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Presentazione del libro "Marikana. Il Sudafrica e la fine del sogno arcobaleno" a cura di Raphael D'Abdon (Aviani & Aviani editori)

Venerdì 16 ottobre, alle 18,30, GRIOT presenta “Marikana. Il Sudafrica e la fine del sogno arcobaleno” (Aviani & Aviani editore)


L’incontro sarà a cura delle associazioni Scritti d’Africa e TimeforAfrica. Interverranno Giulia De Martino (Scritti d’Africa) e Umberto Marin (Time for Africa), letture di Rosella Clavari (Scritti d’Africa).

Marikana, 16 agosto 2012: a pacopertina_marikanartire dalla tragica uccisione di circa quaranta minatori da parte delle forze dell’ordine, il Sudafrica si risveglia dall’illusione che con la riottenuta libertà tutto sia cambiato; si innescano una serie di dure riflessioni sia tra gli intellettuali che tra gli artisti, oltre che tra la gente comune che da tempo lo stava già gridando per le strade, senza alcun ascolto da parte dei politici e di tutta la classe dirigente. E’ da qui che nasce un movimento di poeti, giornalisti e scrittori in favore della conoscenza non addomesticata e unilaterale dell’evento -diversamente da come si è comportato il governo- e con la ferma intenzione di aiutare la comunità di Marikana così duramente colpita : molte famiglie sono rimaste, all’improvviso , prive di sostentamento e della possibilità di inviare i propri figli a scuola.
Il collettivo sudafricano che si è formato per questo scopo ha visto allargare il suo fronte anche ad altri paesi, tra cui l’Italia, e ha prodotto una antologia di scritti poetici e giornalistici , che l’Associazione italiana di Udine TimeForAfrica, condotta da Umberto Marin, ha tradotto e trasformato in uno strumento, per gli italiani, in primo luogo di conoscenza ma anche di solidarietà con la comunità dei minatori sudafricani.
I testi sono particolarmente coinvolgenti, soprattutto quelli poetici, espressi in forme assimilabili al rap e alla “spoken word”, ma sono puntuali e ricchi di informazioni anche i brani giornalistici; inoltre con l’acquisto del libro, i cui proventi saranno inviati a Marikana, diretti particolarmente alla scuola di bambini e ragazzi del villaggio, si può dare il proprio contributo per ricostruire un tessuto sociale, attraverso l’educazione all’arte e allo sport.

L’Associazione Scritti d’Africa unitamente all’Associazione TimeforAfrica è particolarmente felice di contribuire a questo scopo, con la presentazione del libro “Marikana” . Interverranno Giulia De Martino e Umberto Marin, letture di Rosella Clavari. Vi aspettiamo venerdì 16 ottobre alle 18,30 da GRIOT!

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Presentazione del libro "finta finta" di Paola Rolletta (Aviani & Aviani editori)

Sabato 26 settembre alle 18,30 GRIOT presenta il libro “Finta finta” di Paola Rolletta. All’incontro sarà presente l’autrice.

Copertina finta fintaNel libro “finta finta” , pubblicato da Aviani & Aviani editori, con prefazione dello scrittore mozambicano João Paulo Borges Coelho, Paola Rolletta racconta la storia del calcio mozambicano attraverso il ritratto di giocatori e allenatori che hanno fatto conoscere il nome del Mozambico nel mondo, dagli anni 50 ai giorni nostri.
“finta finta” è un omaggio a tutti i giocatori e allenatori mozambicani, famosi e anonimi, sognatori e che hanno fatto e fanno la storia del calcio e della nazione mozambicana. Nel libro ci sono trentuno ritratti, un campione dell’enorme contributo che il Monzambico ha dato allo sviluppo del calcio mondiale, con personaggi come Matateu, Mário Coluna, Eusébio, Shéu, Calton Banze, Tico Tico …, tra gli altri “principi del pallone”, nelle parole di João Paulo Borges Coelho.

