Pubblicato il

Giovedi 5 giugno, ore 19.00: Darfur – le origini del conflitto, la situazione attuale e le prospetti

AMNESTY INTERNATIONAL

DARFUR 

le origini del conflitto, la situazione attuale e le prospettive di pace"

Introduce Riccardo Noury, Portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International. Relazione di Stefano Cera, autore del volume ‘Le sfide della diplomazia internazionale – Il conflitto nel Darfur’, Associazione "Italians for Darfur"

 

Come si sviluppano i conflitti nell’arena della politica internazionale? E quali sono i meccanismi e le dinamiche che determinano la loro escalation? Esistono modalità «alternative» (all’uso della forza) per la loro risoluzione? E quali spazi ci sono per l intervento della comunità internazionale? Queste sono alcune delle domande rispetto alle quali Stefano Cera cerca di fornire spunti di riflessione e risposte, attraverso la «lettura» dal punto di vista storico e la «rilettura» secondo le teorie e le tecniche della trasformazione dei conflitti, di una delle piu importanti crisi degli ultimi anni: il conflitto nel Darfur.

Il conflitto nella regione occidentale del Sudan viene conosciuto a livello internazionale solo a partire dal 2003 (è stato definito «il disastro umanitario più grave del mondo»). In realtà esso è la conseguenza di una dinamica che si protrae da molto tempo e che ancora nasconde aspetti controversi sul ruolo dei protagonisti (il governo di Khartoum, le milizie arabe dei janjaweed, i movimenti di opposizione), anche rispetto alle prospettive negoziali in vista di una soluzione alternativa.

http://www.italianblogsfordarfur.it/index.php

www.amnesty.it

Pubblicato il

Venerdi 30 Maggio, ore 21.00: GRIOT da Intermundia: A sud di Lampedusa, Stefano Liberti e Andrea Seg

INTERMUNDIA 2008

La Libreria GRIOT presenta


A Sud di Lampedusa
Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti

Come l’Europa decide chi vive o muore in AfricaCon Stefano Liberti e Andrea Segre

 

La Libreria GRIOT sarà presente alla undicesima Edizione di Intermundia, la grande festa dell’intercultura a Piazza Vittorio. Nell’ambito dello Stand ‘Le Nostre Afriche, Venerdi 30 Maggio alle ore 21.00, GRIOT presenta il Libro ‘A Sud di Lampedusa’ di Stefano Liberti, seguito dall’omonimo documentario di Andrea Segre.

A Sud di Lampedusa
«Ma voi davvero pensate che è possibile fermare una marea umana di questo tipo? Pensate davvero che riuscirete a frenarci?» L’urlo gli uscì quasi soffocato, un’imprecazione gridata dal fondo dei polmoni. L’uomo aveva una faccia stanca da pugile suonato, un sorriso greve solo leggermente addolcito da un paio di guance rotonde, che gli restituivano qualche riflesso di giovinezza. Aveva gli occhi rossi, iniettati di furore. E un senso di rivalsa che si sommava al desiderio fin troppo evidente di non mostrarsi rassegnato. Si chiamava Dauda ed era appena stato rimpatriato dalla Spagna". Si apre così il libro di Stefano Liberti "A sud di Lampedusa", un viaggio tra i protagonisti della migrazione, dal Niger fino alle coste siciliane passando per il Sahara.
Liberti è uno dei pochissimi giornalisti italiani che da anni seguono gli aspetti meno conosciuti dei movimenti migratori dall’Africa verso l’Europa: tutto ciò che accade a sud di Lampedusa. Senza fidarsi dei luoghi comuni o lasciarsi abbindolare dai proclami sull’integrazione che verrà, ha scelto di esplorare con i propri occhi la «geografia del transito» tra il Sahel e il Maghreb. Ha incontrato migranti che preferiscono chiamarsi avventurieri, politici africani sudditi dei diktat europei, indiani bloccati in mezzo al deserto e piccole città sorte dal nulla: tutta l’infinita umanità che vive attraversando o presidiando confini. Fino a trovare chi non si aspettava: se stesso. Un cittadino bianco di quella stessa Europa che, con le sue politiche, determina come si vive o si muore in Africa. Un reporter per cui il solo modo onesto di documentare è lasciarsi coinvolgere dalle storie in cui si imbatte.

