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Presentazione de “Il chiaro e lo scuro. Gli africani nell’Europa del Rinascimento tra realtà e rappresentazione” a cura di Gianfranco Salvatore (Argo ed.)

29 Maggio @ 18:00 - 19:30

Domenica 29 maggio alle 18 GRIOT ospita la presentazione del volume “Il chiaro e lo scuro. Gli africani nell’Europa del Rinascimento tra realtà e rappresentazione” a cura di Gianfranco Salvatore (Argo ed.)

A dialogare con il curatore ci saranno Michele Rak (storico delle culture e coautore del libro) e Giovanni Vacca (etnomusicologo).

Il Rinascimento europeo non è solo l’epoca dello sviluppo dell’umanesimo, del rinnovamento culturale e scientifico, dell’euforia dello spettacolo e delle feste: è anche il momento in cui si instaura una nuova economia della schiavitù, basata sull’inumana deportazione di uomini e donne dal continente africano. E tuttavia anche il rapporto con gli africani deportati verrà gestito con spirito “rinascimentale”: incuriosito dell’alterità, e capace di instaurare con essa importanti relazioni dialettiche, confrontandosi con la diversità nella vita quotidiana e nelle arti, e consentendo agli individui “scuri” di lasciare ampie tracce della loro presenza. Tracce che hanno finito per influenzare i sistemi della comunicazione e della rappresentazione in tutta l’Europa occidentale, sia nel contesto aristocratico che nella nascente borghesia e nelle tradizioni popolari urbane.

In questo libro, alcuni degli storici – dell’arte, delle lingue, delle culture – più importanti al mondo, tra quanti si sono occupati degli effetti culturali della prima diaspora africana nell’Occidente moderno, recuperano le tracce lasciate dagli africani rinascimentali nella realtà e nella rappresentazione. La costruzione di linguaggi “di contatto”, i ritratti doppi che accostano il chiaro e lo scuro, le forme teatrali e musicali che mettono in scena le relazioni degli africani neri con i bianchi europei, e degli africani nei loro rapporti interetnici, disegnano una nuova visione della prima fase dello schiavismo africano, ancora lontana dalle atrocità colonialiste del Nuovo Mondo, e capace di guardare all’alterità e alla diversità culturale con esiti fecondi anche per la civiltà europea.

 Oltre al mondo iberico e alle corti nordiche, ne emerge con singolare rilievo l’Italia meridionale – spesso trascurata dalla ricerca internazionale sulla diaspora africana rinascimentale – e in particolare Napoli, autentico laboratorio musicale e coreutico di rappresentazioni, e feconde contaminazioni, dell’eredità umana e culturale degli africani costretti alla servitù europea, ma vivacissimi nella loro espressività caratteriale e corporea. Nelle canzoni moresche, mescolando la lingua locale a una lingua africana autentica – il kanuri –, quegli individui più “colorati” di noi risplendono in manifestazioni di fierezza, di solidarietà etnica, e di una umanità che annulla ogni differenza sostanziale tra i sentimenti e le passioni dei “chiari” e degli “scuri”.

Dettagli

Data:
29 Maggio
Ora:
18:00 - 19:30
Categoria Evento:
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