Descrizione
Dopo Pensa agli altri e Il pane di mia madre, si conclude la trilogia di albi illustrati delle poesie di Mahmud Darwish accompagnati dalle evocative illustrazioni di Sahar Abdallah.
«L’albero è stato amato e dimenticato, scrive Darwish, ma non per questo ha abbandonato sé stesso. Il senso ultimo del testo è dunque un inno alla danza immobile dei rami, il racconto della sconfinata pazienza della natura, ma, soprattutto, è la conferma del dovere elementare di tutto l’esistente: mutare, certo, col mutamento, essere flessibili, ma rimanere radicati, cioè fedeli alla propria sostanza.
E la sostanza, in questo caso, è attesa».Maria Grazia Calandrone
«L’albero, nel contesto palestinese, si carica di ulteriori stratificazioni semantiche. È rifugio immaginario, ma anche testimone del trauma; è soglia verso il mondo, ma anche segno di un mondo perduto; è casa simbolica, ma spesso unica casa rimasta, quando quella reale è stata distrutta. L’albero diventa allora custode di memorie infantili infrante, di paesaggi interiori spezzati, ma anche generatore di immaginari di resistenza, di un’appartenenza che, pur mutilata, continua a produrre narrazioni, radicamenti simbolici, possibilità di sopravvivenza».
Alessandra Amorello





