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Giovedì 24 luglio, alle ore 21,30: Noi Rom stiamo tutti bene, un monologo di Toni Zingaro

Noi Rom stiamo tutti bene

A GRIOT VA IN SCENA

UN MONOLOGO DI TONI ZINGARO

Chi ha detto che gli zingari in Italia se la passano male? Giovedì 24 luglio, alle ore 21,30, presso la libreria Griot, Antun Blazevic, in arte Toni Zingaro, sfaterà i pregiudizi che circondano la vita dei rom nel nostro paese. Perfettamente integrato, regolarmente impiegato, punto di riferimento di tutte le persone dabbene, portavoce delle lungimiranti iniziative del ministro Maroni, Toni Zingaro ribalterà le leggende e i pregiudizi sparsi a piene mani dalla solita stampa in cerca dello scandalo. Un monologo ricco di ironia e di momenti musicali, la voce originale e preoccupata di uno dei rappresentanti più in vista della comunità Rom in Italia.


Tony Zingaro, nome d’arte di Antun Blazevic, è arrivato in Italia per fuggire dalla guerra in Bosnia. Qui ha vissuto a lungo nei campi e scoperto una vena creativa inaspettata che lo ha fatto diventare scrittore e attore. Oggi Tony ricopre un ruolo politico di responsabilità all’interno della sua comunità, si batte per fare uscire i rom dei campi, organizza spettacoli per combattere i pregiudizi verso la sua cultura di origine

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Martedi 22 Luglio, ore 19.30: Venticinque minuti una notte, di Lucia Luconi, edizioni Serarcangeli

venticinque minuti una notte
di Lucia Luconi, edizioni Serarcangeli, 2008.

 

Intervengono Paolo Modugno e l’autrice Lucia Luconi

Letture di Antonella Alessandro, Elisa di Eusanio, Alessandra Muccioli

 

La paura, lo schifo, il silenzio “complice” di chi ha sentito e non si è mosso, i volti anonimi, uguali eppur diversi, dei ragazzi perbene del branco: “Venticinque minuti una notte, autopsia di una violenza” è la cronaca dettagliata di uno stupro subito ad opera di sette “giovanotti” della Roma bene. È una donna, Lucia Luconi, a raccontare senza romanzare l’esperienza subita.

Il racconto è teso, serrato. Non uno sfogo, ma la secca descrizione della violenza in forma cinematografica – l’autrice ha lavorato per anni nel cinema. Pochi commenti, solo il fatto nella sua brutale sequenza: dall’aggancio, all’inseguimento in macchina, poi a piedi. Poi la violenza e infine l’umiliazione in questura.

Era la notte del 28 aprile del 1979. Sono passati trent’anni dal fatto. Ma le parole ci mostrano anche oggi quello che tutti sappiamo e abbiamo paura di dire: i nostri ragazzi – non quelli venuti da fuori – erano figli allora e sono padri adesso di una stessa sottocultura criminale.

Scritto subito dopo l’accadimento, il racconto è rimasto per anni nel cassetto. Un segreto partecipato alle persone più care. E proprio su loro spinta, l’autrice oggi ha deciso di pubblicarlo. Per non dimenticare, per dare coraggio a chi di fronte a un identico crimine ha avuto la propria esistenza distrutta. Per dare voce alle tante donne che non trovano le parole o che sono spaventate ancora dalla memoria.

Il ricavato della vendita sarà devoluto al Centro antiviolenza Differenza Donna

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Giovedi 17 luglio ore 19.30: LA VOCE DEL SANGUE con Pape Siriman Kanoutè

Giovedi 17 luglio ore 19.30
LA VOCE DEL SANGUE

con Badara Seck e Pape Siriman Kanoutè

 

Tre giovani studenti di cinema in giro tra Europa e Africa per girare un documentario attraverso l'itinerario invisibile che porta agli ultimi veri maestri griot. Un modo per scoprire e approfondire l'arte della parola per poi trasformarla in immagini da conservare.

Ospiti di questo incontro pubblico/set  i griot dal Senegal Badara Seck e Pape Siriman Kanoutè e gli studenti dell'Università Iulm di Milano Giuseppe Carrieri, Andrea Gianoli, Michele Marcon.