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Presentazione dei libri "Lo stupro come arma di guerra di Africa" di Pauline Aweto Eze, e “L’Oubangui-Chari et son évangélisation dans le contexte de la politique coloniale française en Afrique Centrale (1889-1960), di Célestin Doyari Dongombe

Sabato 26 maggio, alle 16.00, GRIOT in collaborazione con la casa editrice L’Harmattan-Italia presenta i libri “Lo stupro come arma di guerra in Africa” di Pauline Aweto Eze, e “L’Oubangui-Chari et son évangélisation dans le contexte de la politique coloniale française en Afrique Centrale (1889-1960), di Célestin Doyari Dongombe

Interverranno all’incontro, oltre ai due autori, anche l’on. Jean-Léonard Touadi, Suzanne Diku e Juste Marcellin Kpeou


Lo stupro come arma da guerra in Africa, 
di Pauline Aweto Eze

L’autrice sottolinea il triste legame esistente in Africa fra certi retaggi culturali e la violenza contro le donne, in tempo di pace come in tempo di guerra. Sei sono gli elementi chiave individuati come tipici degli abusi di genere nel continente: la natura pubblica dello stupro, il livello di brutalità, il simbolo del machete come forma di “primivitismo moderno”, l’intento deliberato di diffondere l’AIDS, lo stupro delle donne incinte e l’omicidio che segue la violenza carnale.
L’Oubangui-Chari et son évangélisation dans le contexte de la politique coloniale française en Afrique centrale (1889-1960), di Célestin Doyari Dongombe
Il volume analizza la politica coloniale francese e la presenza missionaria cattolica nell’Oubangui-Chari (attuale Repubblica Centrafricana) fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.  Sono in particolare approfondite le circostanze storiche che hanno caratterizzato l’insediamento francese e le politiche di evangelizzazione promosse.

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Presentazione del libro "La guerra spiegata alle donne. L'impresa di Libia nella stampa femminile (1911-1912)" di Annalucia Forti Messina

Domenica 20 maggio, alle ore 18.30, GRIOT presenta il libro “La guerra spiegata alle donne. L’impresa di Libia nella stampa femminile (1911-1912)” di Annalucia Forti Messina
Assieme all’autrice interverranno Giulia Barrera, africanista e archivista di Stato, e Andreina De Clementi, già docente di Storia contemporanea all’Università “L’Orientale” di Napoli e direttrice di “Genesi. Rivista della Società italiana delle storiche”
Cento anni fa l’Italia mandava le sue truppe alla conquista della Libia, allora provincia dell’Impero ottomano. In che modo, con quali parole e frasi o silenzi, quella guerra venne presentata alle donne italiane? Molti periodici femminili, che trattavano di moda, abbigliamento e cucina, ma anche di letteratura e arte, pubblicarono notizie dal fronte, esortazioni all’amor di patria, divagazioni storico-letterarie su quel paese mediterraneo che gli italiani stavano invadendo. Quali sentimenti si volevano suscitare nelle lettrici? Quali azioni proporre o incoraggiare? La storica Annalucia Forti Messina prova a offrire qualche risposta a questi interrogativi nelle pagine del libro che presenteremo da GRIOT domenica 20 maggio alle 18.30.
Il volume è corredato da un’appendice antologica che riproduce articoli e illustrazioni tratti da periodici conservati nelle collezioni della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.
Assieme all’autrice interverranno Giulia Barrera, africanista e archivista di Stato, e Andreina De Clementi, già docente di Storia contemporanea all’Università “L’Orientale” di Napoli e direttrice di “Genesi. Rivista della Società italiana delle storiche”

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Presentazione del libro "Tuareg" di Barbara Fiore. Interverranno Alessandro Triulzi e Fadimata Walett Oumar, leader del gruppo musicale Tartit di Timbuctu