“finta finta”, come i mozambicani dicono per “giocare a calcio”, è un’espressione associata alle partite di ragazzini, in spiaggia o nei campetti di periferia, partite da cui sono usciti in passato tanti campioni, che oggi però scarseggiano.
Nonostante abbia un ruolo importante nella vita di tutti i giorni in Mozambico, il calcio non ha mai avuto un posto speciale nella storia, ma anche il calcio è storia. Come diceva José Craveirinha, il massimo poeta del Mozambico, attraverso un semplice pallone, il modo di giocare, di organizzare una partita, si può conoscere la storia di un popolo.
Il libro è stato pubblicato in Mozambico, in edizione bilingue portoghese/inglese nel 2011. Ricco di informazioni storiche e corredato da schede tecniche e numerose fotografie, è stato tradotto e pubblicato in Italia, nel 2015.

Paola Rolletta, giornalista italiana, vive in Mozambico e lavora come freelancer per diverse testate nazionali e internazionali. Il calcio è una delle sue passioni, non avendo alcun talento con il pallone, si diverte a scriverne.

Il ricavato della vendita del libro sarà utilizzato per la realizzazione del progetto “Finta-Finta Mabilibili” promosso da Time For Africa in collaborazione con la scuola comunitaria di Mabibilbili del distretto di Matutuine in Mozambico, per la realizzazione del campo sportivo necessario per favorire la pratica sportiva dei giovani.

Sabato 26 settembre, alle 18,30, GRIOT vi invita alla presentazione del libro “finta finta” con l’autrice Paola Rolletta.

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Gabriella Ghermandi e Atse Tewodros Project in tour!

Tre anni fa Gabriella Ghermandi fu nostra ospite da GRIOT per presentare il suo “Atse Tewodros Project” e lanciare una campagna di finanziamento dal basso per dare corpo a quel progetto fondato sull’incontro tra musicisti etiopici di tradizione e musicisti italiani. Da allora Atse Tewodros Project ne ha fatta di strada e prosegue il suo viaggio in un tour che dal 25 settembre al 10 ottobre toccherà molte città italiane!

bozza_foto_gabri-mic_copia2Atse Tewodros Project nasce nel 2013 in uno studio di registrazione di Addis Abeba con l’uscita del primo disco di Gabriella Ghermandi, un sogno diventato realtà che il 25 settembre inizierà il secondo tour italiano. Dopo aver ottenuto l’importante riconoscimento come vincitore della competizione internazionale di world music Battle of the bands,  ed avere siglato un contratto con la Arc Music Records, Atse Tewodros Project prosegue il suo viaggio con 8 concerti in altrettante città italiane da nord a sud. Si parte da Venezia il 25 settembre per terminare a Bologna il 10 ottobre, dopo aver toccato Napoli (26/9), Roma (27/9), Padova (2/10)e Casale Monferrato ( 3/10), Parma (7/10) e Pergine Valsugana (9/10).