 
Stefano Liberti
A sud di Lampedusa
Minimum Fax, 2008
Euro 14,00
 

Alla presentazione del libro seguirà la proiezione del film documentario A Sud di Lampedusa, girato da Andrea Segre nel deserto del Sahara, in Niger, nel maggio 2006 e realizzato in collaborazione con Stefano Liberti e Ferruccio Pastore. Produzione: Cespi-Centro Studi di Politica Internazionale e SID (www.cespi.it) – Society for International Development (www.sidint.org) produttore associato: ZaLab (www.zalab.org); 2006- durata 31′
Stefano Liberti è un giornalista del manifesto. I suoi reportage sono usciti su varie testate italiane (Geo, L’Espresso, Ventiquattro) ed estere (El País semanal, Le Monde diplomatique). Nel 2004 ha pubblicato -­ insieme a Tiziana Barrucci -­ Lo Stivale meticcio. L’immigrazione in Italia oggi (Carocci). Collabora con il programma televisivo C’era una volta ed è tra i curatori di mwinda, sito di analisi geopolitica sull’Africa (www.mwinda.it). Un suo reportage è incluso nell’antologia Il corpo e il sangue d’Italia (minimum fax 2007).
 
 
 
FESTA DELL’INTERCULTURA ROMA

Giardini “Nicola Calipari” Piazza Vittorio 28-29-30 Maggio

 

 

Pubblicato il

Giovedi 12 Giugno, ore 19.00: Daniele Guastini, Attilio Scarpellini e Jean-Leonard Touadi discutono

Giovedi 12 Giugno, ore 19.00

Daniele Guastini, Attilio Scarpellini e Jean-Leonard Touadi discutono

"Il demone della politica" 
un libro di Pietro del Solda’

 

La politica ha oppure no a che fare con la felicità? La giustizia è davvero nient’altro che il rispetto delle leggi? Ed è giusto che la verità, quella parola così altisonante e pericolosa che attraversa la storia dell’occidente, sia solo il bottino della contesa che contrappone scienze e religioni?

Con queste ed altre domande si confronta il libro di Pietro Del Soldà, “Il demone della politica” (edito da Apogeo nella collana Pratiche filosofiche diretta da Umberto Galimberti), presentato alla libreria GRIOT giovedì 12 giugno alle 19.00 da Daniele Guastini, docente di Poetica e Retorica all’Università La Sapienza, Attilio Scarpellini, giornalista e critico teatrale e, Jean-Leonard Touadi, filosofo, giornalista e oggi parlamentare, in rappresentanza  della politica “ufficiale”.


In un percorso poco “tradizionale” tra i dialoghi Platone, Del Soldà cerca spunti per gettare un po’ di luce sulla condizione contemporanea. L’immagine platonica dell’occhio dell’amico, fondo nero in cui gettarsi per ritrovare se stessi lasciandosi alle spalle un Io chiuso e individualista, è la chiave per ripensare alla nostra natura plurale, al “noi che io sono” e di cui spesso perdiamo le tracce.

Pietro del Soldà, veneziano, è dottore di ricerca in filosofia all’Università di Venezia, dove ha studiato con Alessandro Biral e Umberto Galimberti, concentrandosi soprattutto su una rilettura di Platone e sulla nozione di dialogo. Da sette anni vive a Roma, dove collabora con AMREF e con Radio Tre Rai, conciliando gli studi filosofici con l’interesse per l’Africa.

