Domenica 12 Ottobre, ore 18.30
Mappe del Corpo
La poetessa sud africana, Ingrid De Kok, per la prima volta tradotta in Italiano.
In occasione della pubblicazione del volume di poesie di Ingrid De Kok, Mappe del corpo (Donzelli Editore, 2008), a cura di Paola Splendore, la Libreria GRIOT invita ad una presentazione dell’opera della poetessa sudafricana, per la prima volta tradotta in italiano.
Presenta Paola Splendore, accompagnata da letture dell’attrice Tania Garribba.
L’inganno di un’infanzia all’ombra dell’apartheid, la presa di coscienza, lo strappo dell’esilio, il ritorno a casa: questa la topografia dei sentimenti delineata dalla poesia di Ingrid De Kok. Tappe di un percorso che non è solo privato, perché la storia del Sudafrica la incalza da vicino, si infila nei versi, reclama uno spazio: in tutto il suo percorso sono fitti i rimandi a eventi, luoghi e persone, del passato recente dell’estremo lembo del continente africano. Una storia violenta, fatta di dolore e morte, ma anche di lotta e speranza. Quella di De Kok è, nell’attenzione costante al dolore degli altri, una poesia che si elegge a testimonianza lirica di un paese tormentato. La poesia serve a non dimenticare, a riparare in qualche modo l’amnesia del passato, ad aiutare a ricostruire ciò che resta dell’identità, della memoria e del trauma. A parlare di un’umanità comune, ad accogliere, come in una sorta di transfert, le parole e i mondi dell’altro.
Ingrid De Kok. Nata nel 1951 nei pressi di Johannesburg, Ingrid De Kok è cresciuta in una famiglia borghese, anglofona, che la tiene al riparo dalla brutale realtà dell’apartheid. Alla fine degli anni Settanta, dopo aver lavorato attivamente nel movimento anti-apartheid, decide di emigrare in Nord America: l’unica possibilità di fronte all’alternativa rifiutata di entrare in clandestinità prendendo parte alla lotta armata. Il periodo canadese si rivela cruciale per la sua formazione artistica, ma il ritorno in Sudafrica si fa a un certo punto irrinunciabile. Se il Canada le ha dato consapevolezza di sé come poeta, il Sudafrica è l’unico posto dove sente di poter scrivere. Nel 1983, in uno dei momenti più cupi della storia del paese, rientra in Sudafrica dove tuttora dirige un programma di educazione per adulti presso l’Università di Cape Town ed è impegnata in varie attività editoriali e culturali. Quattro le raccolte poetiche principali: Familiar Ground (1988), Transfer (1997), Terrestrial Things (2002) e Seasonal Fires (2006).
Paola Splendore insegna letteratura inglese all’Università di Roma Tre. Si occupa di letterature postcoloniali e di lattura migrante; ha pubblicato saggi sull’opera di scrittrici e scrittori indiani, sudafricani e caraibici. Ha tradotto e curato opere di V. Woold, R. Williams, J.M. Coetzee, S. Bhatt e Ingrid de Kok.



afferrarne il profilo. Anche per questo manca nel mondo un’idea condivisa di come combatterlo, mentre si moltiplicano le risposte unilaterali. Roberta Barberini, da molti anni impegnata su questo fronte nelle istituzioni nazionali e internazionali, accompagna il lettore tra i molti interrogativi che attraversano la nostra coscienza civile e giuridica nel tempo nuovo del terrore globale.
Ospite della Libreria GRIOT, giovedi 25 Settembre alle 19.00, Waberi dialogherà con la giornalista e traduttrice Maria Teresa Carbone su questo ed altri temi legati alla letteratura mondo e alle identità cosmopolite.
Attraverso un sogno, che spera possa essere realizzato, la stessa sostiene che chiunque con animo puro e sensibile e con sentimento di amore possa sconfiggere l’intolleranza e l’odio verso il prossimo, semplicemente “rimboccandosi il cuore” ponendosi con atteggiamento propositivo e soprattutto di accoglienza verso chi ha bisogno. Laddove i bisogni di ognuno vengono espressi nelle forme più diverse del dialogo, molte volte anche difficili da interpretare, senza l’utilizzo di codici universali, il più diffuso tra tutti, quello della musica.