Sabato 19 maggio, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “Tuareg” di Barbara Fiore
Interverranno assieme all’autrice Alessandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli e Fadimata Walett Oumar, leader del gruppo musicale Tartit di Timbuctu
Cosa ne è oggi dei Tuareg? Degli spiriti che abitavano attorno a loro nel deserto? Della vita nomade attraverso l’immenso Sahara, come è raccontata già nella letteratura araba? Oggi i Tuareg, per via delle siccità, delle carestie e delle guerre locali, si sono trasferiti dagli attendamenti nel deserto alle periferie delle grandi città, dove provano bene o male a trasformarsi in sedentari. Ma il legame col loro passato riemerge spesso ancora integro, in tanti aspetti della vita quotidiana, ad esempio nel modo di occupare le abitazioni in muratura, come gente che se pur ferma sembra sia ancora nell’agitazione del viaggio; poi nel cibo, nell’abbigliamento, e nel rapporto con gli esseri soprannaturali, gli spiriti del deserto, che li hanno seguiti, e continuano a curarli, ad apparire loro, a tenerli d’occhio.
Il libro di Barbara Fiore, “Tuareg”, è frutto di una appassionata, accurata e complessa ricerca svolta dall’autrice che ha vissuto per alcuni anni presso una grande famiglia dei Kel Antsar del Mali. Vi si raccontano i profondi mutamenti in corso, il momento in cui una straordinaria e antica cultura si sta perdendo, ma anche come con la musica i Tuareg riescano a far sopravvivere la loro identità. Sabato 19 maggio, alle 18.30, presenteremo il lavoro di Barbara Fiore, un libro più che mai necessario oggi, per comprendere meglio alcuni aspetti dei recenti sconvolgimenti nel nord del Mali che hanno visto proprio i Tuareg protagonisti di rivendicazioni mai realmente sopite.
Assieme all’autrice Barbara Fiore, docente di etnologia presso l’università di Tor Vergata, interverrà Alessandro Triulzi, docente di Storia dell’Africa presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Parteciperà inoltre all’incontro Fadimata Walett Oumar, leader del gruppo musicale dei Tartit di Timbuctu

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Nuovi corsi di persiano in partenza da GRIOT

A maggio in partenza due nuovi corsi di persiano da GRIOT

Il persiano (chiamato “Farsi” in Iran, “Dari” in Afghanistan e “Tagik” in Asia Centrale) è una lingua della famiglia indoeuropea, ramo “satam”, diffusa all’epoca della sua massima espansione dai confini europei dell’impero Ottomano all’India Moghul, per lambire a nord i confini della Siberia e a sud l’Oceano Indiano, fino alle esotiche coste di Zanzibar dove ebbe forti influenze sullo swahili. Un’area così ampia da permetterle (nelle sue varie “declinazioni” territoriali) di formare, secondo alcuni, la più ricca letteratura mondiale. Il persiano resta ancora oggi una lingua viva parlata da oltre 110 milioni di persone (Iran, Afghanistan, Tagikistan, Uzbekistan). Una lingua con la quale non è difficile poter interagire a livello base anche con persone parlanti il curdo, il pashtun e l’urdu (appartenenti allo stesso ceppo linguistico). Infine una lingua che, malgrado possa sembrare “araba” a causa dell’alfabeto adottato negli ultimi secoli, ci risuona famigliare nelle orecchie grazie a parole quali giavan (giovane), pedar (padre), madar (madre), baradar (fratello)…
La conoscenza del persiano è basilare per tutti coloro i quali sono intenzionati a conoscere e lavorare con il vasto mondo iranico che si dipana dal ricco e controverso Iran, dove operano molte aziende italiane e che desta molto interesse dal punto di vista giornalistico e accademico, fino alla fiera terra afgana, dove a oggi opera una vasta rete di cooperazione civile e militare in cui la presenza italiana è considerevole.
Dopo il successo del primo corso di persiano inaugurato lo scorso mese di febbraio, Officina GRIOT propone per i mesi di maggio, giugno e luglio due nuovi corsi: uno di base e uno di livello intermedio:
Persiano I
Lunedì, ore 20-22
inizio il 14/05/2012

Persiano II
Venerdì, ore 18.30-21.30
inizio il 12/05/2012

Per maggiori informazioni su programmi e modalità di iscrizione, durata e costi, non esitate a contattarci in libreria!