Il 2015 è un anno particolarmente significativo per Atse Tewodros Project.  80 anni fa, il 3 ottobre 1935, l’esercito italiano invadeva brutalemente l’ Etiopia, una pagina della storia italiana che il progetto musicale ideato dall’artista italo etiopica Gabriella Ghermandi vuole ricordare, per “non dimenticare”, ma anche per parlare della relazione tra i due paesi, che nonostante tutto, dal passato prosegue verso il futuro.
E Gabriella Ghermandi ne vuole parlare attraverso una proposta artistica, un dialogo tra musicisti etiopici ed italiani uniti da un comune pensiero, un comune intento: proporre un percorso di pace attraverso l’arte.
“Il popolo etiopico e il popolo italiano saranno amici per sempre” è la frase che, generosamente, il popolo etiopico ha deciso di porre  ad Axum di fronte alla stele prelevata dal governo di Mussolini, come bottino di guerra, e resituta all’Etiopia nel 2005. Il popolo etiopico ha voluto scordare gli orrori di quella terribile occupazione e ha scelto di ricordare le relazioni che sono nate tra italiani ed etiopici. Come disse una volta un vecchio monca a Gabriella: “Un tempo abbiamo litigato con il governo del paese di tuo padre, che voleva comandare in casa nostra, ma poi abbiamo cacciato quel governo e con gli italiani che sono rimasti abbiamo vissuto in pace e abbiamo creato tante famiglie”.
Il legame con l’Italia in Etiopia è evidente ad ogni angolo di strada. Nei bar si ordina il “macchiato” e fuori da ogni autofficina c’è scritto “frizione”; “balestra”, i ristoranti tradizionali nei giorni di quaresima, circa 200 in un anno, a fianco ai piatti tradizionali offrono “spaghetti al pomodoro” e “spaghetti alle verdure”… e questi sono solo piccoli scorci della vita quotidiana. Altre trame tessute sono presenti ovunque, per chi le vuole vedere.
“In Italia invece – sottolinea Gabriella – dell’Etiopia si sa poco o nulla. Molti giovani non sanno neppure che l’Italia ha occupato l’Etiopia non più di 80 anni fa. E molti non si accorgono che la maggior parte dei migranti che arrivano con i barconi sono giovani provenienti dal Corno d’Africa, un tempo “territorio italiano”, che fino a qualche anno fa venivano nel nostro paese perché l’Italia non era per loro un paese estraneo”.
Atse Tewodros Project è  un progetto che mette in dialogo musicisti etiopici di tradizione e musicisti italiani, su memoria storica e  futuro comune. Un gruppo composto da tre musicisti italiani (Michele Giuliani pianoforte, Tommy Ruggero alla batteria e percussioni, Camilla Missio al basso), 4 musicisti etiopici di tradizione (Endres Hassan violino monocorda, Fasika Hailu lira  etiopica, Yohanns Afework  flauto di canna di fiume, Mesale Legesse batteria tradizionale  etiopica) più l’ideatrice Gabriella Ghermandi voce e anima del gruppo. Pur essendo un progetto nuovo, i musicisti sono professionisti che da anni si esibiscono nei festival più prestigiosi. I musicisti etiopici fanno parte del gruppo Ethiocolor che quest’anno è stato uno dei gruppi ufficiali del WomeX Contest (la più grande vetrina internazionale di world music in Europa) e sono stati i musicisti invitati anche al G7 di Monaco di Baviera da poco conclusosi. Inoltre alcuni di loro sono stati i musicisti del maestro Mulatu Astatke (flautista Yohanns Afework e violinista Endres Hassan), altri lavorano con i The EX (Endres Hassan e Mesale Legesse) e ancora Imperial Tiger Orchestra, Paolo Angeli (Endres Hassan), così anche i musicisti italiani, i quali hanno collaborato con Paolo Fresu,Faraualla, Gabin Dabiré, Samuele Bersani, Vasco Rossi, Laura Pausini, orchestra della RAI.
La tournée 2015 di Atse Tewodros Project è sostenuta da: Onorevole Cecile Kyenge, Banca Popolare Emilia Romagna, Coop Adriatica, Turkish Airlines e Unipol. La tournée ha inoltro il patrocinio della Regione Emilia Romagna e il patrocino di Eccar (Rete Unesco delle città europee contro il razzismo)
Per info: http://www.atsetewodros.org/

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Presentazione del romanzo "Non è tempo di fare gli eroi" di Nicolò Papa (La Corte Editore)

Venerdì 9 ottobre alle 19,00 GRIOT presenta il romanzo “Non è tempo di fare gli eroi” di Nicolò Papa (La Corte Editore).
A discuterne insieme all’autore ci sarà il giornalista de L’Espresso Pier Vittorio Buffa


Una settimanCover Non è tempo di farea cruciale per il futuro della Libia durante il dominio dell’Italia fascista: il ribelle Omar Al Mukhtar sta per essere giustiziato, Mussolini è atteso in visita nella colonia, le vite di sette persone si intrecciano, trascinate dalla Storia.  Nonostante le loro volontà, desideri e ambizioni, gli eventi sembreranno essere più forti dei protagonisti travolti da un disegno più grande di loro da cui sembrano non poter scappare.  

Nicolò Papa ci racconta la storia di un territorio che ha resistito con tutte le sue forze a un’occupazione, quella italiana, che ne ha stravolto la geopolitica in maniera talmente radicale da essere irreversibile, un’occupazione nella quale possiamo trovare le radici della guerra civile che sta devastando la Libia dei giorni nostri.

Nicolò Papa nato a Roma nel 1980 e si è laureato con una tesi sul diritto coloniale, pubblicata da Aracne editrice nel 2009 con il titolo “L’Africa italiana”. Ha viaggiato molto nel Corno d’Africa e si è innamorato dell’Eritrea e della sua capitale Asmara; da questo amore è nato il romanzo “Caffè Impero”, uscito nel 2011. Lavora nella cooperazione internazionale, realizzando progetti finanziati dalla Banca Mondiale e l’Unione Europea. 

