro al mese della durata di tre ore.
Il prossimo incontro si svolgerà domenica 25 giugno dalle 15,00 alle 18.30 (con pausa di mezz’ora), presso la Libreria GRIOT (via di Santa Cecilia 1, a Trastevere). Il costo per ogni incontro è di 25€ a persona.
E’ richiesta la prenotazione: [email protected]  06.58334116. L’incontro verrà confermato al raggiungimento del numero minimo di 9 iscrizioni.
Per partecipare ai corsi ed ai laboratori organizzati dall’Associazione Officina GRIOT è necessario effettuare il tesseramento annuale pari a 20€, che dà diritto allo sconto del 10% sull’acquisto dei libri presso la Libreria GRIOT, per l’intero anno.
Laure Gilbert– Dopo aver studiato musica fin dall’infanzia e seguito Giovanna Marini a Roma per molti anni, Laure ha fondato e dirige da 14 anni il coro Zenzerei (http://www.corozenzerei.it/it/), specializzato in canti polifonici di tutto il mondo. Laure Gilbert racconta la sua storia: http://www.corozenzerei.it/it/direttore-del-coro/intervista-a-laure-maggio-2008
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AFRICABAR Appetizer + Show Presentazione dello spettacolo di RICCARDO VANNUCCINI realizzato con i rifugiati provenienti dall’ Africa del progetto TEATRO in FUGA.

Giovedì 15 giugno alle 12,00 GRIOT ospita ARTE STUDIO per  il lancio dello spettacolo AFRICABAR
ArteStudio, nell’ambito del progetto TEATRO IN FUGA17 sostenuto da SIAE, presenta AFRICABAR in scena al TEATRO ARGENTINA di ROMA il 22,23,24 giugno in Occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, spettacolo che vede sul palco 26 attori richiedenti asilo provenienti dall’Africa e 8 attori europei.
Il regista e la Compagnia, giovedì 15 giugno dalle ore 12.00 saranno alla LIBRERIA GRIOT per un brindisi di buon augurio, tra un brano di Eliot e uno di Derrida, all’ ultimo capitolo della Trilogia del Deserto, dopo SABBIA e RESPIRO (Teatro Argentina di Roma, 2015 e 2016).
Con AFRICABAR si conclude TEATRO IN FUGA17, un progetto artistico stabile e continuo di ARTESTUDIO, realizzato per questa edizione con il sostegno di SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori- e dedicato alla questione delle MIGRAZIONI FORZATE e all’immigrazione in genere.
TEATRO IN FUGA17 ha svolto e svolge numerose azioni in Italia e all’ estero:#act1 laboratorio teatrale in Iran 15-30 gennaio; #act2 laboratorio per richiedenti asilo e giovani immigrati durata 4 mesi presso Programma Integra 1 febbraio –giugno; #act3 workshop in Libano con giovani rifugiati siriani 20-30 aprile; #act4 workshop a Roma nei centri Armadilla e Programma Integra mese di maggio; #act5 stage per richiedenti asilo in vari SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di tutta Italia; #act6 performance in tre musei di Roma GNAM, MACRO e PIGORINI maggio – giugno; #act7 spettacolo AFRICABAR al TEATRO ARGENTINA di ROMA, 22,23,24 GIUGNO 2017 in occasione della giornata mondiale del rifugiato.
Con ARTESTUDIO partecipano la REFUGEE THEATRE COMPANY, SIAE, ARMADILLA scs ONLUS, PROGRAMMA INTEGRA.
Si ringraziano Museo Pigorini, Museo Macro, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Libreria Griot
INFO e-mail: [email protected]   tel: +393287575388 FB Artestudio
twitter @artestudiox   www.artestudioteatro.it
NOTA BIOGRAFICA Riccardo Vannuccini, Roma 1956, è regista teatrale e cinematografico, autore, attore e studioso delle problematiche dello spettacolo. Ha collaborato con Luca Ronconi, Peter Stein, Vittorio Gelmetti, Renato Mambor. Presenta progetti e spettacoli a Roma al Teatro Argentina (Sabbia e Respiro), al Festival dei due Mondi di Spoleto (Las Meninas), al Teatro India (No Hamlet Please) e a Teheran, Amman, Beirut, Berlino. Curatore di mostre, installazioni e progetti site-specific (Palazzo Venezia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Museo MACRO). Sugli spettacoli di Riccardo Vannuccini hanno scritto tra gli altri: Jean Paul Manganaro, Maurizio Grande, Carlo Sini, Giovanni Bollea, Pietro Montani, Florinda Cambria, Katia Ippaso.

