Sabato 3 e domenica 4 dicembre la Libreria GRIOT ospiterà “Di pietre e d’argenti”, una mostra-mercato di collane dall’Africa e dall’Oriente realizzate da Laura Terzani
Per l’inaugurazione, sabato alle 19.00, potrete gustare un aperitivo a base di specialità maghrebine
Una mostra mercato di grandissimo fascino quella che vi proponiamo questo fine settimana già in odore di Natale: sono le splendide collane realizzate da Laura Terzani, giornalista con la passione per i viaggi che proprio dai suoi numerosi viaggi ha portato con sé materiali di varia natura, spesso rarissimi, con i quali ha dato vita a splendide collane. Vere e proprie opere d’arte, le collane di Laura Terzani racchiudono colori e forme ricercate ed evocative, che rimandano al tempo stesso a luoghi lontani e alla personalissima ispirazione dell’artista-viaggiatrice. Sabato 3 e domenica 4 dicembre potrete ammirare le creazioni di Laura Terzani presso la Libreria GRIOT: un’occasione per viaggiare con la mente e magari pensare anche a qualche regalo di Natale. Sabato potrete inoltre gustare un aperitivo a base di specialità maghrebine.
Vi aspettiamo da GRIOT!
Categoria: Eventi passati
"Il Rapporto sul Congo" di Roger Casement, con Jean-Léonard Touadi, Paolo Sannella e Mario Scotognella
Domenica 4 dicembre, alle 18.30, GRIOT presenta “Il Rapporto sul Congo”, di Roger Casement
Roger David Casement (1864-1916) fu implacabile accusatore dei misfatti coloniali in Africa e Sud America. Nel dicembre del 1903 compilò il “Rapporto sul Congo” del quale la casa editrice Fuorilinea pubblica, con questo volume, la prima traduzione in italiano. Incaricato dal Foreign Office di indagare sulle voci sempre più insistenti di atrocità perpetrate ai danni dei nativi da parte dell’amministrazione coloniale belga, Casement trascurò ogni cautela diplomatica mettendo a nudo un sistema feroce di predazione e morte. Il “Rapporto sul Congo” è un documento di eccezionale valore morale scritto da un uomo che con indomito coraggio compie un viaggio all’inferno per scoprire una verità agghiacciante: che nel cuore dell’Africa è iniziato un genocidio, il primo del XX secolo e che, purtroppo, sarà anche il primo a essere dimenticato. La pubblicazione di questo straordinario testo è l’occasione per riconsiderare una delle figure più controverse e contraddittorie del primo Novecento perché, come sottolinea il Premio Nobel Mario Vargas Llosa, autore del “Il sogno del Celta”, “Casement è stato uno dei primi europei ad aver avuto una chiara coscienza di cosa fosse realmente il colonialismo”. Un orribile sopruso, come lo definirà in seguito Joseph Conrad, che si ispirò alle agghiaccianti scoperte di Casement per il suo capolavoro, “Cuore di Tenebra”.La figura e l’opera di Roger Casement verranno presentati dall’on. Jean-Léonard Touadi, da Paolo Sannella, ex Ambasciatore d’Italia, e da Mario Scotognella, curatore del volume
Nota: L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Roger Casement, copertina del libro “King Leopold’s Rule in Africa” (1904).
"Landgrabbing" di Stefano Liberti, con Pietro Veronese
Sabato 26 novembre, alle 18.30, GRIOT presenta “Landgrabbing”, di Stefano Liberti
Assieme all’autore presenterà il libro il giornalista di Repubblica Pietro Veronese
Il fenomeno del landgrabbing forse non dice ancora molto al grande pubblico, ma è un tema di acuta attualità per molti Paesi del mondo, soprattutto in Africa e in America Latina. L'”accaparramento di terre” consiste nell’affitto o acquisto di enormi quantità di terra nelle nazioni africane o sudamericane da parte di Paesi come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, la Libia, la Corea del Sud – che dispongono di consistenti risorse economiche ma di spazi coltivabili largamente inadeguati al fabbisogno alimentare delle loro popolazioni – e di grandi multinazionali dell’agrobusiness – che hanno sempre più fame di terra destinate a piantagioni per la produzione di biocarburanti. Anche numerose società finanziarie si sono lanciate in questa corsa, attratte dai ricavi che la terra sembra promettere nel breve e nel medio periodo. Come si traduce tutto questo nelle economie, nelle società e negli ecosistemi interessati da questo fenomeno? Qual è il destino delle persone che vivono su quelle terre? O il ruolo delle classi dirigenti dei Paesi che stanno “svendendo” ampie porzioni del loro territorio nazionale? Stefano Liberti, giornalista del Manifesto e autore del reportage “A Sud di Lampedusa”, esplora i diversi aspetti di questa questione, spaziando dall’Etiopia all’Amazzonia, passando per la borsa di Chicago, le convention finanziarie di Ginevra e gli uffici della FAO, interrogandosi sulla posta in gioco di questo fenomeno, che sembrerebbe prefigurare una nuova forma di colonizzazione.
