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Venerdi 27 Giugno, ore 19.30: Samba, sintonie culturali e derive africane nel Nuovo Mondo

Palmetto Rockers

presenta:

 

“Samba, sintonie culturali e

derive africane nel Nuovo Mondo”

 

Ascolti musicali accompagnati e commentati da Roberto Lycke.

 

Appuntamento informale basato sul tema di come, le tradizioni, la cucina, la lingua, i ritmi e la musica abbiano viaggiato sulle rotte delle navi negriere attraverso l’Oceano Atlantico

In particolare l’incontro è frutto di un ciclo di ricerche, viaggi, incontri, e conversazioni focalizzate sulle radici del Samba e le sue evoluzioni.


Biografia: Roberto Lycke a.k.a. Palmetto Rockers

 

Nel 1989 si trasferisce dall’Italia in Inghilterra dove collabora con Raw, gruppo dell’etichetta Londinese Acid Jazz. Successivamente nel 1994 con M.Mountford e J.Casagrande  forma Surya, collettivo con il quale partecipa a numerosi festival europei, collabora ad un paio di dischi, e lascia il gruppo per dedicarsi a Homunculus-1.1, progetto che gli consente di esprimere attraverso tecniche palgiariste un suono più giocoso ed ironico. L’Homunculus diventa così nell’immaginario del proprio artefice, una specie di automa che viaggia nel tempo e nello spazio senza limiti di sorta. Durante la fine degli anni 90 insieme a Slowmotion organizza l’Halfdie Festival, appuntamento che nel tempo diventa uno degli happenings di riferimento della scena dei festivals musicali romani.
Negli ultimi anni immagina un ulteriore alterego: Mr. Django, irreale direttore di una orchestra brasiliana, la Banda da M-Dureira, dove membri del Pigneto Quartet, Fonderia, Rodion, Slowmotion ed occasionalmente altri “invitati”, confluiscono per dare vita ad assurdi live-sets. Nel 2003 Roberto Lycke, inventa Palmetto-Rockers con il quale si diletta in deliranti Dj-sets sviluppando un immaginario estetico-sonoro che, affonda le sue radici nella “Plunderphonia” più dissacrante passando attraverso una serie infinita di stili musicali che definiscono un’estetica molto personale. 
Si ringraziano per l’ispirazione ed i contributi: Rosemary de Oliveira Silva, Alessandro Ciaccini, Kristina e Birte Lycke, Madya Diabete, Agnello, Braz, Zè e Gazo, Kasse Madi, l’Halfdie Festival, O Restaurante Megachic, Antonio Queroz, Sara e Valentina, Rodion, Roberto e Lindi, Sekouba “Bambino” Diabate, Roberto Mascarenas, Zambiapunga, Rodion, la Banda Municipale di Cairu, Toumani Diabate, Bombinha, Regina, Marta, Alessia Bandoni, la famiglia di Maria, Caio, Neto, Vladimiro e Paola, Piero, la Banda da M-Dureira, Argemiro, Tony Feola, Maria e Mike Cooper, Slowmotion, Hugo Sanchez, Nko, Mojo Station & T.P. Africa, Fonderia, Sekou Diabate.


                                                                                                                                                                                                                                                                              

Contatti:
E-mail: [email protected]
Mob: 335-8214072                             
  

 

 

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Giovedi 19 Giugno, ore 19.00: "Poesie da Guantánamo. La parola ai detenuti"

AMNESTY International presenta
 
"Poesie da Guantánamo. La parola ai detenuti"
 
Letture di Carlotta Caimi e Mirella Mazzeranghi

 

In vista della Giornata internazionale per le vittime di tortura, giovedi 19 Giugno alle ore 19.00, la Libreria GRIOT propone la presentazione del libro "Poesie da Guantanmo. La parola ai detenuti", A cura di Marc Falkoff, Amnesty International, EGA Editore.

"Questo libro contiene una serie di poesie scritte, nelle circostanze più difficili e disperate, da uomini reclusi da anni nel centro di detenzione statunitense di Guantánamo Bay, a Cuba. Le loro poesie riflettono la disperazione, la rabbia e il senso d’ingiustizia provati da persone sottoposte in modo arbitrario al durissimo regime di Guantánamo. I loro testi descrivono la sofferenza cui gli autori e altri detenuti sono stati esposti e riflettono la capacità dello spirito umano di risalire la china dalle esperienze più sconvolgenti".