 

Pubblicato il

Martedi 10 Giugno, ore 19.00: "Venere e il Drago. La pittura raccontata ai ragazzi", di Am

Martedi 10 Giugno, ore 19.00

Venere e il Drago. La pittura raccontata ai ragazzi

di Amyel Garnaoui

 

Che ci fanno insieme Venere, la più bella e famosa delle dive bianche nata dai testicoli di Urano, e il drago nero che nel quadro di Piero di Cosimo abita un lago in Etiopia e divora tutto ciò che incontra? E perché mai è una musicista nera, con il suo magico strumento, a festeggiare la disfatta del mostro? A queste (e molte altre) domande è possibile rispondere grazie a "Venere e il drago", il libro di Amyel Garnoui in uscita presso l’editore Gallucci. Il volume – presentato dalla libreria Griot martedì 10 giugno alle ore 19,00 – propone una lettura, dedicata a bambini e ragazzi, di otto capolavori degli Uffizi.

"Ho cercato di presentare ai giovani lettori un modo diverso di guardare la pittura, isolando ogni volta alcuni dettagli significativi con l’aiuto di un’originale elaborazione grafica e cercando di trasformare i quadri in oggetti vivi. I musei, infatti, nel loro compito di custodire e preservare le opere d’arte, tendono inevitabilmente ad allontanarle dai visitatori, relegandole a presenze silenziose. Al contrario, questi “amici con le cornici” ci parlano e ci chiedono di essere osservati e interrogati ancora con curiosità e affetto".

Amyel Garnaoui è nata nel 1969 a Roma da padre tunisino e madre italiana. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Francia, poi si è specializzata in storia dell’arte a Siena e finalmente e ritornata a Roma dove vive con la propria famiglia. L’idea del libro le è venuta proprio cercando di trasmettere ai suoi due bambini la passione per l’arte.

Pubblicato il

Sabato 7 Giugno, ore 19.00: GRIOT compie due Anni: Maryse Condé, Josette Martial, Lisa Ginzbu

GRIOT COMPIE DUE ANNI

Grande Festa
con
MARYSE CONDE’, JOSETTE MARTIAL, LISA GINZBURG

 

Maryse Condé

 

In soli due anni è diventata un punto di riferimento per gli appassionati della cultura africana, caraibica, del mondo diasporico e di quello radicato. Luogo di transito, incontro, di  promozione di scrittori, rappresentanti della diaspora e del mondo associativo. Spazio fisicamente e mentalmente aperto per esplorare  culture solo in apparenza distanti e spostare così, proficuamente, il proprio orizzonte mentale, il proprio centro del mondo. 

Per celebrare nel migliore dei modi il suo secondo compleanno, sabato 7 giugno la libreria GRIOT organizza una festa-omaggio alla scrittrice caraibica Maryse Condé, una delle voci più autorevoli della letteratura francofona, di passaggio a Roma in occasione dell’atelier “Museo e diaspora”, organizzato dal Museo Pigorini.

Prima di lasciare spazio alla musica e ai festeggiamenti alcolici, la serata sarà animata da un intervento della celebre autrice del ciclo di “Segù”, da un omaggio della cantautrice e poetessa della Guadalupa Josette Martial che dall’opera della Condé ha tratto un’opera teatrale, e da alcune letture e parole della scrittrice Lisa Ginzburg.

Maryse Condé, è nata nel 1937 nella Guadalupa, ha compiuto gli studi superiori a Parigi e ha vissuto a lungo in Africa e in Inghilterra. Attualmente insegna letteratura francese e caraibica alla Columbia University di New York. Tra le sue opere più note, i romanzi "Segù 1. Le muraglie di terra" (1988), "Segù 2. La terra in briciole" (1994), "Io, Tituba, strega nera di Salem" (1992) e "La traversata della mangrovia" (2002). "La vita perfida" ha vinto nel 1988 il Premio Anaïs Nin dell’Académie française.

Josette Martial:  Cantautrice  e poetessa  originaria della Guadalupa, si è laureata presso la facoltà di lettere e scienze umane della Sorbona. Vive in Italia da oltre vent’anni e dal 2005 fa parte di Portico 47 Poeti dal Mondo, un gruppo di poeti e potesse, cantori e cantastorie provenienti da diversi Paesi e nato al Rione Esquilino per impulso dell’Associazione Apollo 11. Sta attualmente lavorando alla messinscena della Voyageuse, un poema cantato ispirato all’opera di Maryse Condé e musicato da artisti di fama internazionale come Karl Potter e Mamadou Diabaté.