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Presentazione di "Democrazia, società civile e sviluppo in Africa subsahariana", a cura di Elisa Vasconi (2017, AIEP)

Sabato 17 giugno, alle 18,30, GRIOT ospita la presentazione di “Democrazia, società civile e sviluppo in Africa subsahariana” (2017, AIEP), raccolta di saggi a cura di Elisa Vasconi. Insieme alla curatrice partecipano gli antropologi Matteo Aria e Stefano Maltese

“Democrazia, società civile e sviluppo in Africa subsahariana” propone una riflessione a carattere storico, antropologico e politico-istituzionale sui temi della democrazia, della società civile e dello sviluppo in Africa subsahariana. Attraverso diversi sguardi interpretativi, i saggi raccolti cercano di comprendere se dinanzi ai fallimenti dei percorsi democratici, all’esplosione dei conflitti, ai processi di privatizzazione e al dilagante neoliberismo, il concetto di società civile possa ancora oggi essere utile per interpretare i processi politici e di cambiamento dell’Africa contemporanea. Attraverso diverse prospettive scientifiche, il volume problematizza il concetto di società civile evidenziandone la multidimensionalità nel continente africano. Nei saggi emerge un panorama eterogeneo dove la società civile è definita in termini di organizzazioni non governative, chiese e movimenti pentecostali; identificata con i capi tradizionali; o intesa come espressione dei movimenti rurali e della cittadinanza. La raccolta propone una innovativa prospettiva interpretativa che vede nella partecipazione e nel grado di coinvolgimento delle comunità marginali il nodo centrale per una lettura attuale del concetto di società civile.

Elisa Vasconi è Dottore di ricerca in Discipline Etnoantropologiche presso l’Università degli studi di Siena. Dal 2014 è docente a contratto di Antropologia dello Sviluppo al corso di laurea triennale “Sviluppo economico, cooperazione internazionale socio-sanitaria e gestione dei conflitti” presso l’Università degli studi di Firenze. Dal 2005 svolge ricerca in Ghana in collaborazione con la Missione Etnologica Italiana in Ghana sui temi relativi all’antropologia medica, ed ha svolto ricerca etnografica in Uganda e in Niger.

 

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Presentazione di "Il luogo stretto" di Faraj Bayrakdar (nottetempo, 2016)

Domenica 11 giugno, alle 18,30, GRIOT presenta la raccolta di poesie Il luogo stretto (nottetempo 2016) – tradotto dall’arabo da Elena Chiti – del poeta siriano Faraj Bayrakdar. Insieme alla traduttrice partecipano Simone Sibilio, Università Cà Foscari, Chiara Comito, editoriaraba.

Il luogo stretto è la prima raccolta di poesie composte dal poeta siriano Faraj Bayrakdar nei primi anni di prigionia, nelle carceri di Hafez al-Assad. Bayrakdar viene arrestato tre volte dalle autorità siriane, due negli anni Settanta, perché dirigeva una rivista letteraria che promuoveva giovani poeti siriani, e la terza nel 1987 come membro del Partito di Azione Comunista. A un anno dall’arresto, scandito da torture e intimidazioni, il poeta viene trasferito nella prigione di Palmira, dove sopravvive a cinque anni di isolamento. Resta senza processo fino al 1993, quando viene condannato a 15 anni di lavori forzati. Esce di prigione solo nel 2000, grazie ad una campagna internazionale, coordinata da Amnesty International e da PEN, che da anni chiedeva il suo rilascio, anche se per le autorità siriane Faraj Bayrakdar “non esisteva”.