Venerdì 9 ottobre alle 19,00 Nicolò Papa presenta il suo secondo romanzo “Non è tempo di fare gli eroi” (La Corte Editore); discuterne insieme all’autore ci sarà il giornalista de L’Espresso Pier Vittorio Buffa. 

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Presentazione del libro "La densità delle cose" a cura di Anna Paini e Matteo Aria (Pacini Editore)

Mercoledì 30 settembre, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “La densità delle cose. Oggetti ambasciatori tra Oceania e Europa” a cura di Anna Paini e Matteo Aria


Ne discuteranno assieme agli autori gli antropologi Pietro Clemente e Vito Lattanzi

La-densita-delle-coseTra Ottocento e Novecento un grande flusso di oggetti di arte e artigianato proveniente da mondi lontani ha circolato tra i paesi coloniali, i grandi musei e le collezioni europee e nordamericane. Nel periodo postcoloniale tali beni sono stati interpretati come emblemi del rapace dominio occidentale e della sua violenza epistemologica e i popoli indigeni ne hanno spesso chiesto la restituzione. In un simile scenario si è andata sviluppando anche un’altra sensibilità, rappresentata dalla visione di oggetti ambasciatori dei kanak della Nuova Caledonia e da cui questo volume prende le mosse. Tale prospettiva concepisce gli oggetti del passato oggi custoditi nei musei occidentali non solo come testimoni di una storia di incomprensioni e sopraffazioni, ma anche come messaggeri di altre narrazioni. Più che segni inequivocabili di un’appartenenza identitaria da valorizzare o da rivendicare attraverso le politiche della repatriation, essi possono raccontare frammenti dell’articolato incontro/scontro tra europei e popolazioni locali, evidenziando gli scambi, i malintesi e le costanti risemantizzazioni operate da entrambi le parti. I contributi del libro affrontano simili processi di densificazione facendo dialogare le ricerche etnografiche e le suggestioni provenienti dall’Oceania con le riflessioni sviluppatisi all’interno del dibattito italiano su patrimonio, musei e cultura materiale.


Mercoledì 30 settembre alle 18,30 presso la Libreria GRIOT vi invita alla presentazione del libro “La densità delle cose” di Anna Paini e Matteo Aria. Oltre agli autori, saranno presenti all’incontro Pietro Clemente e Vito Lattanzi.

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Presentazione del romanzo "La città del piacere" di Ezzat El Kamhawi (Il Sirente)

Domenica 27 settembre alle 18,30 GRIOT presenta il romanzo “La città del piacere” di Ezzat El Kamhawi
A discuterne insieme all’autore, ci saranno l’arabista Isabella Camera d’Afflitto e la professoressa Naglaa Waly.  Introdurrà l’incontro Chiarastella Campanelli della casa editrice Il Sirente

”Nessucittàno conosce la storia della città del piacere, nessuno ne è mai tornato per poterla raccontare”.
Una città unica, semplice fino all’astrattismo, i cui bianchi palazzi si stagliano alti e leggeri nel mezzo del deserto. Si dice sia stata eretta in un solo giorno e consacrata alla Dea del piacere. I suoi abitanti, plasmati per rispondere alla chiamata della seduzione e abbandonarsi a carezze, consumati da un desiderio bruciante e inappagabile.
“Il piacere di questa città è un’arsura che non si disseta, un incendio che non si placa”
La città del piacere è un luogo leggendario in cui reale, immaginario e illusorio si intrecciano e si confondono. Un testo con diversi livelli e registri narrativi, che celatamente descrive alcune città arabe del Golfo dove l’ostentazione del benessere rivela il suo essere effimero.

La città del piacere è considerata una delle espressioni più particolari della produzione letteraria egiziana. Nel dicembre del 2012, El Kamhawi ha ricevuto la medaglia “Nagib Mahfouz” per la Letteratura

Ezzat El Kamhawi è nato nel villaggio di Mit Suhayl, nel Governatorato di Sharqiyya. Si è laureato in giornalismo all’Università del Cairo e ha iniziato a lavorare per il quotidiano egiziano Al-Akhbar e ha contribuito a fondare Akhbar al-adab, settimanale in arabo, del quale è vicedirettore. Attualmente collabora anche coi quotidiani al-Misri al-Yawm e al-Quds al-’arabi. Come scrittore ha pubblicato sei romanzi e due raccolti di racconti. La città del piacere è il suo primo romanzo.