(dalla prefazione di Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International)

Per la prima volta, dopo sei anni, i detenuti e gli ex detenuti di Guantánamo prendono la parola, attraverso 22 poesie, scritte "da dietro le sbarre" da 17 autori, per denunciare la propria condizione, raccontare la propria sofferenza, ma anche e soprattutto per resistere e mantenere viva la propria coscienza.

Amnesty International

Poesie da Guantánamo
A cura di Marc Falkoff
EGA Editore
Torino, maggio 2008
€ 10,00, pp. 96
Prefazione di Flagg Miller
Introduzione di Ariel Dorfman
Edizione italiana curata da Riccardo Noury e Laura Renzi

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI di Arabo, Wolof e Swahili

Corsi di Lingua

Arabo, Wolof e Swahili

 

Riprendono da lunedi 2 Febbraio, presso la Libreria GRIOT – i corsi di lingua: corsi di Arabo, Wolof e di Swahili, a scadenza settimanale. Tutti i corsi per principianti hanno una durata di 30 ore di insegnamento. I corsi di arabo di livello 2 e 3 hanno una durata rispettivamente di 40 e 60 ore.

Insegnanti Madrelingua. I corsi inizierannno con un minimo di 8 iscritti (fino ad un massimo di 12). 

Per maggiori informazioni sul programma dei corsi, le tariffe e gli orari, contattare:

Libreria GRIOT
Via di S. Cecilia 1/A – 00153 Roma
tel – fax. 06 58 33 41 16
[email protected]

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Giovedi 5 giugno, ore 19.00: Darfur – le origini del conflitto, la situazione attuale e le prospetti

AMNESTY INTERNATIONAL

DARFUR 

le origini del conflitto, la situazione attuale e le prospettive di pace"

Introduce Riccardo Noury, Portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International. Relazione di Stefano Cera, autore del volume ‘Le sfide della diplomazia internazionale – Il conflitto nel Darfur’, Associazione "Italians for Darfur"

 

Come si sviluppano i conflitti nell’arena della politica internazionale? E quali sono i meccanismi e le dinamiche che determinano la loro escalation? Esistono modalità «alternative» (all’uso della forza) per la loro risoluzione? E quali spazi ci sono per l intervento della comunità internazionale? Queste sono alcune delle domande rispetto alle quali Stefano Cera cerca di fornire spunti di riflessione e risposte, attraverso la «lettura» dal punto di vista storico e la «rilettura» secondo le teorie e le tecniche della trasformazione dei conflitti, di una delle piu importanti crisi degli ultimi anni: il conflitto nel Darfur.

Il conflitto nella regione occidentale del Sudan viene conosciuto a livello internazionale solo a partire dal 2003 (è stato definito «il disastro umanitario più grave del mondo»). In realtà esso è la conseguenza di una dinamica che si protrae da molto tempo e che ancora nasconde aspetti controversi sul ruolo dei protagonisti (il governo di Khartoum, le milizie arabe dei janjaweed, i movimenti di opposizione), anche rispetto alle prospettive negoziali in vista di una soluzione alternativa.

http://www.italianblogsfordarfur.it/index.php

www.amnesty.it

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Venerdi 30 Maggio, ore 21.00: GRIOT da Intermundia: A sud di Lampedusa, Stefano Liberti e Andrea Seg

INTERMUNDIA 2008

La Libreria GRIOT presenta


A Sud di Lampedusa
Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti

Come l’Europa decide chi vive o muore in AfricaCon Stefano Liberti e Andrea Segre

 

La Libreria GRIOT sarà presente alla undicesima Edizione di Intermundia, la grande festa dell’intercultura a Piazza Vittorio. Nell’ambito dello Stand ‘Le Nostre Afriche, Venerdi 30 Maggio alle ore 21.00, GRIOT presenta il Libro ‘A Sud di Lampedusa’ di Stefano Liberti, seguito dall’omonimo documentario di Andrea Segre.