Lisa Ginzburg vive e lavora tra Roma e Salvador de Bahia, è scrittrice e traduttrice, collabora con giornali e riviste (Il Messaggero, Repubblica, Domus) e organizzatrice di rassegne culturali tra cui "Poeti a Roma" e "ParoleNote. Letture musicate di grandi racconti" all’Auditorium. Tra i vari premi letterari, ha ricevuto il Premio Donna Argentario nel 2003 e il Premio Teramo nel 2007, con la raccolta di racconti Colpi d’ala (Feltrinelli 2006). Ha recentemente pubblicato "Malia Bahia" (Laterza 2007) e tradotto la raccolta di fiabe e storie afro-brasiliane "Orixás" (Donzelli).

Pubblicato il

Mercoledi 4 Giugno, ore 11.00: Conferenza Stampa "Museo e Diaspora". Museo Pigorini (5-7 G

CONFERENZA STAMPA

Museo e Diaspora
Maschere e identità plurali 
COME COSTRUIRE UN RAPPORTO PIU’ MATURO TRA I MUSEI E LE COMUNITA’ DEGLI IMMIGRATI

 Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “L. Pigorini”

 
Salone delle Scienze
5, 6 e 7 giugno 2008

 

Nei giorni 5, 6 e 7 giugno 2008 si tiene al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma l’atelier scientifico internazionale “Museo e Diaspora. Maschere e identità plurali”.

Mercoledì 4 giugno 2008, alle ore 11.00, presso la Libreria GRIOT, in Via di Santa Cecilia 1/a, verrà presentato alla stampa l’atelier scientifico internazionale “Museo e Diaspora. Maschere e identità plurali” che il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” organizza nei suoi spazi nei giorni 5, 6 e 7 giugno 2008.

Partecipano: Vito Lattanzi (Museo “Luigi Pigorini”), Josette Martial e Godwin Chukwu (Federazione della diaspora africana di Roma e del Lazio), Marco Wong (AssoCina), Saber Mounia (Acmid Donna), Mabel Rivas Monzon (Comunità Peruviana di Roma).

L’atelier inaugura il progetto europeo READ-ME, Réseau Européen des Associations de Diasporas & Musées Ethnographiques, teso a promuovere un rapporto più maturo e consapevole tra i musei e le comunità degli immigrati, nella prospettiva di una nuova Europa multiculturale.

Il programma dei tre giorni prevede confronti e dibattiti tra curatori di museo ed esponenti delle associazioni della diaspora italiani e stranieri, studiosi di antropologia e di letteratura, artisti e scrittori, tra cui Maryse Condé, sicuramente tra le più eminenti figure della letteratura francofona contemporanea.

L’atelier è incentrato sui diversi significati della maschera, un oggetto transculturale scelto appositamente per riflettere sulla reciprocità dello sguardo e per interpretare l’ambivalenza, i rischi e le prospettive attuali dell’incontro con la diversità.

Sede del convegno: Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L.Pigorini”
Piazzale Marconi 14 – 00144 ROMA (EUR)
Tel. 06.549521; fax 06.54952310; www.pigorini.arti.beniculturali.it

Per informazioni:
Servizio Informazione e Comunicazione, tel. 06.54952269,
[email protected]
Ufficio pubbliche relazioni e mostre, tel. 06.5495319.


Pubblicato il

Domenica 18 Maggio ore 19.00: Omaggio a Aimé Césaire: con J.L. Touadi e Aly Baba Faye

 

OMAGGIO A AIME CESAIRE

le nègre fondamental

con Jean-Léonard Touadi e Aly Baba Faye

Letture di Caterina Deregibus accompagnata dalla kora di Badara Seck

 

  La Négritude est la simple reconnaissance du fait d’être noir, et l’acceptation de ce fait, de notre destin de Noir, de notre histoire et de notre culture.