Domenica 27 settembre alle 18,30 lo scrittore egiziano Ezzat El Kamhawi presenta da GRIOT il suo romanzo “La città del piacere”. All’incontro, che sarà introdotto da Chiarastella Campanelli della casa editrice Il Sirente, interverranno l’arabista Isabella Camera d’Afflitto e la professoressa Naglaa Waly.

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Presentazione del numero di settembre di "Africa e Affari", dedicato ai rapporti tra Africa e Italia

Domenica 13 settembre, alle 18.30, GRIOT presenta il numero di settembre della rivista “Africa e Affari”, dedicato questa volta ai rapporti tra Africa e Italia

All’interno anche uno speciale sulla prima edizione del RomAfrica Film Festival.
Interverranno alla presentazione i giornalisti della redazione di “Africa e Affari”

L’Africa è la safrica e affari_settembre15econda regione del pianeta con la crescita economica più rapida dopo l’Est asiatico. Molti paesi, soprattutto economie emergenti, stanno rafforzando i loro legami con il continente in vista del prossimo futuro, ma se si guarda alla relazione economica tra l’Italia e l’Africa ci si rende  conto che questa è limitata e circoscritta.
Questa è la sintesi estrema del rapporto ‘Italy & Africa 2015. Deepening economic ties’ commissionato dal ministero degli Affari Esteri italiano e realizzato dal Centro di sviluppo dell’Ocse.
Il documento, presentato recentemente a Roma, analizza il quadro economico attuale della presenza e dell’impegno italiano in Africa, riportando una fotografia che evidenzia come siano ancora moltissimi i margini di crescita e come in Italia non sia stata ancora compresa la reale situazione del continente.
Il rapporto, di cui sinteticamente questo numero intende riportare dati e considerazioni, parte quindi dalla constatazione che la maggiore (e migliore) presenza italiana in Africa si ottiene prima di tutto da una maggiore conoscenza dell’Africa.

Domenica 13 settembre, alle 18.30, la redazione di “Africa e Affari” presenta da GRIOT il nuovo numero della rivista, dedicato ai rapporti tra Africa e Italia

 

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Nuovo corso di Introduzione alla letteratura araba contemporanea

Dopo l’estate si aggiunge un nuovo corso all’offerta formativa di GRIOT!


Il 10 ottobre partirà il corso di Introduzione alla letteratura araba contemporanea, a cura dell’arabista e blogger Chiara Comito

IL CORSO

La letteratuimmagine corsora araba contemporanea è una letteratura ricchissima ma ancora poco conosciuta. Nonostante le case editrici italiane negli ultimi anni abbiamo pubblicato diverse opere valide di narrativa araba, la percezione generale è che i paesi arabi abbiano prodotto solo pochi grandi autori: Adonis, Darwish, Mahfouz. La produzione recente resta ancora poco nota al grande pubblico.
Il corso di introduzione alla letteratura araba contemporanea, rivolto ad un pubblico di lettori e interessati non specialisti, intende fornire delle chiavi di lettura per conoscere meglio la letteratura contemporanea, contestualizzando dal punto di vista storico e letterario autori e temi.
Il primo modulo è stato pensato per inquadrare la produzione contemporanea all’interno della storia della letteratura araba. Nel secondo modulo verranno analizzati autori e tematiche suddivisi per paesi. Maggiore risalto verrà dato agli autori e ai testi di Libano, Egitto e Palestina, che sono anche i paesi da cui si traduce di più in italiano, di cui verranno letti e analizzati in classe tre romanzi (tradotti in italiano) la cui lettura è parte integrante del corso.
Durante il corso verranno forniti materiali di approfondimento e brani tratti dai libri discussi in classe e saranno visionati video per integrare le lezioni. A fine corso verrà fornita una bibliografia dei libri e dei paesi oggetto del corso.
Nel corso delle lezioni verrà richiesto l’acquisto di almeno tre libri di narrativa araba contemporanea, che potranno essere acquistati presso la Libreria GRIOT con lo sconto del 10%. I testi possono essere acquistati tutti ad inizio del corso, o durante il secondo modulo, come da calendario.
Per frequentare il corso non è necessario avere conoscenze pregresse di arabo o di storia dei paesi arabi.