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GRIOT vi invita all'inaugurazione della mostra-mercato "Mamma mia!! 100×100 art no profit for women of Madagascar", promossa dall'Associazione Stefano Project

Sabato 5 maggio, a partire dalle 18.00, si inaugurerà la mostra-mercato “Mamma mia!! 100×100 ART NO PROFIT for women of Madagascar”, promossa dall’associazione Stefano Project in collaborazione con l’atelier artistico “La Stanza”
Presso gli spazi dell’atelier “La Stanza”, Lungotevere Ripa 3a, sarà possibile ammirare e acquistare cento opere d’arte donate da altrettanti artisti che sostengono i progetti dell’Associazione Stefano Project in Madagascar
La salute delle donne ha una peculiarità che ha a che fare con l’ineludibile e cruciale momento della procreazione. Un momento che dovrebbe essere di gioia e di festa, ma che spesso, per condizioni igienico-sanitarie precarie o per scarsa consapevolezza su buone pratiche di prevenzione, diventa un momento di enorme rischio per la futura mamma e per il neonato. Puntare su un’assistenza di qualità per le donne che affrontano una gravidanza è l’obbiettivo del progetto “Mamma mia!”, promosso dall’associazione Stefano Project, da anni impegnata in progetti di sviluppo ad Antintorona, un villaggio nell’isola di Nosy Komba nel nord del Madagascar.
In questo caso per le donne di Antintorona si mobilita l’arte: in collaborazione con l’atelier “La Stanza”, infatti, numerosi artisti hanno deciso di donare le loro opere al progetto “Mamma mia!! 100×100 art no profit”, che utilizzerà il ricavato della vendita delle opere per la costruzione di una sala parto che possa offrire alle donne di Antintorona un’occasione di cura dedicata specificatamente alla loro salute. Le opere sono in tutto cento, e a tutte è stato assegnato il valore di 100 €, una somma che andrà interamente devoluta al progetto, senza alcuna percentuale trattenuta dall’artista o dagli organizzatori dell’evento.
GRIOT ospiterà il finissage di questa mostra, il prossimo 27 maggio: nel frattempo però vi invitiamo a visitare l’atelier “La Stanza”, dove potrete ammirare le opere in vendita e ascoltare da Ria Lussu, organizzatrice dell’evento, ulteriori informazioni sul progetto “Mamma mia!!”. L’inaugurazione si terrà sabato 5 maggio a partire dalle 18.00, in Via Lungotevere Ripa 3a. Per ulteriori informazioni su orari e giorni in cui sarà possibile visitare la mostra, visitate il sito www.weworkitworks.org/mammamia/ e la pagina Facebook dell’atelier “La Stanza”

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Nuovi corsi di arabo intensivo a tutti i livelli da GRIOT


Un nuovo programma di corsi intensivi di arabo a tutti i livelli è in partenza da GRIOT

A partire da metà maggio, Officina GRIOT offre un programma di corsi intensivi di arabo a tutti i livelli. I corsi si svolgeranno dal lunedì al venerdì, in fasce orarie che andranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. I corsi che verranno attivati sono i seguenti:
Arabo 1: 30 ore complessive articolate in due incontri settimanali da tre ore ciascuno (costo 290 €)
Arabo 2: 40 ore complessive articolate in tre incontri settimanali da tre ore ciascuno (costo 360 €)
Arabo 3: 60 ore complessive articolate in tre incontri settimanali da tre ore ciascuno (costo 450 €)
Se siete studenti interessati a un corso accelerato in vista di un esame per la sessione estiva o autunnale, se state programmando un viaggio in un paese nordafricano o mediorientale per quest’estate e avete voglia di apprendere in poco tempo i primi rudimenti di arabo o rafforzare conoscenze già acquisite per poter praticare la lingua anche in vacanza, o se siete semplicemente interessati allo studio di questa meravigliosa lingua e avete la disponibilità di dedicarci del tempo in questi mesi, scriveteci! Orari e giorni sono ancora da definire, li stabiliremo assieme a voi dopo aver raccolto un certo numero di adesioni e di disponibilità, cercando di venire incontro a tutti. Siamo inoltre, come sempre, disponibili a organizzare un incontro con l’insegnante, che valuterà assieme a voi il vostro livello di arabo e saprà consigliarvi il corso che fa per voi!Per maggiori informazioni sul programma dei corsi e le modalità di iscrizione, contattare:[email protected] – tel. 06 58 33 41 16. Via di S. Cecilia 1/A – 00153 Roma.
  •  I corsi inizieranno con un minimo di quattro iscritti.
  •  E’ necessaria l’adesione annuale all’Associazione Officina GRIOT (20,00 €).
  •  La quota del corso va corrisposta interamente entro la prima settimana dall’inizio del corso.
  •  Gli orari dei corsi potrebbero subire delle variazioni prima del loro inizio.
  •  In caso di mancata frequenza dei corsi per motivi non imputabili a Officina GRIOT non è prevista la restituzione della quota di  iscrizione dopo l’inizio dei corsi

Vi aspettiamo!