A Sud di Lampedusa
«Ma voi davvero pensate che è possibile fermare una marea umana di questo tipo? Pensate davvero che riuscirete a frenarci?» L’urlo gli uscì quasi soffocato, un’imprecazione gridata dal fondo dei polmoni. L’uomo aveva una faccia stanca da pugile suonato, un sorriso greve solo leggermente addolcito da un paio di guance rotonde, che gli restituivano qualche riflesso di giovinezza. Aveva gli occhi rossi, iniettati di furore. E un senso di rivalsa che si sommava al desiderio fin troppo evidente di non mostrarsi rassegnato. Si chiamava Dauda ed era appena stato rimpatriato dalla Spagna". Si apre così il libro di Stefano Liberti "A sud di Lampedusa", un viaggio tra i protagonisti della migrazione, dal Niger fino alle coste siciliane passando per il Sahara.
Liberti è uno dei pochissimi giornalisti italiani che da anni seguono gli aspetti meno conosciuti dei movimenti migratori dall’Africa verso l’Europa: tutto ciò che accade a sud di Lampedusa. Senza fidarsi dei luoghi comuni o lasciarsi abbindolare dai proclami sull’integrazione che verrà, ha scelto di esplorare con i propri occhi la «geografia del transito» tra il Sahel e il Maghreb. Ha incontrato migranti che preferiscono chiamarsi avventurieri, politici africani sudditi dei diktat europei, indiani bloccati in mezzo al deserto e piccole città sorte dal nulla: tutta l’infinita umanità che vive attraversando o presidiando confini. Fino a trovare chi non si aspettava: se stesso. Un cittadino bianco di quella stessa Europa che, con le sue politiche, determina come si vive o si muore in Africa. Un reporter per cui il solo modo onesto di documentare è lasciarsi coinvolgere dalle storie in cui si imbatte.

 
Stefano Liberti
A sud di Lampedusa
Minimum Fax, 2008
Euro 14,00
 

Alla presentazione del libro seguirà la proiezione del film documentario A Sud di Lampedusa, girato da Andrea Segre nel deserto del Sahara, in Niger, nel maggio 2006 e realizzato in collaborazione con Stefano Liberti e Ferruccio Pastore. Produzione: Cespi-Centro Studi di Politica Internazionale e SID (www.cespi.it) – Society for International Development (www.sidint.org) produttore associato: ZaLab (www.zalab.org); 2006- durata 31′
Stefano Liberti è un giornalista del manifesto. I suoi reportage sono usciti su varie testate italiane (Geo, L’Espresso, Ventiquattro) ed estere (El País semanal, Le Monde diplomatique). Nel 2004 ha pubblicato -­ insieme a Tiziana Barrucci -­ Lo Stivale meticcio. L’immigrazione in Italia oggi (Carocci). Collabora con il programma televisivo C’era una volta ed è tra i curatori di mwinda, sito di analisi geopolitica sull’Africa (www.mwinda.it). Un suo reportage è incluso nell’antologia Il corpo e il sangue d’Italia (minimum fax 2007).
 
 
 
FESTA DELL’INTERCULTURA ROMA

Giardini “Nicola Calipari” Piazza Vittorio 28-29-30 Maggio

 

 

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Giovedi 12 Giugno, ore 19.00: Daniele Guastini, Attilio Scarpellini e Jean-Leonard Touadi discutono

Giovedi 12 Giugno, ore 19.00

Daniele Guastini, Attilio Scarpellini e Jean-Leonard Touadi discutono

"Il demone della politica" 
un libro di Pietro del Solda’

 

La politica ha oppure no a che fare con la felicità? La giustizia è davvero nient’altro che il rispetto delle leggi? Ed è giusto che la verità, quella parola così altisonante e pericolosa che attraversa la storia dell’occidente, sia solo il bottino della contesa che contrappone scienze e religioni?

Con queste ed altre domande si confronta il libro di Pietro Del Soldà, “Il demone della politica” (edito da Apogeo nella collana Pratiche filosofiche diretta da Umberto Galimberti), presentato alla libreria GRIOT giovedì 12 giugno alle 19.00 da Daniele Guastini, docente di Poetica e Retorica all’Università La Sapienza, Attilio Scarpellini, giornalista e critico teatrale e, Jean-Leonard Touadi, filosofo, giornalista e oggi parlamentare, in rappresentanza  della politica “ufficiale”.


