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“Antropologia delle religioni. Introduzione alla storia culturale delle religioni” di Marco Menicocci Edizioni Altravista

Sabato 27 Giugno 2009 alle ore 19.00: la libreria GRIOT presenta“Antropologia delle religioni” di Marco Menicocci Edito da Edizioni Altravista.
Una guida all’interpretazione e allo studio dei fenomeni religiosi nelle varie culture. Risultato di una lunga esperienza didattica e di ricerca, Antropologia delle Religioni offre un contributo alla comprensione dei fenomeni religiosi in un periodo nel quale tale comprensione appare determinante per orientarsi nel mondo moderno. Attraverso un percorso che dipana tutti i principali nodi concettuali della Storia delle religioni (il mito, il rito, gli dei, i re sacri, l’origine del desiderio di immortalità), il lettore è condotto a confrontarsi con usanze a volte affascinanti e lontane a volte sorprendentemente vicine, per giungere ad una continua e benefica messa in discussione di tanti pregiudizi storicamente sedimentati.
Marco Menicocci: giornalista e docente di Storia delle Religioni e Storia della Filosofia Contemporanea presso l’Istituto di Scienze Religiose “M. Centra” di Velletri (Roma), ha svolto numerose ricerche sul campo nell’ambito dei Nuovi Movimenti Religiosi. È direttore della rivista “Antrocom, Online Journal of Anthropology” e collabora con diverse riviste specializzate in Filosofia e Antropologia. Autore di numerosi articoli, ha pubblicato Simbolo, Storia e Religione (Roma – 1996).

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Domenica 21 Giugno alle 19:00: "L'esplosione della memoria. La tratta degli schiavi e l'impero britannico nei musei di Bristol" con l'autrice Giusy Muzzopappa l'autrice, Jean-Léonard Touadi e Igiaba Scego



Se al cuore delle riflessioni portate avanti dai postcolonial studies, c’è la tesi del legame tra modernità e colonialismo, che intreccia la costituzione del soggetto europeo al rapporto di dominio dispiegato dal Vecchio Continente su ampie parti del globo, l’analisi di una peculiare forma di riflessione su questo importante snodo storico, quella museale, ha rappresentato un locus d’osservazione privilegiato, per comprendere le intricate traiettorie della memoria.

Nella città inglese di Bristol, il dibattito su eventi controversi connessi al passato imperiale, declinato nei termini della raffigurazione museale e della commemorazione, ha dato spazio ad una serie di contestazioni che, in qualche modo, hanno problematizzato il tentativo di sanare antiche ferite. Lo svelamento di vicende, un tempo lasciate nella penombra dei dipartimenti accademici, si è rivelato più dinamico della monolitica narrazione museale, illuminando un aspetto, quello del discorso ufficiale sulla storia coloniale britannica, messo in discussione dal racconto di storie alternative, connesse a tematiche quali la tratta degli schiavi e l’asservimento dei popoli d’oltremare.
Saranno presenti Giusy Muzzopappa, Jean  Léonard Touadi parlamentare e scrittore e Igiaba Scego scrittrice.
Giusy Muzzopappa: laureata in Lettere a indirizzo demoetnoantropologico all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Antropologiche e Analisi dei Mutamenti Culturali all’Università L’Orientale di Napoli

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"Storia del Terzo Mondo" di Vijay Prashad, Rubbettino Editore

Domenica 14 giugno alle 19:00: la libreria GRIOT presenta “Storia del Terzo Mondo” di Vijay Prashad, Rubbettino Editore. Saranno presenti la traduttrice Giusy Muzzopappa, il giornalista Filomeno Lopes e il sociologo Mauro Valeri.

La Storia del Terzo Mondo di Vijay Prashad riporta al centro del dibattito storico e politico un soggetto che, spesso associato a immagini di catastrofi politiche, umanitarie e ambientali, è stato uno dei protagonisti della storia del Novecento.

Infuocato campo di battaglia per le due superpotenze protagoniste della Guerra Fredda, il Terzo Mondo è stato anche e soprattutto una fucina di nuove concezioni politiche, visioni di un mondo diverso forgiato dalla lotta contro le formidabili forze dispiegate dal colonialismo prima e dal neocolonialismo dopo. Attraverso una narrazione serrata e appassionante, Vijay Prashad ripercorre la storia di questo soggetto, dalla sua genesi nelle lotte anticoloniali ai fallimenti delle sue realizzazioni politiche, sociali e culturali. Un viaggio che tocca i luoghi più significativi in cui questa storia ha preso forma e restituisce indimenticabili ritratti dei suoi grandi leader, con le loro idee, le loro lotte e i loro naufragi politici. Quali siano le eredità di questo straordinario percorso politico e culturale rimane l’interrogativo finale, anche alla luce dei fallimenti, altrettanto radicali e catastrofici, del modello sovietico prima e di quello neo-liberista dopo.

Vijay Prashad: titolare della cattedra George and Martha Kellner in Storia dell’Asia meridionale e direttore del dipartimento di Studi Internazionali presso il Trinity College, Connecticut. È autore di numerosi articoli e saggi, tra i quali Keeping Up with the Dow Joneses, Karma of Brown Folks e Everybody Was Kung Fu Fighting, questi ultimi due premiati come libri dell’anno dal «Village Voice». Critico lucido dell’imperialismo americano, nei suoi lavori più recenti si è occupato della storia dei movimenti di resistenza politica e culturale dei popoli di origine africana e asiatica contro l’egemonia occidentale.


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Mali – Storia e Architettura

Circuito Archtettura Saheliana (da Novembre a Febbraio)
Terra di scambio, d’incontro tra culture, in Mali si sono succeduti nel corso della storia numerosi imperi e regni, tra cui l’impero del Songhai del XV sec. e quello Toucouleur del XIX sec. Insediati in diverse parti del grande territorio che oggi è il Mali, hanno costruito sontuosi edifici, città o villaggi disseminati per tutto il paese. Attraverso l’Architettura Sudanese, questo viaggio di 15 giorni vi porterà alla scoperta del Mali, della sua storia e della sua cultura, passando da Ségu, vecchia capitale del Regno Barbara, dalle mura di sabbia, e Djenné. Qui potrete visitare i più affascinanti esempi di Architettura Sudanese. Nominata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e detta anche la città dei 42 Marabutti, ospita la meravigliosa moschea in terra cruda. Costruita nel XIII sec in briks (mattoni) di bankò (un impasto di acqua ed argilla prelevata dal fiume Niger ed arricchito, a seconda dei luoghi d’utilizzo, da diversi elementi), con le sue due torri si erge a guardia della città. Passando per Mopti, Bandiagara e per le costruzioni troglodite in arenaria rosa dei Pays Dogon, in piroga raggiungerete la mitica Timbuktu alle porte del Deserto del Sahara. Sede di una delle più importanti Università del mondo islamico, potrete visitare l’antica biblioteca, la moschea di Sidi Yahya, eretta nel XVsec per volere di Omar, principe di Timbuktu, e la moschea di Djingareyber, realizzata da un architetto andaluso  nel 1325, per volere dell’imperatore Kankou Moussa.
Per maggiori informazioni sul programma del viaggio e i prezzi, contattateci a [email protected]