Aimé Césaire

 

Ad un mese esatto dalla sua scomparsa, celebrata in Francia con i funerali di stato e passata sotto silenzio in Italia, domenica 18 maggio la libreria GRIOT rende omaggio a Aimé Césaire, poeta martinicano, padre con Leopold Senghor del concetto di "negritudine" e ispiratore dei movimenti anticolonialisti.

Voce riconosciuta del surrealismo, autore del celebre Cahier d’un retour au pays natal (1939) che André Breton ha definito "il più grande monumento lirico del nostro tempo", maestro di personaggi come Frantz Fanon e di Edouard Glissant, punto di riferimento indiscusso per gli intellettuali africani, Césaire sarà ricordato da Jean Leonard Touadi, neo deputato del parlamento italiano, e da Aly Baba Faye, da sempre impegnato nella lotta per il riconoscimento dei diritti degli immigrati in Italia.

L’attrice italo-etiope Caterina Deregibus leggerà alcuni passi del Diario del ritorno al Paese natale accompagnata dalla kora del griot senegalese Badara Seck.
   

Nato nel 1913 a Basse-Pointe, nella colonia francese della Martinica, Aimé Cesaire fu sempre strenuo oppositore del colonialismo e del razzismo. Tra le sue opere ricordiamo: Cahier d’un retour au pays natal, La Tragédie du roi Christophe, Une saison au Congo (pubblicati da Présence Africaine).

Dopo aver compiuto studi secondari in Martinica, poi a Parigi (presso il Líceo Louis-le-Grand), e studi universitari a Parigi (École normale supérieure), fa conoscenza con il senegalese Léopold Sédar Senghor e il guaianese Léon Gontran Damas. Insieme scoprono, grazie alla lettura di opere sull’Africa di autori europei, i tesori artistici e la storia dell’Africa nera, e creano il concetto di négritude (negritudine), cioè la nozione che comprende i valori spirituali, artistici, filosofici dei Neri dell’Africa; nozione che diventerà l’ideologia delle lotte dei Neri per l’indipendenza.

Lui stesso voleva liberare la sua isola – la Martinica – dal giogo del colonialismo francese; l’isola diventò, nel 1946, un Dipartimento d’oltremare della Francia. Deputato della Martinica all’Assemblea nazionale francese, sindaco di Fort-de-France (capitale della Martinica), membro (fino al 1956) del Partito comunista francese.

Vissuto sino alla fine dei suoti giorni in Martinica, Césaire non ha mai rinunciato al suo attivismo. Tra le ultime ad avere una grandissima eco in Francia e nel mondo intero, furono la sua presa di posizione contro del Ministro dell’Interno francese a proposito dei movimenti di protesta degli immigranti in Francia nel 2005 – 2006 e alla legge del 2005 votata dal parlamento francese che definiva la colonizzazione ‘una cosa positiva’.

Césaire è deceduto il 17 aprile 2008 all’ospedale di Fort-de-France, dove era ricoverato dal 9 aprile.

 

Per saperne di più:

L’ultimo saluto ad Aimé Césaire, gentleman della Négritude Aurelio Boscaini (Nigrizia)

Selezione di video YouTube su Aimé Césaire:

http://fr.youtube.com/watch?v=dG8rvp0BmOg&feature=related

 

http://fr.youtube.com/watch?v=9efE21Rv79Y&feature=related

http://fr.youtube.com/watch?v=_KTq5eTojPA

e per concludere

http://fr.youtube.com/watch?v=YxIfAiIPqm0&feature=related

 

 

Selezione di interviste a Cesaire su Radio France Intérnationale

http://www.rfi.fr/actufr/articles/100/article_64946.asp

Débat Africain; (con Achille Mbembe, François Vergès)

 

Pubblicato il

Sabato 17 Maggio ore 19.30: Aperitivo di presentazione del recital "StorieEmigranti"

