Descrizione
Il volume intreccia un saggio e un dialogo con DAAR – Alessandro Petti e Sandi Hilal – per esplorare tre nozioni di cantiere che attraversano la Palestina e il nostro tempo: la Palestina come cantiere coloniale, segnato da sperimentazioni militari, cancellazioni e dal genocidio in corso; DAAR come cantiere di idee, dove ricerca, pedagogia e pratica artistica si fondono per mettere in crisi le eredità della modernità; e l’encampment come cantiere decoloniale, spazio in cui si producono autodeterminazione, nuovi immaginari e forme di vita condivise. Attraverso racconti, progetti, ritorni, esili e alleanze, il volume mostra come le forme del campo, dell’abitare instabile e della soglia possano aprire possibilità per leggere l’ingiustizia del presente, rifiutare la sua normalizzazione e nutrire pratiche capaci di trasformare luoghi, comunità e relazioni in un tempo segnato da conflitti e responsabilità collettive.