A discutere del libro interverrà, assieme all’autore, il giornalista di Repubblica Pietro Veronese.
Nota: L’immagine è utilizzata secondo i termini Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license. Foto: Altopiano etiopico. Autore: Giustino
I quadri di Aster Carpanelli in mostra da GRIOT
Domenica 27 novembre, a partire dalle 16.30, GRIOT ospita una mostra mercato delle opere dell’artista italo-etiope Aster Carpanelli
A seguire, un piccolo aperitivo a base di specialità etiopiche
“Per me l’Etiopia significa tredici mesi di sole”
“Per me l’Etiopia rappresenta il mercato del sabato, quando i contadini scendevano dalla città con i prodotti freschi”
“Per me l’Etiopia rappresenta la libertà di esprimere senza riserva la gioia e il dolore. Piangere per dolore non è segno di debolezza, ma una normale fragilità umana”
“Per me l’Etiopia coincide con quella libertà assoluta che appartiene ai bambini”
Ecco alcune delle riflessioni alle quali Aster Carpanelli accompagna la sua ispirazione artistica. Un’ispirazione che si traduce in dipinti dai colori forti e decisi, che hanno dentro tutto il calore e la forza dell’Africa, il continente in cui l’artista è nata e che si è cristallizzato, nel suo cuore, attorno al ricordo di un’infanzia assolata e infinita, scandita dal ritmo dei giochi e delle feste. Un continente, che Aster si porta nel cuore soprattutto nella sua versione femminile: alla donna africana, colta nei suoi molteplici aspetti, sono dedicate infatti alcune delle sue tele più suggestive. Ricordi del passato, ma anche frammenti di Africa nel presente “italiano” di Aster, che immortala in alcuni ritratti quei “Black Italians” che si stanno ritagliando un posto sempre più significativo nel nostro paese.
Domenica 27 novembre, a partire dalle 16.00, GRIOT è lieta di ospitare una mostra mercato in cui i nostri amici potranno ammirare e acquistare i dipinti di quest’artista, per portarsi a casa un pezzetto di sole africano condensato negli occhi profondi e vivaci di una delle sue donne. Con l’occasione si potrà gustare qualche specialità della cucina etiopica.
L’artista: Aster Carpanelli è nata a Gondar (Etiopia) da padre friulano e madre etiope. Si è laureata in Scienze Politiche ad Addis Abeba e ha ottenuto un Master in Relazioni Politiche in India. Vive in Italia dal 1991. E’ presidente dell’Associazione Culturale Panafrica, con la quale è impegnata in diversi progetti nell’ambito dell’immigrazione e della lotta al razzismo.
"Isole galleggianti. Poesia femminile sudafricana 1948-2008", a cura di Paola Splendore e Jane Wilkinson. Assieme alle curatrici, interverranno Maria Teresa Carbone, Viola Papetti e l'attrice Marianna Masciolini
Domenica 20 novembre, alle ore 18.30, GRIOT presenta il libro “Isole galleggianti. Poesia femminile sudafricana 1948-2008”
Assieme alle curatrici del volume, Paola Splendore e Jane Wilkinson, interverranno Maria Teresa Carbone, Viola Papetti e l’attrice Marianna Masciolini
La letteratura sudafricana non è più da tempo nel nostro paese un “oggetto misterioso”. A partire dai Premi Nobel J. M. Coetzee e Nadine Gordimer, sono molti gli autori del Sudafrica tradotti e premiati, letti e amati anche dai lettori italiani. Questo prezioso volume svela un filone della letteratura sudafricana finora poco noto, anzi, in gran parte inedito in italiano: la poesia femminile, in lingua inglese e afrikaans. Il testo che presentiamo oggi da GRIOT, “Isole galleggianti”, contiene una raccolta di poesie scritte da poetesse sudafricane tra il 1948 e il 2008, testi che svelano una ricchezza di voci, temi, sensibilità e registri assolutamente sorprendente.La raccolta è curata da Paola Splendore, docente di Letteratura inglese all’Università di Roma Tre, e da Jane Wilkinson, docente di Letteratura inglese e postcoloniale all’Università “L’Orientale” di Napoli, e contiene testi in lingua originale, con traduzione italiana a fronte. Accanto alle curatrici, interverranno la giornalista e traduttrice Maria Teresa Carbone, e Viola Papetti, docente di Letteratura inglese all’Università di Roma Tre. L’attrice Marianna Masciolini leggerà una scelta di testi poetici.