Sabato 17 maggio
ore 19,30

Aperitivo di presentazione del recital


StoriEmigranti

200 milioni di immigrati nel mondo, quasi 4 milioni nel nostro paese. In Italia 1 nato ogni 10 è figlio di immigrati, e un matrimonio su 8 coinvolge almeno un cittadino straniero. Nonostante gli immigrati di prima e di seconda generazione stiano sempre di più diventando parte integrante della società, il nostro paese sembra colpito da una “sindrome dell’assedio”, che inchioda il dibattito sulle migrazioni ai luoghi comuni che circolavano vent’anni fa, quando gli immigrati erano ancora poche centinaia di migliaia.
Il recital teatrale “StoriEmigranti”, che sarà presentato con un aperitivo sabato 17 maggio alle 19.30 presso la Libreria GRIOT, nasce proprio per tentare di dare una visione diversa, più attuale e realistica delle migrazioni verso il nostro paese.

StoriEmigranti è stato scritto e preparato integralmente dal Clan “Il Nomade” del Gruppo Scout Agesci Roma 8°, e sarà in scena il 22 e 23 maggio prossimi al Teatro Ghione di Roma (via delle Fornaci, 43).
 
Dando voce agli scrittori stranieri emergenti, il recital racconterà l’esperienza migratoria vista dagli occhi dei protagonisti, i migranti, cercando di rappresentare la pluralità di “storie” e percorsi che generalmente vanno sotto l’unica etichetta di “immigrazione”, nel tentativo di combattere stereotipi e luoghi comuni.

Nel corso della presentazione, i ragazzi del Clan Il Nomade daranno un assaggio dei testi che compongono il recital: racconti, poesie, cronache di equivoci quotidiani. Come nello spettacolo, anche durante l’aperitivo (offerto dal clan stesso) una band interpreterà dal vivo alcune delle canzoni che ieri come oggi hanno accompagnato le migrazioni: da quelle della diaspora ebraica e zingara al revival klezmer newyorkese degli anni ’80, dai canti degli emigranti italiani fino alla world music contemporanea.

Pubblicato il

Venerdi 16 Maggio ore 19.00: Il venditore di passati, Eduardo J. Agualusa

Venerdi 16 Maggio ore 19.00

Presentazione de

Il venditore di passati

di José Eduardo Agualusa

 

La Libreria GRIOT ha il piacere di invitarvi alla presentazione dell’ultimo libro di José Eduardo Agualusa, voce di punta della letteratura angolana e vincitore del prestigioso "Indipendent Foreign Fiction Prize".  

José Eduardo Agualisa

Félix Ventura, il protagonista del premiato romanzo, si è scelto uno strano lavoro che, però, rende bene: è un genealogista, ma non ricostruisce il passato. Lo inventa per vendere i suoi falsi a clienti disposti a pagarli profumatamente. Politici dal passato non propriamente immacolato, ex torturatori, petrolieri, trafficanti di diamanti e contrabbandieri venuti dal nulla – tutti, ormai certi di un futuro milionario – non resistono al richiamo del suo elegante biglietto da visita: "Assicuri ai suoi figli un passato migliore." Una sera, però, un misterioso straniero compra un’identità angolana e il passato irrompe bruscamente nel presente per saldare dei conti rimasti in sospeso.

Con uno straordinario talento narrativo e un raro senso dell’umorismo, Agualusa scrive una satira feroce e divertente sulle manipolazioni della memoria e racconta la vita in stato di ebbrezza di un paese, l’Angola, in cui la fantasia ha da tempo superato la realtà.

 
José Eduardo Agualusa è nato, nel 1960, a Huambo in Angola e oggi vive tra Lisbona, Rio de Janeiro e Luanda. Giornalista ed editore, è soprattutto l’autore di alcuni tra i romanzi più apprezzati negli ultimi anni dai lettori portoghesi e brasiliani. Le sue opere, alcune delle quali saranno presto adattate per il cinema, sono state tradotte nelle principali lingue europee. In Italia, i suoi romanzi sono pubblicati da La Nuova Frontiera.

 
Traduzione dal portoghese (Angola) di Giorgio de Marchis
Pagine 144

ISBN 978-88-8373-108-2
Euro 15,00