CHIARA COMITO

È laureata in Lingua e letteratura araba (Università degli Studi Roma Tre) e in Storia dell’Islam contemporaneo (Università degli Studi L’Orientale di Napoli). Fondatrice dell’associazione culturale Arabismo, promuove da anni la cultura e la letteratura araba. Nel 2012 ha dato vita al blog “editoriaraba” che racconta la letteratura contemporanea dei paesi arabi. Collabora con alcune riviste online (Internazionale, ResetDOC, Osservatorioiraq) su cui scrive di letteratura e cultura araba.

ORARI


Il corso si terrà il sabato dalle 15 alle 17 ed inizierà sabato 10 ottobre.



DURATA E PROGRAMMA


Il corso si compone di 16 lezioni per un totale di 30 ore complessive.
E’ strutturato in due moduli: nel primo, generale, verranno introdotti autori e temi della letteratura araba, dal periodo classico al periodo contemporaneo. Nel secondo modulo, tematico, si affronterà l’analisi storica e letteraria della produzione contemporanea di ogni paese. Egitto, Libano e Palestina saranno oggetto di un focus specifico; parte integrante del corso sarà la lettura, e la successiva discussione in classe, di tre romanzi contemporanei: per il Libano, “San Giorgio guardava altrove” di Jabbour Douaihy (e/o “Specchi rotti” di Elias Khoury”); per l’Egitto; “Azazel” di Youssef Ziedan (e/o “Vertigo” di Ahmed Mourad”); per la Palestina: “Ho visto Ramallah” di Mourid al-Barghouti (e/o “Ritorno a Haifa e Umm Saad” di Ghassan Kanafani).

COSTO

Il costo di iscrizione al corso è di 190€. Sarà necessaria, inoltre, l’iscrizione all’Associazione Officina GRIOT, del costo di 20€, valida per un anno, che dà l’opportunità di usufruire di uno sconto del 10% sull’acquisto dei libri in vendita in libreria.

Le lezioni si svolgono presso la Libreria GRIOT in via di Santa Cecilia 1/A a Roma (Trastevere). Le iscrizioni sono aperte fino ad esaurimento posti.
Per maggiori informazioni sul programma e le modalità di iscrizione, contattare: [email protected] – tel. 06 58 33 41 16. Via di S. Cecilia 1/A – 00153 Roma.
* Il corso inizierà con un minimo di sei iscritti
* E’ necessaria l’adesione annuale all’Associazione Officina GRIOT (20,00 €)
* La quota del corso va corrisposta interamente entro la prima settimana dall’inizio del corso
* Gli orari del corso potrebbero subire delle variazioni prima del loro inizio
* Dopo l’inizio del corso, in caso di mancata frequenza per motivi non imputabili a Officina GRIOT non è prevista la restituzione della quota di  iscrizione

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Sconti d'estate su libri, oggetti e corsi di arabo!

Da sabato 1 agosto a venerdì 7 agosto, in occasione dell’ultima settimana di apertura prima della pausa estiva, GRIOT offre grandi sconti!

Il 10% sIMG_1922u tutti i libri (novità comprese…date un’occhiata ai nostri consigli!) ed il 20% su tutti i nostri oggetti: veli mauritani per le serate più fresche -nella speranza che ci siano!- tovaglie e stoffe dell’Africa Occidentale per abbellire le nostre tavole estive, e ancora borse e grembiuli colorati, bracciali e collane in pasta di vetro…insomma, c’è l’imbarazzo della scelta!

Inoltre, visitando la sezione “Corsi“, troverete già il calendario dei singoli corsi di arabo e tutte le indicazioni relative a durata, costi e modalità di iscrizione. E se già sapete di voler essere dei nostri in autunno, vi diamo una buona ragione per iscrivervi già da adesso: entro il 7 agosto potrete infatti usufruire anche di uno sconto del 10% sul costo complessivo del corso. L’offerta è valida per qualsiasi corso. Che aspettate?