Soomaaliyeey toosoo. Somalia – Un paese senza diritti. Storie, immagini, testimonianze
Venerdì 25 novembre, alle ore 18.00, GRIOT in collaborazione con Amnesty International presenta
Soomaaliyeey toosoo. Somalia – Un paese senza diritti. Storie, immagini, testimonianze
Introdurrà l’incontro Lidia Ferrari, del Coordinamento Africa Centrale e Orientale di Amnesty International. Interverranno inoltre Matteo Guglielmo, dottore di ricerca presso l’Università “L’Orientale” di Napoli ed esperto di Corno d’Africa, che traccerà un quadro generale della situazione politica e del conflitto interno al paese; la mediatrice Rahma Mustafa, che dialogherà assieme al fotografo Giulio Di Sturco giustapponendo immagini e storie di vita dalla Somalia; Maria Teresa De Riz, responsabile Coordinamento minori di Amnesty International, che parlerà delle condizioni di vita di bambine e bambini nel conflitto somalo; Liliana Cereda, responsabile coordinamento Africa Centrale e Orientale di Amnesty International, che parlerà di libertà di stampa; e Nour Melehi, dell’Associazione Fondo Alberto Moravia – Onlus, che leggerà dei brani dal testo “Passeggiate africane” di Alberto Moravia.
"L'ultima colonia. Come l'Italia è tornata in Africa. 1950-1960", di Antonio Morone, con Matteo Guglielmo e Benvenuto Francesco Isaaq
Sabato 12 novembre, alle ore 18.30, GRIOT presenta “L’ultima colonia. Come l’Italia è tornata in Africa. 1950-1960”, di Antonio Morone
Oltre all’autore, saranno presenti Matteo Guglielmo, africanista esperto di Somalia, e Benvenuto Francesco Isaaq, ex notaio somalo
Nel 1941 si concluse l’esperienza coloniale italiana in Africa, iniziata alla fine dell’800 e proseguita nel ventennio fascista. Nove anni più tardi, la Somalia meridionale viene “riaffidata” dalla comunità internazionale alla “tutela” dell’ex potenza coloniale per un decennio di Amministrazione Fiduciaria (AFIS), durante il quale l’Italia avrebbe dovuto guidare l’ex colonia sul cammino della democrazia, formando classi dirigenti italofone e garantendo un legame continuativo tra i due paesi. Il difficile parto della Somalia postcoloniale però mise in evidenza, anche alla luce degli eventi successivi, il sostanziale fallimento di quest’esperienza. Nel suo libro “L’ultima colonia. Come l’Italia è tornata in Africa 1950-1060” Antonio Morone ripercorre l’esperienza dell’AFIS, ricorrendo a ricerche d’archivio approfondite e puntuali e riconsegnando al dibattito un periodo che viene quasi sempre omesso nella storia del colonialismo italiano e che invece è essenziale per comprendere molte delle vicende che hanno caratterizzato gli ultimi cinquant’anni di storia dei due paesi.
Nota: L’immagine utilizzata proviene dalla collezione fotografica privata Franco Granata. Per gentile concessione di Matteo Guglielmo. Cerimonia dell’alzabandiera in una località somala nel 1954. Sventolano la bandiera somala, quella delle Nazioni Unite e quella italiana.