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Presentazione del libro "Islam tra pace e guerra", di Antonella Colonna Vilasi, con Tiziana Colusso e Ilaria Guidantoni

Sabato 28 aprile, alle 18.30, GRIOT presenta “Islam tra pace e guerra” di Antonella Colonna Vilasi

Assieme all’autrice, interverranno all’incontro Tiziana Colusso, direttrice del web magazine Formafluens, e Ilaria Guidantoni, autrice del romanzo “Tunisi, taxi di sola andata

 
Il primo decennio del nuovo millennio è stato sicuramente caratterizzato, tra le altre cose, dall’irruzione sulla scena internazionale della minaccia rappresentata dal terrorismo globale portata avanti da gruppi che, in forme spesso molto diverse, si rifanno a particolari interpretazioni e declinazioni della religione islamica. Una minaccia non nuova, ma inedita nelle sue forme e soprattutto nella sua portata, ormai transnazionale e globale. Moltissimo è stato scritto su quest’argomento, soprattutto dopo lo spartiacque rappresentato dall’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Con questo libro Antonella Colonna Vilasi, scrittrice e giornalista esperta di intelligence e terrorismo internazionale, compie un viaggio alle radici delle dottrine a cui si ispirano i molti gruppi attivi non solo in Medio Oriente, ma anche in Africa e, soprattutto, nelle grandi città europee e americane. Un viaggio che toccherà inevitabilmente la cronaca più attuale, in un momento in cui gli occhi del mondo sono puntati sul bacino del Mediterraneo e sugli esiti delle cosiddette Primavere Arabe che da più di un anno stanno ridisegnando la geografia culturale del Medio Oriente e del Nord Africa.
Assieme all’autrice, interverranno all’incontro anche Tiziana Colusso, direttrice del web magazine Formafluens – International Literary Magazine, e Ilaria Guidantoni, autrice del romanzo “Tunisi, taxi di sola andata”.


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Viaggio nella cultura Dogon. Incontro con Apam Dolo

Domenica 22 aprile, alle 16.00 da GRIOT: Viaggio nella cultura Dogon. Incontro con Apam Dolo, contadino, guida, mediatore e interprete della tradizione orale Dogon

Interverrà all’incontro Giulia Valerio dell’associazione MetisAfrica, da anni impegnata in progetti di cooperazione in Mali e in particolare nel territorio abitato dai Dogon

La cultura dogon, popolazione stanziata nel territorio attorno alla città maliana di Bandiagara, è una delle tantissime meraviglie che il continente africano ha riservato al mondo. Tra le più studiate dagli antropologi sin dagli anni ’30, la cultura dogon non smette ancora oggi di interrogare in profondità chiunque si avvicini con la volontà di aprirsi a un universo fatto di miti antichissimi e pratiche che hanno al centro la forza creatrice e guaritrice della parola e del racconto. GRIOT, in collaborazione con MetisAfrica, vi propone oggi un’opportunità unica di incontrare Apam Dolo, detto “L’ancien” (L’antico) o “L’ancêtre” (L’antenato), contadino, guida, mediatore culturale ma soprattutto straordinario testimone della cultura orale, tuttora viva e presente presso il suo popolo. Discendente del saggio che accolse l’antropologo francese Marcel Griaule e a lui svelò le chiavi misteriose della cosmogonia Dogon, Apam Dolo è stato iniziato al percorso della trasmissione orale della storia e della mitologia del suo popolo, così ricca da non impallidire nemmeno al cospetto di Omero o Esiodo. Considerato vero e proprio rappresentante vivente della sua tradizione, è non solo un testimone accreditato della cultura e della trasmissione orale della cosmogonia, della mitologia e della religione dei Dogon, ma anche protagonista di numerosi progetti di sviluppo e cooperazione nel campo dell’agricoltura, della salute e dell’educazione delle giovani generazioni.
Dialogherà assieme a lui Giulia Valerio, dell’associazione MetisAfrica, che da oltre dieci anni lavora nel territorio abitato dai Dogon, in Mali, a progetti riguardanti i settori della salute e dell’istruzione in sinergia con le richieste delle popolazioni locali