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Di pagina in pagina, attraverso l'Africa. I nostri consigli per l'estate su Doppiozero

vetrina

Niente più di una lista di libri fa venire voglia di leggere: lo sanno tutti i lettori, gli amanti dei libri perennemente a caccia di nuove piste da seguire, di nuovi luoghi da esplorare, di nuovi scrittori e scrittrici da adorare. Lo sanno bene le appassionate libraie di GRIOT, il piccolo grande angolo di Africa nel cuore di Roma, sempre prodighe di consigli di lettura a tutti quelli che mettono piede nella libreria di Via S. Cecilia, a Trastevere. Proprio da GRIOT arriva dunque un piccolo dono per i lettori e le lettrici in procinto di partire per le vacanze (e non solo): una selezione degli “afro-titoli” più interessanti pubblicati quest’ultimo anno in Italia. Ce n’è davvero per tutti i gusti, perciò… venite a trovarci, siamo aperti fino al 7 agosto!

NoViolet Bulawayo
C
’è bisogno di nuovi nomi (Bompiani)

Un esordio letterario davvero straordinario. Al centro, le vicende di una bambina, Darling, che vive mille avventure per le strade del suo quartiere, assieme ai suoi amici, in uno Zimbabwe che piano piano sprofonda nel caos. Darling ha la possibilità di scappare in America, ma nemmeno lì la vita è rose e fiori per un’immigrata come lei. Una storia avvincente, narrata con una lingua originale che consente al lettore di vedere il mondo con gli occhi della sua protagonista.

Teju Cole
Ogni giorno
è per il ladro (Einaudi)

Lagos madre e matrigna di un figlio partito, anzi fuggito alla chetichella senza quasi nemmeno salutare, un giorno di tanti anni prima. Al suo ritorno l’uomo, voce narrante, trova una città familiare e irritante, benevola e assolutamente inafferrabile, faticosa e affascinante. Un viaggio di ritorno impossibile e delirante, punteggiato da foto che lasciano intravedere la città attraverso crepe e aperture quasi casuali.

Alain Mabanckou
Pezzi di vetro
(66th and 2nd)

Un’ode alla letteratura e all’Africa scritta dall’eclettico e mai scontato scrittore congolese. Il Credito a morte è un bar assurdo, aperto 24 ore su 24 grazie alla tenacia del suo proprietario, Lumaca testarda, che vede passare davanti a sé un’umanità diversa, presa tra allegria e tragedia, piena di storie da raccontare. Toccherà al cliente storico, Pezzi di vetro, amante della letteratura e del vino, raccontare tutto questo, alternando descrizioni esilaranti con citazioni letterarie che faranno la gioia di qualsiasi lettore accanito.

Chimamanda Ngozi Adichie
Americanah
(Einaudi)

Il terzo romanzo di una delle star assolute del firmamento letterario africano è forse quello che più somiglia alla sua autrice, nota ormai in tutto il mondo, che ha all’attivo una produzione hollywoodiana tratta dal suo Metà di un sole giallo (Einaudi 2008) e un’apparizione in un video di Beyonce. Americanah racconta di Ifemelu, giovane nigeriana di buona famiglia che studia negli Stati Uniti e che proprio oltreoceano scopre di essere “nera” e “in minoranza”, recuperando i ricordi che ancora la legano alla sua città natale e soprattutto a Obinze, il ragazzo amato da adolescente e mai davvero dimenticato. Ne approfittiamo per segnalare anche il pamphlet intitolatoDovremmo tutti essere femministi (Einaudi 2015), adattamento di una conferenza TEDx nella quale Adichie riflette su cosa significhi essere donna oggi.

Ondjaki
Nonnadiciannove e il segreto del sovietico
(Il Sirente)

Ondjaki è uno degli scrittori africani più interessanti e innovativi, e con questo romanzo riesce a raccontare le crepe e le contraddizioni dell’Angola postcoloniale senza appesantire la narrazione di retorica politica. Le surreali vicende che ruotano attorno a un improbabile mausoleo a lode e gloria del Compagno Presidente Agostinho Neto e al piano per farlo saltare in aria sono osservate attraverso gli occhi di un bambino che parla una lingua inedita, infantile e coltissima, che cerca di adattarsi alla realtà, senza rinunciare a interpretarla.

