Descrizione
Le collezioni nate in contesti coloniali continuano a popolare i musei europei, rappresentando una sfida e il retaggio spesso oscuro d’una controversa memoria storica. Dietro l’apparente neutralità dei layout espositivi, oltre la trasparenza delle teche e l’opacità dei depositi, si celano storie di appropriazioni, violenze e asimmetrie di sguardo che ancora oggi condizionano la costruzione del sapere e dell’identità culturale.
Ogni oggetto coloniale porta con sé la memoria di un incontro diseguale, di un passato che ancora abita il presente e chiede di essere interrogato, esplorato: come sono arrivati questi oggetti in Europa? Quali costi umani, etici, sociali, quali significati perduti si celano dietro la loro presenza nei musei? Quale rapporto sussiste tra allestimenti originari e odierni?
Gli atti di questo convegno riuniscono studiosi, curatori e ricercatori che affrontano, da prospettive disciplinari diverse, le eredità materiali e simboliche del colonialismo nelle raccolte italiane ed europee. Attraverso casi di studio, riflessioni teoriche e pratiche museografiche, il volume invita a ripensare il rapporto tra memoria e conoscenza, proponendo una riflessione corale sulla responsabilità delle istituzioni e sul potere trasformativo della storia riconosciuta nella sua complessità e restituita alla riflessione critica.