Negli anni di prigionia il poeta scrive per scappare all’oblio, e affida alla memoria dei suoi compagni di cella i versi che compone, impossibilitato a scriverli su carta. Solo dopo sei anni di carcere vede la famiglia per la prima volta e consegna di nascosto alla figlioletta di 10 anni i primi versi scritti sulla carta delle sigarette. Il luogo stretto è la raccolta di quei primi versi clandestini.

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Proiezione del film "Lokkol2" di Francesco Sincich

Domenica 4 giugno, alle 18.30, GRIOT ospita la proiezione dei film “Lokkol2. Viaggio a Niamey” di Francesco Sincich. Sarà presente il regista.
Quattro anni dopo “Lokkol”, il film di Francesco Sincich che raccontava la nascita della scuola di Banganà in Niger, un gruppo di allievi va a Niamey. È una gita scolastica speciale, finanziata grazie ad un crowdfunding su Produzionidalbasso, che li porta a 800 km dal loro villaggio fino a una grande città. Il gruppo è formato da 6 ragazze tra gli 8 e i 15 anni e 2 ragazzi (8-11), accompagnati da due adulti. Per arrivare a Niamey hanno fatto 13 ore di autobus e 3 ore di pista. In tre giorni hanno visitato il Centro culturale franco-nigerino “Jean Rouch” e il Museo nazionale, hanno dormito negli uffici di un’associazione di allevatori e discusso tra loro del viaggio e della scuola. Un fatto importante: alle riprese ha partecipato Aikije, l’allieva più grande, e le sue immagini sono nel film. Alla fine i ragazzi sono rientrati sani e salvi a Banganà. Hanno ripreso ad andare a scuola e passano il tempo libero a raccontare ai loro compagni rimasti a casa la loro eccezionale esperienza. Questo film è la storia del loro viaggio e la sua diffusione servirà a raccogliere fondi per la costruzione di una scuola in cemento con tre locali. In questo modo sarebbe possibile ottenere dall’Ispettorato governativo un altro insegnante e la dotazione di banchi. Il budget richiesto, secondo il preventivo fornito da un’azienda artigiana di un villaggio vicino, la stessa che ha già costruito la scuola in mattoni locali, è di 3.200 €.
Il trailer del film è visibile qui 
Vi aspettiamo!

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Presentazione di "Come della rosa" di Tiziana Rinaldi Castro (2017, Effigie Edizioni)

Sabato 3 giugno alle 18,30, GRIOT presenta il nuovo romanzo della scrittrice Tiziana Rinaldi Castro “Come della rosa” (2017, Effigie Edizioni). Insieme all’autrice parteciperà il giornalista Angelo Mastrandrea.

Aiutami a morire con consapevolezza, chiede il cubano Emiliano Westwood di fronte al bivio più pericoloso della sua vita di mercante d’armi e guerrigliero. Aiutami a rientrare nel mondo, supplica la fotografa freelance Bruna di Michele ritraendosi a fatica dal baratro dell’alcol, per recuperare il rapporto con la sua bambina. E Adebambo, sacerdotessa yorùbá in un tempio ad Harlem alla fine degli anni ‘80, acconsente all’uno e all’altra, stabilisce regole e divieti, pone quesiti, tende tranelli e ogni volta esige che i dubbi e le intenzioni dei suoi cadetti si scandaglino nella narrazione degli orikì- parabole- della propria tradizione. Raccontami una storia, invita infatti i suoi iniziati Adebambo, o non si spenderà. E allora ecco che Dioniso, Elegbara, Parsifal e il Re Pescatore diventano per i due protagonisti la chiave per entrare nel loro stesso inferno, scardinarne i segreti che li divorano, e inseguirsi l’un l’altro fino alla radice dell’amore impossibile che li unisce, che salverà l’anima dell’uno, la vita dell’altra. La storia più bella non è stata ancora raccontata, promette Mama, ed Emiliano e Bruna continuano a cercare: in una New York disordinata e cruda; nella casa d’origine, in Italia; nel Salvador lacerato dalla guerra civile e nel deserto del Nuovo Messico, solo apparentemente svuotato d’ogni segno.