Okey Ndibe
Il prezzo di dio
(Edizioni Clichy)

Ike è un nigeriano che vive a New York. La sua è una vita fatta di complicazioni e stenti, occupata dalle necessità più immediate: sbarcare il lunario, assicurarsi documenti in regola, soddisfare le richieste sempre più pressanti dei parenti rimasti a casa. Dopo una serie di vicende che lo portano quasi alla disperazione, Ike viene a sapere che forse c’è un modo per risolvere i suoi problemi: vendere a una galleria d’arte una delle divinità del suo villaggio natale. Ma il viaggio di ritorno alle sue origini non sarà né facile né indolore…

Dinaw Mengestu
Tutti i nostri nomi
(Frassinelli)

La storia di un’amicizia che nasce all’università di Kampala, in Uganda, e approda in America, portando con sé un lascito di esperienze e sogni che diventano sempre più essenziali e reali, in un mondo che il protagonista, Langston, sente di non possedere mai fino in fondo. Un altro splendido capitolo della continua riflessione su identità ed emigrazione, amicizia e rinascita che l’autore di origini etiopi conduce nei suoi romanzi.

Noo Saro-Wiwa
In cerca di Trans-Wonderland
(66thand2nd)

Un libro che racconta la Nigeria con lo sguardo di una viaggiatrice d’eccezione: Noo, figlia dello scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa. Noo ha con la Nigeria un rapporto di amore e odio: non ci è nata ma la conosce da piccola, quando suo padre costringeva la famiglia a trascorrervi delle vacanze estive che i figli vivevano come un supplizio. Dopo la morte del padre niente più vacanze, un lungo periodo di lontananza, interrotto quando il desiderio di scoprire davvero il cuore del paese ha la meglio sui fantasmi del passato.

Mia Couto
La confessione della leonessa
(Sellerio)

In Mozambico, in un villaggio remoto, i leoni attaccano gli uomini, uccidendone a decine. Il governo invia uno squadrone dell’esercito per debellare le bestie assassine. I soldati, però, dovranno affrontare non solo le fiere ma anche gli uomini e le loro credenze ancestrali, piegate a leggere e interpretare un mondo contemporaneo fatto di tensioni e conflitti.

Emilio E. Manfredi
La vita
è brutale e poi muori (Mondadori)

Un noir che tiene con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, ambientato tra l’Etiopia in espansione e la Costa d’Avorio in preda alle violenze post-elettorali, la Guinea Bissau porto d’ingresso della droga colombiana in Europa e la Calabria dei manovratori criminali di questi traffici. Al centro di questa rete, Valerio Montale, un po’ giornalista un po’ trafficante, personaggio devastato da alcool e cinismo ma con una missione da compiere: salvare la figlia, la piccola Malaika, unica àncora di salvezza in un universo allucinante. Esordio letterario di uno straordinario scrittore italiano con l’Africa sotto la pelle.

Damon Galgut
Estate artica
(Edizioni e/o)

Lo scrittore sudafricano racconta la storia dello scrittore britannico E.M. Foster, autore acclamato di Passaggio in India e Camera con vista, la cui esistenza fu segnata dalle difficoltà di essere omosessuale in un’Inghilterra puritana e dal desiderio di trovare altrove, negli esotici e bizzarri territori imperiali, stili di vita opposti a quelli della madrepatria. Una storia che è occasione per parlare di differenze e discriminazioni, di incontri e tentativi di dialogo, sullo sfondo di una vicenda, quella dell’imperialismo coloniale, che ha plasmato il nostro mondo.

Wole Soyinka
Africa
(Bompiani)

L’invito del grande scrittore e drammaturgo nigeriano, premio Nobel per la letteratura, ad andare oltre gli stereotipi sul continente africano, sia quelli che ne prevedono la morte imminente che quelli che ne esaltano in modo acritico una vivacità priva di sfaccettature. E la speranza che il futuro veda l’arrivo di una nuova stirpe di esploratori che non sia interessata a saccheggiare ma a comprendere.

David Van Reybrouck
Congo
(Feltrinelli)

Un saggio che ha avuto un’enorme risonanza internazionale, focalizzato sulla storia di un paese, il Congo, centrale per comprendere le vicissitudini coloniali e postcoloniali di un intero continente. Congo contiene la storia e la geografia, l’archeologia e l’agronomia, la politica del cuore dell’Africa, ricco di risorse e proprio per questo maledetto. Una storia che mette a nudo le vergogne dell’Europa che dei battiti di quel cuore e delle sue risorse si è nutrita e continua a nutrirsi.

* La nostra lista è stata pubblicata sulla rivista Doppiozero per la rubrica Why Africa? a cura di Lettera27