"La guerra di Boubacar", di Francesca Caminoli. Assieme all'autrice interverranno la giornalista Lidia Campagnano e il sociologo Aly Baba Faye
Sabato 19 novembre alle 18.30 GRIOT presenta il romanzo “La guerra di Boubacar”, di Francesca Caminoli
Assieme all’autrice, interverranno la giornalista e saggista Lidia Campagnano e il sociologo Aly Baba Faye
Francesca Caminoli fa ruotare il suo romanzo, “La guerra di Boubacar”, sullo sfondo di un evento della seconda guerra mondiale: lo sbarco alleato sull’Isola d’Elba del 17 giugno 1944. In prima linea in una delle operazioni più sanguinose e meno conosciute dell’intero conflitto nel Mediterraneo c’erano proprio i tiralleurs senegalesi, un corpo militare dell’esercito francese costituito da africani provenienti soprattutto dalle colonie dell’Africa Occidentale, che combatterono nelle due guerre mondiali al fianco dei loro commilitoni (e superiori in grado) francesi. Tra loro, Boubacar, che dal suo villaggio natale viene addestrato a Dakar e poi a Casablanca, e partecipa allo sbarco sulla spiaggia minata di Marina di Campo per “liberare” l’Italia. Quella stessa Italia che, molti decenni dopo, diventa la meta di un altro Boubacar, il nipote del primo: anche nella sua vita c’è un attraversamento rischioso via mare, stavolta per trovare un lavoro e migliori opportunità di vita. Il desiderio di vedere la spiaggia dove combatté il nonno lo accomuna a Gustavine, giovane francese precaria come tanti suoi coetanei: suo nonno, il sergente Flaubert, aveva combattuto nella stessa battaglia, guidando il battaglione in cui militava Boubacar nonno. Un intreccio tra esistenze individuali e grandi eventi che dà la portata di quanto le storie di Europa e Africa siano intrecciate.A presentare il romanzo, assieme all’autrice, anche la giornalista e saggista Lidia Campagnano e Aly Baba Faye, sociologo senegalese da anni impegnato per i diritti dei lavoratori migranti in Italia.
"Casablanca" di Marco Barbon. Assieme all'autore interverrà Claudio Corrivetti della casa editrice Postcart
Ogni città ha una sua anima, un suo carattere, proprio come gli esseri umani. Casablanca, una delle principali metropoli del Nord Africa e la più grande del Marocco, è soprattutto un porto, proteso verso l’oceano e aperto a chi qui ci è approdato da tutto il mondo. Nei suoi numerosi vagabondaggi tra le strade e i vicoli della “città bianca”, Marco Barbon ha seguito itinerari assolutamente personali per cogliere l’anima della “sua” Casablanca: un’anima che ha il colore bianco dei muri dipinti con la calce e l’odore del pesce che si espande dagli imbarcadero del porto. E’ una città dai mille volti, che può essere sontuosa e imporsi con l’eleganza dei suoi viali, delle sue passeggiate sul lungomare, dei suoi palazzi, ma può essere anche misera, marginale, decadente. Le polaroid di Marco Barbon cercano di cogliere le molte sfaccettature della città, senza lasciarsi impigliare dal prestigio di un luogo più famoso – questa non è una guida turistica – ma restituendo il senso di scoperta, di meraviglia e di nostalgia che si prova quando ci si immerge nei colori e negli odori di una città complessa e affascinante come questa. Un intenso scritto della scrittrice marocchina Souad Bahechar, che è stata anche conservatrice presso il Museo della Kasbah e direttrice della Tanjah Flandria Art Gallery, commenta e conclude il volume.§
"Il PCI e l'Africa indipendente", con l'autore Paolo Borruso e Maria Cristina Ercolessi
Venerdì 28 ottobre, alle ore 18.30, verrà presentato il libro “Il PCI e l’Africa indipendente. Apogeo e crisi di un’utopia socialista (1956-1989)
Assieme all’autore Paolo Borruso sarà presente anche la professoressa Maria Cristina Ercolessi
La fine della seconda guerra mondiale vede l’emergere di due fenomeni distinti, ma destinati a incrociarsi fino alla fine degli anni ’80. In Italia, il Partito Comunista emerge nel nuovo contesto post-fascista e repubblicano come il più grosso partito comunista in Europa occidentale. In Africa i movimenti per l’indipendenza dalle potenze coloniali si rafforzano e danno l’avvio, a partire dalla seconda metà degli anni ’50, alla grande stagione delle indipendenze africane. Il PCI ha coltivato fertili rapporti con i movimenti di liberazione nazionale in alcune aree del continente africano (Algeria, Corno d’Africa, paesi afro-lusofoni). Questi movimenti hanno costituito un orizzonte importante, anche dal punto di vista ideologico, per lo sviluppo di una politica estera che, nonostante il rapporto stretto tra PCI e PCUS (il Partito Comunista sovietico), ha dato vita a una linea terza rispetto ai due blocchi configuratisi con l’inizio della guerra fredda. Paolo Borruso ricostruisce nel libro “Il PCI e l’Africa indipendente” la storia di questi rapporti e delle influenze reciproche in un arco di tempo che va dal dopoguerra alla metà degli anni ’80. Uno strumento prezioso per comprendere un capitolo importante della nostra storia diplomatica, e soprattutto per far emergere rapporti e influenze storiche tra il nostro paese e il continente africano.