Tiziana Rinaldi Castro (Sala Consilina, 1965), vive negli Stati Uniti dal 1984. Si è laureata alla New York University in Cinema e poi in Studi Interdisciplinari in Religioni Africane e Sciamanesimo. Iniziata al culto yorúba nella comunità Lucumì di New York, ne  è sacerdotessa dal 1991. Insegna Letteratura greca antica alla Montclair State University e si divide fra Brooklyn, dove vive con il marito e le figlie, e le montagne del sud est del Colorado.  Presso le Edizioni E/O ha pubblicato i romanzi Il lungo ritorno (2001) e Due cose amare e una dolce (2007)

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Presentazione del progetto "Coltiviamo il nostro futuro!" della ONG Action for Children in Conflict

Giovedì 25 maggio alle 18,30, GRIOT ospita l’ONG del Kenya “Action for Children in Conflict”, per presentare il suo progetto “Coltiviamo il nostro futuro!”. Saranno presenti John Muiruri della ONG, Martina Vitale Ney, ideatrice e promotrice del progetto, Marisa Cengarle di Forum Cooperazione e Tecnologia, Morello Rinaldi (attore, scenografo) e Alessandro Vicario (fotografo)
Action for children in conflict è una ONG nata a Thika, in Kenya, nel 2004 con lo scopo di aiutare bambini in estrema difficoltà. Attraverso programmi di scolarizzazione, empowerment economico, aiuto legale e aiuto ai bambini di strada, aiuta i piccoli che provengono da situazioni di estrema emarginazione e bisogno.
Tra gennaio e febbraio è stato avviato uno studio di fattibilità per promuovere lo sviluppo di un sistema di economia locale sostenibile e solidale, basato su agricoltura e allevamento di piccola scala, che offra ai ragazzi di strada, alle donne e alle comunità vulnerabili, condizioni di vita più dignitose, educazione, formazione e lavoro, autonomia economica ed inclusione sociale. Il progetto “Coltiviamo il nostro futuro!” può essere sostenuto acquistando le immagini Mappe arboree, scattate in Kenya dal fotografo Alessandro Vicario (a tiratura limitata).
Vi aspettiamo!
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CANTARE IL MONDO | Laboratorio di canti, polifonie e ritmi dal mondo, a cura di Laure Gilbert

Domenica 21 maggio Laure Gilbert, polifonista e direttrice del coro Zenzerei, propone da GRIOT un laboratorio di ricerca sulla voce come strumento espressivo, attraverso canti africani e di altre tradizioni musicali dei popoli del mondo.
Laure lavora con la trasmissione orale (non è quindi necessario saper leggere la musica), allo scopo di sviluppare l’ascolto e le competenze canore di ogni partecipante. Il suo insegnamento si basa sul divertimento e sul piacere del canto corale, capace di creare naturalmente l’armonia tra le persone. Uno dei numerosi valori trasmessi da questa esperienza è quello dell’incontro attraverso l’aspetto universale della musica, un “viaggio” attraverso paesi e culture di tutto il mondo, un lavoro di ricerca e sperimentazione volto a superare i confini della parola per fare del canto uno strumento di comunicazione non mediata di emozioni e sentimenti.
Il laboratorio prevede un incontro al mese della durata di tre ore.
Il prossimo incontro si svolgerà domenica 21 maggio dalle 15,00 alle 18.30 (con pausa di mezz’ora), presso la Libreria GRIOT (via di Santa Cecilia 1, a Trastevere). Il costo per ogni incontro è di 25€ a persona.
E’ richiesta la prenotazione: [email protected]  06.58334116. L’incontro verrà confermato al raggiungimento del numero minimo di 9 iscrizioni.
Per partecipare ai corsi ed ai laboratori organizzati dall’Associazione Officina GRIOT è necessario effettuare il tesseramento annuale pari a 20€, che dà diritto allo sconto del 10% sull’acquisto dei libri presso la Libreria GRIOT, per l’intero anno.
Laure Gilbert– Dopo aver studiato musica fin dall’infanzia e seguito Giovanna Marini a Roma per molti anni, Laure ha fondato e dirige da 14 anni il coro Zenzerei (http://www.corozenzerei.it/it/), specializzato in canti polifonici di tutto il mondo. Laure Gilbert racconta la sua storia: http://www.corozenzerei.it/it/direttore-del-coro/intervista-a-laure-maggio-2008