 

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"… ed io avrò cura di me. Il percorso vincente delle Medicine non Convenzionali". Incontro promosso dall'Archivio Salute

Sabato 21 aprile, alle ore 18.00, GRIOT promuove l’incontro “… ed io avrò cura di me. Il percorso vincente delle medicine non convenzionali”

A cura dell’Archivio Salute, con la partecipazione di R. Rinaldi e A. Fiorillo dell’Archivio Salute, L. Liguori, direttore sanitario del Centro Clinico Paracelso e F. Petti, presidente dell’Istituto Paracelso
L’avanzamento delle Medicine non Convenzionali è oggi un dato incontrovertibile, come confermato dall’interesse mostrato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dai Sistemi Sanitari di diversi Paesi europei e dagli Istituti Superiori di Sanità (NIH) degli Stati Uniti
Le prospettive che si aprono partono dall’avviamento di un processo di inserimento ufficiale nei Sistemi Sanitari dei nostri paesi, Italia compresa. Questa fase richiede a chi coltiva e sostiene queste medicine di esprimere la propria opinione.
Sabato 21 aprile, a partire dalle 18, Archivio Salute vi invita a un incontro promosso proprio con lo scopo di parlare e confrontarsi su queste tematiche

INTERVENTI

  • R. Rinaldi, membro del direttivo di Archivio Salute
    “La grande diffusione delle Medicine non Convenzionali nel mondo e l’impegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il loro inserimento nei sistemi sanitari nazionali
  • A. Fiorillo, membro del direttivo di Archivio Salute
    L’Artemisia nella cura della malaria: straordinaria testimonianza della validità della Medicina Tradizionale Cinese
  • A. Liguori, direttore sanitario Centro Clinico Paracelso
    Resoconto del viaggio di studio dell’Istituto Paracelso in Brasile, esempio della diffusione delle Medicine non Convenzionali nel mondo
  • F. Petti, presidente dell’Istituto Paracelso
    Conclusioni e discussione
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Presentazione del libro "Alì fuori dalla legge", di Andrea Ravenda, con Gianluca Gatta

Sabato 14 aprile, alle 18.30, GRIOT presenta il libro “Alì fuori dalla legge. Migrazione, biopolitica e stato d’eccezione in Italia”
Assieme all’autore, Andrea Ravenda, sarà presente anche Gianluca Gatta, antropologo esperto di migrazioni
Nella primavera del 1959 il giovane Alì decide di imbarcarsi clandestinamente su un mercantile che da Orano, in Algeria, lo avrebbe portato a Marsiglia, in Francia. Trascorsi oltre quarant’anni, vissuti tra Francia, Germania e Italia, l’uomo, oramai sessantenne e privo di permesso di soggiorno, si trova trattenuto in un centro per migranti in Puglia. La straordinarietà del percorso migratorio di Alì, in rapporto alle complesse relazioni politiche, economiche, umane e di violenza, proprie del centro di trattenimento, s’intreccia con la storia di un territorio che negli anni Novanta del secolo scorso è stato lo scenario della grande migrazione albanese in Italia. Il libro che GRIOT presenta oggi, “Alì fuori dalla legge”, è l’esito di una ricerca sul campo condotta in Puglia all’interno di due Centri di permanenza temporanea, oggi Centri di identificazione ed espulsione. Confrontandosi con il contemporaneo dibattito antropologico, filosofico e giuridico sul tema delle migrazioni, l’antropologo Andrea Ravenda analizza i processi istituzionali e i modi di produzione delle categorie di “legalità” e “illegalità”. Il rapporto fra migranti e istituzioni italiane è osservato all’interno delle pratiche quotidiane, e al contempo eccezionali, di “accoglienza” e di “espulsione”, in una prospettiva etnografica dalla quale emerge la dimensione biopolitica del governo delle migrazioni transnazionali: una politica dei corpi il cui trattenimento coercitivo all’interno dei centri ne costituisce l’aspetto paradigmatico.
Andrea Ravenda, dottore di ricerca in antropologia e collaboratore della cattedra di Antropologia medica e culturale dell’Università di Perugia, presenterà il suo libro assieme a Gianluca Gatta, dottore di ricerca in antropologia e collaboratore dell’Archivio delle memorie migranti