In un percorso poco “tradizionale” tra i dialoghi Platone, Del Soldà cerca spunti per gettare un po’ di luce sulla condizione contemporanea. L’immagine platonica dell’occhio dell’amico, fondo nero in cui gettarsi per ritrovare se stessi lasciandosi alle spalle un Io chiuso e individualista, è la chiave per ripensare alla nostra natura plurale, al “noi che io sono” e di cui spesso perdiamo le tracce.

Pietro del Soldà, veneziano, è dottore di ricerca in filosofia all’Università di Venezia, dove ha studiato con Alessandro Biral e Umberto Galimberti, concentrandosi soprattutto su una rilettura di Platone e sulla nozione di dialogo. Da sette anni vive a Roma, dove collabora con AMREF e con Radio Tre Rai, conciliando gli studi filosofici con l’interesse per l’Africa.

 

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Martedi 10 Giugno, ore 19.00: "Venere e il Drago. La pittura raccontata ai ragazzi", di Am

Martedi 10 Giugno, ore 19.00

Venere e il Drago. La pittura raccontata ai ragazzi

di Amyel Garnaoui

 

Che ci fanno insieme Venere, la più bella e famosa delle dive bianche nata dai testicoli di Urano, e il drago nero che nel quadro di Piero di Cosimo abita un lago in Etiopia e divora tutto ciò che incontra? E perché mai è una musicista nera, con il suo magico strumento, a festeggiare la disfatta del mostro? A queste (e molte altre) domande è possibile rispondere grazie a "Venere e il drago", il libro di Amyel Garnoui in uscita presso l’editore Gallucci. Il volume – presentato dalla libreria Griot martedì 10 giugno alle ore 19,00 – propone una lettura, dedicata a bambini e ragazzi, di otto capolavori degli Uffizi.

"Ho cercato di presentare ai giovani lettori un modo diverso di guardare la pittura, isolando ogni volta alcuni dettagli significativi con l’aiuto di un’originale elaborazione grafica e cercando di trasformare i quadri in oggetti vivi. I musei, infatti, nel loro compito di custodire e preservare le opere d’arte, tendono inevitabilmente ad allontanarle dai visitatori, relegandole a presenze silenziose. Al contrario, questi “amici con le cornici” ci parlano e ci chiedono di essere osservati e interrogati ancora con curiosità e affetto".

Amyel Garnaoui è nata nel 1969 a Roma da padre tunisino e madre italiana. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Francia, poi si è specializzata in storia dell’arte a Siena e finalmente e ritornata a Roma dove vive con la propria famiglia. L’idea del libro le è venuta proprio cercando di trasmettere ai suoi due bambini la passione per l’arte.

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Sabato 7 Giugno, ore 19.00: GRIOT compie due Anni: Maryse Condé, Josette Martial, Lisa Ginzbu

GRIOT COMPIE DUE ANNI

Grande Festa
con
MARYSE CONDE’, JOSETTE MARTIAL, LISA GINZBURG

 

Maryse Condé

 

In soli due anni è diventata un punto di riferimento per gli appassionati della cultura africana, caraibica, del mondo diasporico e di quello radicato. Luogo di transito, incontro, di  promozione di scrittori, rappresentanti della diaspora e del mondo associativo. Spazio fisicamente e mentalmente aperto per esplorare  culture solo in apparenza distanti e spostare così, proficuamente, il proprio orizzonte mentale, il proprio centro del mondo. 

Per celebrare nel migliore dei modi il suo secondo compleanno, sabato 7 giugno la libreria GRIOT organizza una festa-omaggio alla scrittrice caraibica Maryse Condé, una delle voci più autorevoli della letteratura francofona, di passaggio a Roma in occasione dell’atelier “Museo e diaspora”, organizzato dal Museo Pigorini.

Prima di lasciare spazio alla musica e ai festeggiamenti alcolici, la serata sarà animata da un intervento della celebre autrice del ciclo di “Segù”, da un omaggio della cantautrice e poetessa della Guadalupa Josette Martial che dall’opera della Condé ha tratto un’opera teatrale, e da alcune letture e parole della scrittrice Lisa Ginzburg.

Maryse Condé, è nata nel 1937 nella Guadalupa, ha compiuto gli studi superiori a Parigi e ha vissuto a lungo in Africa e in Inghilterra. Attualmente insegna letteratura francese e caraibica alla Columbia University di New York. Tra le sue opere più note, i romanzi "Segù 1. Le muraglie di terra" (1988), "Segù 2. La terra in briciole" (1994), "Io, Tituba, strega nera di Salem" (1992) e "La traversata della mangrovia" (2002). "La vita perfida" ha vinto nel 1988 il Premio Anaïs Nin dell’Académie française.

Josette Martial:  Cantautrice  e poetessa  originaria della Guadalupa, si è laureata presso la facoltà di lettere e scienze umane della Sorbona. Vive in Italia da oltre vent’anni e dal 2005 fa parte di Portico 47 Poeti dal Mondo, un gruppo di poeti e potesse, cantori e cantastorie provenienti da diversi Paesi e nato al Rione Esquilino per impulso dell’Associazione Apollo 11. Sta attualmente lavorando alla messinscena della Voyageuse, un poema cantato ispirato all’opera di Maryse Condé e musicato da artisti di fama internazionale come Karl Potter e Mamadou Diabaté.

Lisa Ginzburg vive e lavora tra Roma e Salvador de Bahia, è scrittrice e traduttrice, collabora con giornali e riviste (Il Messaggero, Repubblica, Domus) e organizzatrice di rassegne culturali tra cui "Poeti a Roma" e "ParoleNote. Letture musicate di grandi racconti" all’Auditorium. Tra i vari premi letterari, ha ricevuto il Premio Donna Argentario nel 2003 e il Premio Teramo nel 2007, con la raccolta di racconti Colpi d’ala (Feltrinelli 2006). Ha recentemente pubblicato "Malia Bahia" (Laterza 2007) e tradotto la raccolta di fiabe e storie afro-brasiliane "Orixás" (Donzelli).

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Mercoledi 4 Giugno, ore 11.00: Conferenza Stampa "Museo e Diaspora". Museo Pigorini (5-7 G

CONFERENZA STAMPA

Museo e Diaspora
Maschere e identità plurali 
COME COSTRUIRE UN RAPPORTO PIU’ MATURO TRA I MUSEI E LE COMUNITA’ DEGLI IMMIGRATI

 Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico “L. Pigorini”

 
Salone delle Scienze
5, 6 e 7 giugno 2008

 

Nei giorni 5, 6 e 7 giugno 2008 si tiene al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma l’atelier scientifico internazionale “Museo e Diaspora. Maschere e identità plurali”.

Mercoledì 4 giugno 2008, alle ore 11.00, presso la Libreria GRIOT, in Via di Santa Cecilia 1/a, verrà presentato alla stampa l’atelier scientifico internazionale “Museo e Diaspora. Maschere e identità plurali” che il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” organizza nei suoi spazi nei giorni 5, 6 e 7 giugno 2008.

Partecipano: Vito Lattanzi (Museo “Luigi Pigorini”), Josette Martial e Godwin Chukwu (Federazione della diaspora africana di Roma e del Lazio), Marco Wong (AssoCina), Saber Mounia (Acmid Donna), Mabel Rivas Monzon (Comunità Peruviana di Roma).

L’atelier inaugura il progetto europeo READ-ME, Réseau Européen des Associations de Diasporas & Musées Ethnographiques, teso a promuovere un rapporto più maturo e consapevole tra i musei e le comunità degli immigrati, nella prospettiva di una nuova Europa multiculturale.

Il programma dei tre giorni prevede confronti e dibattiti tra curatori di museo ed esponenti delle associazioni della diaspora italiani e stranieri, studiosi di antropologia e di letteratura, artisti e scrittori, tra cui Maryse Condé, sicuramente tra le più eminenti figure della letteratura francofona contemporanea.

L’atelier è incentrato sui diversi significati della maschera, un oggetto transculturale scelto appositamente per riflettere sulla reciprocità dello sguardo e per interpretare l’ambivalenza, i rischi e le prospettive attuali dell’incontro con la diversità.

Sede del convegno: Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L.Pigorini”
Piazzale Marconi 14 – 00144 ROMA (EUR)
Tel. 06.549521; fax 06.54952310; www.pigorini.arti.beniculturali.it

Per informazioni:
Servizio Informazione e Comunicazione, tel. 06.54952269,
[email protected]
Ufficio pubbliche relazioni e mostre, tel. 06.5495319.